Chiudiamo i canali della violenza con una procedura d’urgenza nazionale

Il problema

Alla Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni

Al Ministro dell’interno

Ai parlamentari 

Condividere foto intime senza consenso non è “goliardia”: è reato (art. 612‑ter c.p., fino a 6 anni).

Si può (e si deve) intervenire con una regolamentazione a livello nazionale, partendo da ciò che già c’è.

Le piattaforme, per legge UE (Digital Services Act - DSA - del 2022), devono avere canali semplici per segnalare contenuti illegali e rimuoverli in tempi rapidi; in Italia il coordinamento è di AGCOM, con poteri sanzionatori molto severi (fino al 6% del fatturato globale).

L’Europa ha anche varato nel 2024 la Direttiva UE 2024/1385 contro la violenza online (incluse le immagini intime non consensuali, anche non di natura esplicitamente sessuale, e i deepfake): ora tocca agli Stati recepirla e renderla operativa.

Cosa chiediamo in Italia: una procedura d’urgenza nazionale per chiudere gruppi e canali che diffondono immagini rubate, rimozione “entro poche ore” su segnalazione qualificata, ban degli amministratori recidivi, conservazione delle prove e supporto dedicato alle vittime.

Non è libertà di espressione: è violenza.

E si ferma con regole chiare, strumenti veloci e sanzioni vere.

 

Roberta Roncone

Fondatrice del progetto Potevo essere io 

https://www.instagram.com/potevo_essere_io

www.robertaroncone.it

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Roberta RonconePromotore della petizioneSono Roberta Roncone, autrice, formatrice ed esperta in prevenzione della violenza di genere. Ho creato la pagina Instagram Potevo_essere_io

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Alla Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni

Al Ministro dell’interno

Ai parlamentari 

Condividere foto intime senza consenso non è “goliardia”: è reato (art. 612‑ter c.p., fino a 6 anni).

Si può (e si deve) intervenire con una regolamentazione a livello nazionale, partendo da ciò che già c’è.

Le piattaforme, per legge UE (Digital Services Act - DSA - del 2022), devono avere canali semplici per segnalare contenuti illegali e rimuoverli in tempi rapidi; in Italia il coordinamento è di AGCOM, con poteri sanzionatori molto severi (fino al 6% del fatturato globale).

L’Europa ha anche varato nel 2024 la Direttiva UE 2024/1385 contro la violenza online (incluse le immagini intime non consensuali, anche non di natura esplicitamente sessuale, e i deepfake): ora tocca agli Stati recepirla e renderla operativa.

Cosa chiediamo in Italia: una procedura d’urgenza nazionale per chiudere gruppi e canali che diffondono immagini rubate, rimozione “entro poche ore” su segnalazione qualificata, ban degli amministratori recidivi, conservazione delle prove e supporto dedicato alle vittime.

Non è libertà di espressione: è violenza.

E si ferma con regole chiare, strumenti veloci e sanzioni vere.

 

Roberta Roncone

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