APPELLO PER UNA VARIANTE COSTRUTTIVA DELLE ARCHEO STAZIONI CHIESA NUOVA E CASTEL SANT'ANGELO


SI ALLA METRO, MA NON COSI'. L'immagine mostra l'enorme cantiere in atto nei Giardini del Parco della Mole Adriana. L'area è funzionale alla realizzazione della Archeo Stazione Castel Sant'Angelo.
Il 17 giugno 2026, le Associazioni sottoscritte hanno inviato una lettera aperta al Ministro della Cultura Alessandro Giuli e per conoscenza alla Commissione Nazionale Italiana Unesco, Palazzo Altemps e all'Ufficio Unesco del MIC, Direzione generale Affari europei e internazionali, per una variante costruttiva delle Archeo Stazioni di Chiesa Nuova e Castel Sant'Angelo.
Questa la sintesi dell'Appello: " Filippo Coarelli nella Conferenza stampa presso Italia Nostra, Sez. Roma, del 14 agosto 2024, su Roma e l’’Archeologia tradita”: , afferma: “si smonta e si ricostruisce. In questo caso sarebbe meglio seppellire, non ha senso spostare un edificio: questa è l’archeologia di Munoz… Questo significa fabbricare dei falsi…” Questa opinione del più eminente degli archeologi crediamo debba porre più di un dubbio sull’effettiva utilità di queste strutture ai fini della “valorizzazione e tutela” archeologica, dubbio che le sottoponiamo con questa nostra lettera aperta. Alla luce di quanto sopra riteniamo che la Soprintendenza statale con competenza mista potrebbe individuare soluzioni alternative per l’archeologia “preventiva”, alla base della scelta in oggetto, che tengano conto anche dell’impatto sul contesto urbanistico e culturale e dell’ecosistema nel suo insieme. L’estensione infatti, anche alle Stazioni del Centro storico della Tratta T2, del “modello” San Giovanni, dove la variante fu ampiamente giustificata dalla possibilità del mantenimento “in situ” dei palinsesti archeologici rinvenuti, allora prontamente accolta dall'amministratore delegato di Metro C, che vide nell'auspicio di stazioni “culturalmente stimolanti”, la possibilità’ di un abbellimento molto proficuo dal punto di vista economico-progettuale, non può adattarsi sistematicamente a TUTTE le nuove stazioni, a prescindere dai diversi contesti e dalle effettive consistenze archeologiche. Occorre rinunciare alla realizzazione a priori di mega stazioni faraoniche, realizzate a scapito del territorio, del suo ecosistema idrogeologico, dei beni culturali, ambientali e di una vera e rigorosa tutela dei beni archeologici. Le ARCHEO STAZIONI sono alla fine del tutto contrastanti con la moderna cultura dello scavo e della conservazione dei beni e a maggior ragione di monumenti unitari che vengano scoperti, e ci sorprende come l'intera struttura di vigilanza, non mostri contrarietà con tutti i mezzi che ha a disposizione, tanto più quando ciò non intralcia le stazioni, ma asseconda mode e suggestioni. Rivolgiamo dunque a Lei, signor Ministro, porgendo i nostri migliori saluti, questo appello, in forma di lettera aperta, perché sia rispettata la tutela del Parco della Mole Adriana e di Piazza della Chiesa Nuova, di cui si chiede la conservazione dell’integrità paesaggistico-culturale, in quanto siti UNESCO - la cui tutela paesistica, garantita a tutti gli altri centri storici dal Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio, risulta purtroppo ancora omessa - e soggetti a vincolo monumentale diretto, integrità possibile unicamente mediante una variante costruttiva delle due Stazioni, che ne limiti l’impatto ambientale, architettonico, culturale e sociale, ridimensionandole e adattandole alla sola funzionalità del trasporto pubblico. La variante richiesta avrebbe l’effetto di ridurre i costi, eccessivi dal punto di vista del ritorno economico funzionale, di salvaguardare un patrimonio arboreo del Centro storico, che sarebbe invece perduto irrimediabilmente, lasciando il posto a isole di calore con gravi danni alla salute psicofisica dei cittadini romani e non solo, di dimezzare infine i tempi di attuazione, insostenibili sia per l’impossibile fruizione socioculturale di spazi pubblici di pregio ambientale, che per la vivibilità in senso generale del Centro Storico di Roma, con il vantaggio di cantieri chiusi nel previsto anno giubilare 2033."
Cordialmente
Associazione Italia Nostra Sez. Roma, Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, Associazione culturale RinascimentiAmo, un futuro per il passato, Associazione Restituit Ets, Associazione Centro Storico per la mobilità, Associazione Rione Ponte e dintorni, Assoutenti Lazio Aps, Club Montevecchio, Comitato Moretta, Comitato di quartiere Rinascimento (Rioni Ponte, Parione e Regola), Salviamo il paesaggio Coordinamento Roma e Lazio.
Filippo Coarelli, Conferenza stampa di Italia Nostra del 14 agosto 2024, “Roma e l’’Archeologia tradita”. Canale Youtube Italia Nostra Nazionale. https://youtu.be/f11msDSfaKk