Chiediamo l’introduzione dell’educazione sessuale e affettiva obbligatoria nelle scuole it

Firmatari recenti
Maura Spano e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Siamo cittadine e cittadini, genitori, insegnanti, professionisti, giovani e adulti, uniti da una convinzione semplice ma urgente: nel 2025 non è più accettabile che nelle scuole italiane non si parli di educazione sessuale e affettiva.

I dati sui femminicidi tra giovanissimi raccontano una verità drammatica: il malinteso tra amore e possesso può diventare mortale. Senza un’educazione affettiva e sessuale seria, i giovani crescono in balia di modelli tossici, senza strumenti per capire il valore del consenso, del rispetto e della libertà nell’amore, appresi su social,  su chat , su web

Nel 1996, con la Legge n. 66, l’Italia ha compiuto un passo importante, riconoscendo i reati sessuali come delitti contro la libertà personale e non più come offese alla morale pubblica. Ma la cultura del consenso e del rispetto non può essere lasciata al web.

Chiediamo con forza:
1. L’introduzione obbligatoria dell’educazione sessuale e affettiva nei curricula scolastici;
2. La formazione di figure specializzate per affrontare questi temi con competenza;
3. Una campagna nazionale di sensibilizzazione sul consenso, il rispetto e l’identità affettiva e sessuale.

Non è ideologia. È prevenzione. È libertà. È vita.  
Facciamolo per i nostri figli. Ora.

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Manola Di pasqualePromotore della petizione

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Siamo cittadine e cittadini, genitori, insegnanti, professionisti, giovani e adulti, uniti da una convinzione semplice ma urgente: nel 2025 non è più accettabile che nelle scuole italiane non si parli di educazione sessuale e affettiva.

I dati sui femminicidi tra giovanissimi raccontano una verità drammatica: il malinteso tra amore e possesso può diventare mortale. Senza un’educazione affettiva e sessuale seria, i giovani crescono in balia di modelli tossici, senza strumenti per capire il valore del consenso, del rispetto e della libertà nell’amore, appresi su social,  su chat , su web

Nel 1996, con la Legge n. 66, l’Italia ha compiuto un passo importante, riconoscendo i reati sessuali come delitti contro la libertà personale e non più come offese alla morale pubblica. Ma la cultura del consenso e del rispetto non può essere lasciata al web.

Chiediamo con forza:
1. L’introduzione obbligatoria dell’educazione sessuale e affettiva nei curricula scolastici;
2. La formazione di figure specializzate per affrontare questi temi con competenza;
3. Una campagna nazionale di sensibilizzazione sul consenso, il rispetto e l’identità affettiva e sessuale.

Non è ideologia. È prevenzione. È libertà. È vita.  
Facciamolo per i nostri figli. Ora.

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