

CHIEDIAMO UNA COMMISSIONE DI INCHIESTA SUI RIS
Il problema
AL PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
PETIZIONE AI SENSI DELL’ARTICOLO 50 DELLA COSTITUZIONE
Richiesta di valutazione dell’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta
sulla ricostruzione delle procedure investigative, documentali e tecnico-scientifiche nella vicenda relativa alla morte di Chiara Poggi e ai casi giudiziari precedenti e successivi che abbiano visto coinvolti i RIS e che presentino qualsiasi tipo di anomalia tra cui un imputato che si sia proclamato innocente e sia stato condannato sulla base di meri indizi.
Promotore e sottoscrittori
Il sottoscritto ANDREA TOSATTO, nato a Genova il 06/01/1973, residente in Cesenatico (FC), codice fiscale TSTNDR73A06D969O, agisce quale promotore della presente petizione e referente per le comunicazioni relative alla sua presentazione. La sottoscrizione esprime sostegno alla sottoposizione della questione all’esame della Camera e non equivale ad alcuna affermazione in ordine alla responsabilità o all’innocenza di persone determinate.
Oggetto e ragioni della richiesta
Con la presente petizione, i sottoscritti chiedono alla Camera di esaminare la questione e di valutare, ove ne ravvisino i presupposti di pubblico interesse, l’opportunità di promuovere nelle forme costituzionali e regolamentari ritenute appropriate l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla ricostruzione delle procedure investigative, documentali e tecnico-scientifiche seguite nella vicenda relativa alla morte di Chiara Poggi e ai casi giudiziari precedenti e successivi che abbiano visto coinvolti i RIS e che presentino qualsiasi tipo di anomalia tra cui un imputato che si sia proclamato innocente e sia stato condannato sulla base di meri indizi. La richiesta è formulata ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione e si colloca nell’ambito della facoltà d’inchiesta prevista dall’articolo 82, senza attribuire alla petizione il valore di una decisione parlamentare già assunta.
La ragione della richiesta non risiede nella notorietà del caso, né nell’interesse a sostituire una ricostruzione giudiziaria con una ricostruzione politica. L’interesse pubblico riguarda, più precisamente, la possibilità di accertare — sulla base degli atti acquisibili e con metodologie verificabili — se le procedure attraverso le quali gli apparati pubblici hanno individuato, repertato, conservato, analizzato e rappresentato gli elementi di prova siano state adeguatamente documentate e se, a fronte delle criticità eventualmente emerse, siano individuabili insegnamenti utili per migliorare i protocolli futuri. Una verifica di questo tipo può incidere sulla fiducia dei cittadini nella correttezza delle procedure investigative anche indipendentemente dall’esito delle vicende individuali.
Contesto della vicenda e necessità di una ricostruzione documentale
La morte di Chiara Poggi, avvenuta nel 2007, ha dato luogo a un’articolata attività investigativa e processuale, nella quale sono stati coinvolti sopralluoghi, accessi ai luoghi, repertazione, sequestri, confezionamento e conservazione di materiali, analisi tecnico-scientifiche, consulenze, perizie e successive valutazioni giudiziarie. Le versioni di petizione poste a base dell’iniziativa hanno evidenziato l’esigenza di ricostruire, con ordine cronologico e senza sovrapporre dati e interpretazioni, quali attività siano state compiute, da quali soggetti, in quali date, con quali strumenti di documentazione e attraverso quali passaggi i reperti e i relativi risultati siano stati messi a disposizione degli organi procedenti e delle parti.
La questione istituzionale consiste dunque nel verificare la tracciabilità complessiva del percorso seguito dagli elementi rilevanti: dalla scena oggetto di sopralluogo alla formazione dei verbali e delle immagini, dalla repertazione alla conservazione, dal trasferimento ai laboratori alla produzione dei risultati, fino alla loro trasmissione, disponibilità e utilizzazione nei diversi momenti del procedimento. La petizione non assume che una lacuna sia già dimostrata, né attribuisce intenzionalmente a qualcuno omissioni o alterazioni; chiede che la sequenza sia ricostruita e che ogni eventuale divergenza tra documenti, registrazioni e risultati sia sottoposta a verifica indipendente e tecnicamente controllabile.
Perimetro dell’eventuale inchiesta
L’eventuale Commissione dovrebbe anzitutto ricostruire la sequenza degli accessi e delle attività svolte sui luoghi, verificando quali verbali, rilievi fotografici, planimetrie, registrazioni e altri documenti siano stati formati e conservati. Dovrebbe quindi esaminare la corrispondenza tra le operazioni descritte e i reperti effettivamente identificati, nonché la continuità della documentazione relativa a confezionamento, sigillatura, apertura, trasferimento, deposito, campionamento, eventuale consumo e conservazione residua dei materiali. L’obiettivo non sarebbe quello di formulare una valutazione anticipata sull’attendibilità di una prova, ma di accertare se il suo percorso documentale sia ricostruibile e se siano stati mantenuti criteri sufficienti di identificazione e tracciabilità.
Particolare attenzione dovrebbe essere riservata agli elementi tecnici indicati nella documentazione posta a base dell’iniziativa, tra cui il campione denominato “bu_p”. In relazione a tale campione, la verifica dovrebbe riguardare l’esistenza, l’integrità e la corrispondenza dei dati originari, dei dati grezzi, delle corse elettroforetiche, dei tracciati, delle immagini, dei file di lavoro, dei registri di laboratorio e delle annotazioni relative alle operazioni compiute. Dovrebbe inoltre essere chiarito, per quanto documentabile, quali passaggi abbiano condotto dai dati originari ai risultati interpretativi e quali materiali fossero disponibili nei diversi momenti agli organi procedenti, ai consulenti, ai periti e alle parti.
Analoga verifica dovrebbe riguardare la traccia palmare indicata nella documentazione come n. 33 e ogni altro reperto la cui classificazione, attribuzione o interpretazione sia stata oggetto di discussione. Occorrerebbe distinguere il dato materiale originario, la sua identificazione e localizzazione, le modalità del rilievo e della conservazione, le comparazioni eseguite e le conclusioni successivamente formulate, così da evitare che la valutazione tecnica venga confusa con il dato che ne costituisce il presupposto.
Infine, l’inchiesta dovrebbe ricostruire il flusso informativo tra polizia giudiziaria, autorità giudiziaria, laboratori, consulenti, periti e parti, limitatamente agli atti e ai materiali legittimamente acquisibili. Il punto non è stabilire, in sede parlamentare, quale tesi processuale debba prevalere, ma accertare se le informazioni essenziali siano state registrate, conservate, rese conoscibili nei tempi e nelle forme previste e sottoposte a verifiche effettivamente ripetibili. Qualora emergessero criticità di carattere organizzativo o metodologico, la loro rilevanza istituzionale risiederebbe nella possibilità di prevenire il ripetersi di problemi analoghi in future indagini.
Tale inchiesta dovrebbe estendersi ad altri casi controversi come, ad esempio, il caso della povera Yara Gambirasio che vede Massimo Bossetti condannato all'ergastolo e la strage di Erba che vede condannati Rosa Bazzi e Olindo Romano.
Finalità istituzionale e limiti della richiesta
La presente petizione non chiede alla Camera di stabilire la colpevolezza o l’innocenza di Alberto Stasi, di Andrea Sempio o di qualsiasi altra persona; non chiede di pronunciare valutazioni sostitutive di quelle riservate all’autorità giudiziaria; non sollecita la revisione di una sentenza e non intende orientare, condizionare o impartire direttive a magistrati, pubblici ministeri, polizia giudiziaria o consulenti. Il suo oggetto è esclusivamente conoscitivo e politico-istituzionale: comprendere se le procedure pubbliche di acquisizione, conservazione, analisi e documentazione degli elementi investigativi siano state adeguate e quali eventuali correttivi di carattere generale possano essere adottati.
L’eventuale Commissione dovrebbe pertanto operare nel rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, della presunzione di non colpevolezza, del diritto di difesa, dei limiti di segretezza e dei divieti di pubblicazione. La sua attività dovrebbe inoltre distinguere con chiarezza ciò che risulta documentato, ciò che è oggetto di contrasto interpretativo, ciò che non è allo stato verificabile e ciò che costituisce una valutazione tecnica o una proposta di riforma. Qualora nel corso dell’attività istituzionale emergessero elementi specifici potenzialmente rilevanti per l’autorità giudiziaria, essi dovrebbero essere trattati nelle sedi competenti, senza che la Commissione si trasformi in un organo giudicante.
Richiesta alla Camera
Tutto ciò premesso, i sottoscritti chiedono che la presente petizione sia acquisita e sottoposta all’esame degli organi parlamentari competenti, affinché venga valutato se la ricostruzione delle procedure investigative, documentali e tecnico-scientifiche seguite nella vicenda relativa alla morte di Chiara Poggi e ai casi giudiziari precedenti e successivi che abbiano visto coinvolti i RIS e che presentino qualsiasi tipo di anomalia tra cui un imputato che si sia proclamato innocente e sia stato condannato sulla base di meri indizi, presenti i caratteri di una materia di pubblico interesse e se sussistano i presupposti per promuovere l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta. In caso di valutazione favorevole, si chiede che l’eventuale atto istitutivo delimiti con precisione l’oggetto, la durata, la composizione, i poteri, i limiti, le modalità di acquisizione degli atti, le audizioni, l’eventuale ricorso a esperti indipendenti e le garanzie per la protezione delle informazioni riservate.
Si chiede che un eventuale Commissione parlamentare d'inchiesta sia affidata ad un magistrato in pensione di comprovata tenacia ed acclarato coraggio, come, ad esempio l'ex magistrato Cuno Tarfusser, l'ex magistrato Giuliano Mignini o l'ex magistrato Guido Salvini.
Si chiede inoltre che l’eventuale relazione conclusiva separi i fatti comprovati dalle circostanze non verificabili, le risultanze documentali dalle valutazioni tecniche e le eventuali responsabilità individuali — che restano estranee all’oggetto della presente petizione — dalle proposte di carattere generale rivolte al miglioramento dei protocolli di sopralluogo, repertazione, catena di custodia, conservazione dei dati scientifici e comunicazione processuale. Ove previsto dalle procedure applicabili, si chiede infine che al promotore venga comunicata la ricezione della petizione, l’eventuale assegnazione e l’esito dell’esame.
Clausole di salvaguardia
La presente petizione non costituisce denuncia, querela, esposto o richiesta sostitutiva dell’attività dell’autorità giudiziaria. Ogni riferimento a persone, strutture, reperti, campioni, dati, analisi o dichiarazioni deve essere inteso come indicazione di una questione da verificare attraverso fonti documentali e metodologie appropriate. Nessuna espressione contenuta nel testo deve essere interpretata come attribuzione di responsabilità penali, disciplinari o amministrative, né come affermazione di depistaggio, falsificazione, occultamento, manipolazione o altra condotta illecita in assenza di uno specifico accertamento compiuto dall’autorità competente.
Andrea Tosatto

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Il problema
AL PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
PETIZIONE AI SENSI DELL’ARTICOLO 50 DELLA COSTITUZIONE
Richiesta di valutazione dell’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta
sulla ricostruzione delle procedure investigative, documentali e tecnico-scientifiche nella vicenda relativa alla morte di Chiara Poggi e ai casi giudiziari precedenti e successivi che abbiano visto coinvolti i RIS e che presentino qualsiasi tipo di anomalia tra cui un imputato che si sia proclamato innocente e sia stato condannato sulla base di meri indizi.
Promotore e sottoscrittori
Il sottoscritto ANDREA TOSATTO, nato a Genova il 06/01/1973, residente in Cesenatico (FC), codice fiscale TSTNDR73A06D969O, agisce quale promotore della presente petizione e referente per le comunicazioni relative alla sua presentazione. La sottoscrizione esprime sostegno alla sottoposizione della questione all’esame della Camera e non equivale ad alcuna affermazione in ordine alla responsabilità o all’innocenza di persone determinate.
Oggetto e ragioni della richiesta
Con la presente petizione, i sottoscritti chiedono alla Camera di esaminare la questione e di valutare, ove ne ravvisino i presupposti di pubblico interesse, l’opportunità di promuovere nelle forme costituzionali e regolamentari ritenute appropriate l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla ricostruzione delle procedure investigative, documentali e tecnico-scientifiche seguite nella vicenda relativa alla morte di Chiara Poggi e ai casi giudiziari precedenti e successivi che abbiano visto coinvolti i RIS e che presentino qualsiasi tipo di anomalia tra cui un imputato che si sia proclamato innocente e sia stato condannato sulla base di meri indizi. La richiesta è formulata ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione e si colloca nell’ambito della facoltà d’inchiesta prevista dall’articolo 82, senza attribuire alla petizione il valore di una decisione parlamentare già assunta.
La ragione della richiesta non risiede nella notorietà del caso, né nell’interesse a sostituire una ricostruzione giudiziaria con una ricostruzione politica. L’interesse pubblico riguarda, più precisamente, la possibilità di accertare — sulla base degli atti acquisibili e con metodologie verificabili — se le procedure attraverso le quali gli apparati pubblici hanno individuato, repertato, conservato, analizzato e rappresentato gli elementi di prova siano state adeguatamente documentate e se, a fronte delle criticità eventualmente emerse, siano individuabili insegnamenti utili per migliorare i protocolli futuri. Una verifica di questo tipo può incidere sulla fiducia dei cittadini nella correttezza delle procedure investigative anche indipendentemente dall’esito delle vicende individuali.
Contesto della vicenda e necessità di una ricostruzione documentale
La morte di Chiara Poggi, avvenuta nel 2007, ha dato luogo a un’articolata attività investigativa e processuale, nella quale sono stati coinvolti sopralluoghi, accessi ai luoghi, repertazione, sequestri, confezionamento e conservazione di materiali, analisi tecnico-scientifiche, consulenze, perizie e successive valutazioni giudiziarie. Le versioni di petizione poste a base dell’iniziativa hanno evidenziato l’esigenza di ricostruire, con ordine cronologico e senza sovrapporre dati e interpretazioni, quali attività siano state compiute, da quali soggetti, in quali date, con quali strumenti di documentazione e attraverso quali passaggi i reperti e i relativi risultati siano stati messi a disposizione degli organi procedenti e delle parti.
La questione istituzionale consiste dunque nel verificare la tracciabilità complessiva del percorso seguito dagli elementi rilevanti: dalla scena oggetto di sopralluogo alla formazione dei verbali e delle immagini, dalla repertazione alla conservazione, dal trasferimento ai laboratori alla produzione dei risultati, fino alla loro trasmissione, disponibilità e utilizzazione nei diversi momenti del procedimento. La petizione non assume che una lacuna sia già dimostrata, né attribuisce intenzionalmente a qualcuno omissioni o alterazioni; chiede che la sequenza sia ricostruita e che ogni eventuale divergenza tra documenti, registrazioni e risultati sia sottoposta a verifica indipendente e tecnicamente controllabile.
Perimetro dell’eventuale inchiesta
L’eventuale Commissione dovrebbe anzitutto ricostruire la sequenza degli accessi e delle attività svolte sui luoghi, verificando quali verbali, rilievi fotografici, planimetrie, registrazioni e altri documenti siano stati formati e conservati. Dovrebbe quindi esaminare la corrispondenza tra le operazioni descritte e i reperti effettivamente identificati, nonché la continuità della documentazione relativa a confezionamento, sigillatura, apertura, trasferimento, deposito, campionamento, eventuale consumo e conservazione residua dei materiali. L’obiettivo non sarebbe quello di formulare una valutazione anticipata sull’attendibilità di una prova, ma di accertare se il suo percorso documentale sia ricostruibile e se siano stati mantenuti criteri sufficienti di identificazione e tracciabilità.
Particolare attenzione dovrebbe essere riservata agli elementi tecnici indicati nella documentazione posta a base dell’iniziativa, tra cui il campione denominato “bu_p”. In relazione a tale campione, la verifica dovrebbe riguardare l’esistenza, l’integrità e la corrispondenza dei dati originari, dei dati grezzi, delle corse elettroforetiche, dei tracciati, delle immagini, dei file di lavoro, dei registri di laboratorio e delle annotazioni relative alle operazioni compiute. Dovrebbe inoltre essere chiarito, per quanto documentabile, quali passaggi abbiano condotto dai dati originari ai risultati interpretativi e quali materiali fossero disponibili nei diversi momenti agli organi procedenti, ai consulenti, ai periti e alle parti.
Analoga verifica dovrebbe riguardare la traccia palmare indicata nella documentazione come n. 33 e ogni altro reperto la cui classificazione, attribuzione o interpretazione sia stata oggetto di discussione. Occorrerebbe distinguere il dato materiale originario, la sua identificazione e localizzazione, le modalità del rilievo e della conservazione, le comparazioni eseguite e le conclusioni successivamente formulate, così da evitare che la valutazione tecnica venga confusa con il dato che ne costituisce il presupposto.
Infine, l’inchiesta dovrebbe ricostruire il flusso informativo tra polizia giudiziaria, autorità giudiziaria, laboratori, consulenti, periti e parti, limitatamente agli atti e ai materiali legittimamente acquisibili. Il punto non è stabilire, in sede parlamentare, quale tesi processuale debba prevalere, ma accertare se le informazioni essenziali siano state registrate, conservate, rese conoscibili nei tempi e nelle forme previste e sottoposte a verifiche effettivamente ripetibili. Qualora emergessero criticità di carattere organizzativo o metodologico, la loro rilevanza istituzionale risiederebbe nella possibilità di prevenire il ripetersi di problemi analoghi in future indagini.
Tale inchiesta dovrebbe estendersi ad altri casi controversi come, ad esempio, il caso della povera Yara Gambirasio che vede Massimo Bossetti condannato all'ergastolo e la strage di Erba che vede condannati Rosa Bazzi e Olindo Romano.
Finalità istituzionale e limiti della richiesta
La presente petizione non chiede alla Camera di stabilire la colpevolezza o l’innocenza di Alberto Stasi, di Andrea Sempio o di qualsiasi altra persona; non chiede di pronunciare valutazioni sostitutive di quelle riservate all’autorità giudiziaria; non sollecita la revisione di una sentenza e non intende orientare, condizionare o impartire direttive a magistrati, pubblici ministeri, polizia giudiziaria o consulenti. Il suo oggetto è esclusivamente conoscitivo e politico-istituzionale: comprendere se le procedure pubbliche di acquisizione, conservazione, analisi e documentazione degli elementi investigativi siano state adeguate e quali eventuali correttivi di carattere generale possano essere adottati.
L’eventuale Commissione dovrebbe pertanto operare nel rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, della presunzione di non colpevolezza, del diritto di difesa, dei limiti di segretezza e dei divieti di pubblicazione. La sua attività dovrebbe inoltre distinguere con chiarezza ciò che risulta documentato, ciò che è oggetto di contrasto interpretativo, ciò che non è allo stato verificabile e ciò che costituisce una valutazione tecnica o una proposta di riforma. Qualora nel corso dell’attività istituzionale emergessero elementi specifici potenzialmente rilevanti per l’autorità giudiziaria, essi dovrebbero essere trattati nelle sedi competenti, senza che la Commissione si trasformi in un organo giudicante.
Richiesta alla Camera
Tutto ciò premesso, i sottoscritti chiedono che la presente petizione sia acquisita e sottoposta all’esame degli organi parlamentari competenti, affinché venga valutato se la ricostruzione delle procedure investigative, documentali e tecnico-scientifiche seguite nella vicenda relativa alla morte di Chiara Poggi e ai casi giudiziari precedenti e successivi che abbiano visto coinvolti i RIS e che presentino qualsiasi tipo di anomalia tra cui un imputato che si sia proclamato innocente e sia stato condannato sulla base di meri indizi, presenti i caratteri di una materia di pubblico interesse e se sussistano i presupposti per promuovere l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta. In caso di valutazione favorevole, si chiede che l’eventuale atto istitutivo delimiti con precisione l’oggetto, la durata, la composizione, i poteri, i limiti, le modalità di acquisizione degli atti, le audizioni, l’eventuale ricorso a esperti indipendenti e le garanzie per la protezione delle informazioni riservate.
Si chiede che un eventuale Commissione parlamentare d'inchiesta sia affidata ad un magistrato in pensione di comprovata tenacia ed acclarato coraggio, come, ad esempio l'ex magistrato Cuno Tarfusser, l'ex magistrato Giuliano Mignini o l'ex magistrato Guido Salvini.
Si chiede inoltre che l’eventuale relazione conclusiva separi i fatti comprovati dalle circostanze non verificabili, le risultanze documentali dalle valutazioni tecniche e le eventuali responsabilità individuali — che restano estranee all’oggetto della presente petizione — dalle proposte di carattere generale rivolte al miglioramento dei protocolli di sopralluogo, repertazione, catena di custodia, conservazione dei dati scientifici e comunicazione processuale. Ove previsto dalle procedure applicabili, si chiede infine che al promotore venga comunicata la ricezione della petizione, l’eventuale assegnazione e l’esito dell’esame.
Clausole di salvaguardia
La presente petizione non costituisce denuncia, querela, esposto o richiesta sostitutiva dell’attività dell’autorità giudiziaria. Ogni riferimento a persone, strutture, reperti, campioni, dati, analisi o dichiarazioni deve essere inteso come indicazione di una questione da verificare attraverso fonti documentali e metodologie appropriate. Nessuna espressione contenuta nel testo deve essere interpretata come attribuzione di responsabilità penali, disciplinari o amministrative, né come affermazione di depistaggio, falsificazione, occultamento, manipolazione o altra condotta illecita in assenza di uno specifico accertamento compiuto dall’autorità competente.
Andrea Tosatto

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Petizione creata in data 1 ottobre 2026