CHIESA NUOVA OGGI! SUBITO TRASPARENZA, VIVIBILITÀ, PARTECIPAZIONE


CHIESA NUOVA OGGI! SUBITO TRASPARENZA, VIVIBILITÀ, PARTECIPAZIONE
Il problema
★ Il Progetto della Stazione Chiesa Nuova-Metro C è nato senza alcun coinvolgimento dei cittadini in una totale mancanza di trasparenza e un continuo susseguirsi di annunci e soprattutto di assicurazioni che non si sarebbe fatta come originariamente prevista tanto è vero che l’assemblea capitolina ha approvato il 30 maggio 2024 una mozione per il suo spostamento in una posizione più baricentrica.
★ I Cittadini non sono stati coinvolti nella decisione finale del luglio 2025 con cui si deliberava di soprassedere al nuovo progetto per non perdere i fondi già stanziati.
★ La Stazione era prevista dal progetto preliminare nel 2002: come mai solo nel 2024, ventidue anni dopo, l’amministrazione capitolina ha preso coscienza dell'errore progettuale?
★ Roma e i suoi cittadini non possono pagare questa grave inadempienza amministrativa.
★ Non sono stati consultati i residenti del centro storico neanche per le eventuali compensazioni dovute per i disagi inevitabili della durata di almeno 10 anni! Non è stato infine reso pubblico alcun cronoprogramma circa l'avanzamento del cantiere.
★ La Moratoria proposta dalle associazioni romane e dai cittadini del centro storico era finalizzata a realizzare prima della stazione metro, il tram TVA dal Vaticano a Largo Argentina, per collegarsi con la linea 8 da una parte e Risorgimento dall’altra, come auspicato dalla stessa Amministrazione comunale nell’ottobre 2025, e poi, superati tutti i dubbi progettuali fino a Termini, in modo da garantire viabilità e mobilità in ogni caso e in ogni condizione, sempre nel rispetto, non solo di tutti i cittadini, dei residenti e lavoratori, nonché delle attività produttive, ma anche dei beni ambientali e paesaggistici, culturali e archeologici.
★ La Moratoria era inoltre finalizzata ad evitare ogni manomissione della Piazza, sia degli arredi storici architettonici, Fontana della Terrina e Monumento al Metastasio, sia del patrimonio arboreo esistente, fino alla necessaria verifica e confronto con la cittadinanza e il mondo culturale, della congruità del progetto rispetto alla tutela dei beni architettonici, archeologici e paesaggistici, ai sensi dell’art. 9 della Costituzione. Ai primi di marzo invece il primo atto nell'allestimento del cantiere è stato proprio quello di espiantare le tre Paulonie esistenti, compresa quella secolare, proprio alla vigilia della fioritura primaverile.
★ Non riteniamo che il progetto della Archeo-Stazione rispetti i criteri di tutela richiamati nella loro completezza, in quanto di fatto sarà manomesso il complesso urbanistico sottostante, il Campo Marzio occidentale, e soprastante, costituito dallo scenario rinascimentale-barocco, irrimediabilmente compromesso dalle strutture funzionali alla Stazione, e privato per sempre dello scenario costituito dalle Paulonie, destinate oggi e domani a scomparire, poiché nessun albero potrà mai ricrescere su una “scatola” di cemento armato, lasciando la Piazza priva di ogni mitigazione climatica e valorizzazione paesaggistica.
★ Ricordiamo che Borromini esaltava la forma convessa dell'Oratorio verso lo spazio pubblico, come "un corpo umano con le braccia aperte, come che abbracci ognuno che entri": ebbene a lavori ultimati si realizzerà l'abbraccio alle griglie di areazione e alle scale mobili, e a un pubblico frettoloso e distratto da altre esigenze pratiche, nella realizzazione di quanto Antonio Cederna nel lontano 1951 riteneva pur impossibile, che una basilica si trasformasse in stazione ferroviaria!
★ Siano rimossi dalla Piazza la Fontana della Terrina e il Monumento del Metastasio, secondo le prescrizioni della Soprintendenza, solo dopo che sia chiara la loro ricollocazione e definite le modalità del loro smontaggio.
★ Sia indicata la loro collocazione provvisoria, nel periodo di durata del cantiere, in luogo consono al loro valore storico-artistico, per essere poi ricollocati nella Piazza preservata nella sua integrità, come auspicato da questa petizione.
★ Siano pertanto nel frattempo consolidati i monumenti architettonici prospicienti e si progetti un'architettura della stazione, consona al pregio culturale del luogo, culla del Rinascimento e del barocco romano.
★ Sia lasciato libero, pertanto, lo spazio davanti a Chiesa Nuova e all’Oratorio dei Filippini, capolavoro del Borromini, sede di una gloriosa Biblioteca - la Vallicelliana - dell’Archivio storico Capitolino, dell’Istituto storico del Medioevo, de La Casa delle Letterature. Tutelare questo Patrimonio Culturale dovrebbe essere un imperativo per tutti: della Soprintendenza speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma e della Sovrintendenza Capitolina, custodi dell’art. 9 della Costituzione; del Sindaco di Roma capitale e di tutta l’Amministrazione comunale; per il loro valore architettonico e culturale, ma anche religioso, e per il rispetto dovuto alla comunità dei fedeli di oggi e di ieri e alla Memoria di San Filippo Neri.
Al Sindaco di Roma Capitale,
Le Associazioni Italia Nostra-Roma, Assoutenti-Lazio Aps, TrasportiAmo, Associazione Utenti del Trasporto Pubblico (UTP), con Salviamo il Paesaggio-Roma e Lazio, Associazione culturale RinascimentiAmo, un futuro per il passato, Associazione Rione Ponte, Comitato Moretta, Comitato Rinascimento (Rioni Ponte Parione e Regola) e Massimo Montebello (Consulente internazionale Mass Rapid Transit); Giuseppe De Grisantis (Decano trasporti Roma); Gabriele Bariletti (Vicepresidente ORT Lazio).

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Il problema
★ Il Progetto della Stazione Chiesa Nuova-Metro C è nato senza alcun coinvolgimento dei cittadini in una totale mancanza di trasparenza e un continuo susseguirsi di annunci e soprattutto di assicurazioni che non si sarebbe fatta come originariamente prevista tanto è vero che l’assemblea capitolina ha approvato il 30 maggio 2024 una mozione per il suo spostamento in una posizione più baricentrica.
★ I Cittadini non sono stati coinvolti nella decisione finale del luglio 2025 con cui si deliberava di soprassedere al nuovo progetto per non perdere i fondi già stanziati.
★ La Stazione era prevista dal progetto preliminare nel 2002: come mai solo nel 2024, ventidue anni dopo, l’amministrazione capitolina ha preso coscienza dell'errore progettuale?
★ Roma e i suoi cittadini non possono pagare questa grave inadempienza amministrativa.
★ Non sono stati consultati i residenti del centro storico neanche per le eventuali compensazioni dovute per i disagi inevitabili della durata di almeno 10 anni! Non è stato infine reso pubblico alcun cronoprogramma circa l'avanzamento del cantiere.
★ La Moratoria proposta dalle associazioni romane e dai cittadini del centro storico era finalizzata a realizzare prima della stazione metro, il tram TVA dal Vaticano a Largo Argentina, per collegarsi con la linea 8 da una parte e Risorgimento dall’altra, come auspicato dalla stessa Amministrazione comunale nell’ottobre 2025, e poi, superati tutti i dubbi progettuali fino a Termini, in modo da garantire viabilità e mobilità in ogni caso e in ogni condizione, sempre nel rispetto, non solo di tutti i cittadini, dei residenti e lavoratori, nonché delle attività produttive, ma anche dei beni ambientali e paesaggistici, culturali e archeologici.
★ La Moratoria era inoltre finalizzata ad evitare ogni manomissione della Piazza, sia degli arredi storici architettonici, Fontana della Terrina e Monumento al Metastasio, sia del patrimonio arboreo esistente, fino alla necessaria verifica e confronto con la cittadinanza e il mondo culturale, della congruità del progetto rispetto alla tutela dei beni architettonici, archeologici e paesaggistici, ai sensi dell’art. 9 della Costituzione. Ai primi di marzo invece il primo atto nell'allestimento del cantiere è stato proprio quello di espiantare le tre Paulonie esistenti, compresa quella secolare, proprio alla vigilia della fioritura primaverile.
★ Non riteniamo che il progetto della Archeo-Stazione rispetti i criteri di tutela richiamati nella loro completezza, in quanto di fatto sarà manomesso il complesso urbanistico sottostante, il Campo Marzio occidentale, e soprastante, costituito dallo scenario rinascimentale-barocco, irrimediabilmente compromesso dalle strutture funzionali alla Stazione, e privato per sempre dello scenario costituito dalle Paulonie, destinate oggi e domani a scomparire, poiché nessun albero potrà mai ricrescere su una “scatola” di cemento armato, lasciando la Piazza priva di ogni mitigazione climatica e valorizzazione paesaggistica.
★ Ricordiamo che Borromini esaltava la forma convessa dell'Oratorio verso lo spazio pubblico, come "un corpo umano con le braccia aperte, come che abbracci ognuno che entri": ebbene a lavori ultimati si realizzerà l'abbraccio alle griglie di areazione e alle scale mobili, e a un pubblico frettoloso e distratto da altre esigenze pratiche, nella realizzazione di quanto Antonio Cederna nel lontano 1951 riteneva pur impossibile, che una basilica si trasformasse in stazione ferroviaria!
★ Siano rimossi dalla Piazza la Fontana della Terrina e il Monumento del Metastasio, secondo le prescrizioni della Soprintendenza, solo dopo che sia chiara la loro ricollocazione e definite le modalità del loro smontaggio.
★ Sia indicata la loro collocazione provvisoria, nel periodo di durata del cantiere, in luogo consono al loro valore storico-artistico, per essere poi ricollocati nella Piazza preservata nella sua integrità, come auspicato da questa petizione.
★ Siano pertanto nel frattempo consolidati i monumenti architettonici prospicienti e si progetti un'architettura della stazione, consona al pregio culturale del luogo, culla del Rinascimento e del barocco romano.
★ Sia lasciato libero, pertanto, lo spazio davanti a Chiesa Nuova e all’Oratorio dei Filippini, capolavoro del Borromini, sede di una gloriosa Biblioteca - la Vallicelliana - dell’Archivio storico Capitolino, dell’Istituto storico del Medioevo, de La Casa delle Letterature. Tutelare questo Patrimonio Culturale dovrebbe essere un imperativo per tutti: della Soprintendenza speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma e della Sovrintendenza Capitolina, custodi dell’art. 9 della Costituzione; del Sindaco di Roma capitale e di tutta l’Amministrazione comunale; per il loro valore architettonico e culturale, ma anche religioso, e per il rispetto dovuto alla comunità dei fedeli di oggi e di ieri e alla Memoria di San Filippo Neri.
Al Sindaco di Roma Capitale,
Le Associazioni Italia Nostra-Roma, Assoutenti-Lazio Aps, TrasportiAmo, Associazione Utenti del Trasporto Pubblico (UTP), con Salviamo il Paesaggio-Roma e Lazio, Associazione culturale RinascimentiAmo, un futuro per il passato, Associazione Rione Ponte, Comitato Moretta, Comitato Rinascimento (Rioni Ponte Parione e Regola) e Massimo Montebello (Consulente internazionale Mass Rapid Transit); Giuseppe De Grisantis (Decano trasporti Roma); Gabriele Bariletti (Vicepresidente ORT Lazio).

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Petizione creata in data 25 febbraio 2026