

Chiediamo l'Anagrafe Nazionale dei Caregiver Familiari
Il problema
Ogni giorno, in Italia, milioni di persone assistono gratuitamente un familiare anziano, con disabilità, non autosufficiente o affetto da una malattia cronica. Lo fanno spesso 24 ore su 24, 7 giorni su 7, senza riposo, rinunciando al lavoro, alla salute, alla vita sociale e, in molti casi, compromettendo il proprio futuro previdenziale ed esistenziale.
Lo fanno perché ciò che i caregiver familiari garantiscono quotidianamente, in termini di ore lavorate, qualità, continuità e ampiezza dei servizi prestati, se dovesse essere sostituito integralmente da personale professionale richiederebbe l'impiego di più figure e costerebbe diverse migliaia di euro al mese.
A tutto questo si aggiunge la presenza affettiva della famiglia, insostituibile e non quantificabile economicamente.
Eppure, lo Stato non sa nemmeno con precisione chi siano i caregiver familiari e quanti siano.
Attualmente non esiste un'Anagrafe nazionale dei caregiver familiari che permetta di identificarli e censirli in modo unitario su tutto il territorio nazionale, nonostante il loro enorme impatto sul sistema sanitario, economico e sociale.
Esistono una definizione legislativa del caregiver familiare, indagini statistiche e differenti interventi regionali, ma manca ancora uno strumento nazionale capace di dare un'identità amministrativa a milioni di persone che ogni giorno garantiscono assistenza gratuita.
Senza un'Anagrafe nazionale, i caregiver restano invisibili.
Nelle statistiche sul mercato del lavoro, chi non ha un'occupazione e non cerca attivamente lavoro può risultare tra le persone “inattive”, anche quando dedica gran parte o tutta la propria giornata all'assistenza di un familiare.
Ed ecco il paradosso: persone che lavorano gratuitamente anche 24 ore su 24, occupandosi di igiene, alimentazione, sorveglianza, accompagnamento, gestione della casa, pratiche burocratiche, rapporti con medici e servizi sanitari e di tutte le necessità quotidiane della persona assistita, finiscono per essere considerate nullafacenti.
L'istituzione di un'Anagrafe nazionale dei caregiver familiari è essenziale, innanzitutto, per riconoscere e valorizzare il loro ruolo, indipendentemente dall'erogazione di sussidi o contributi economici.
Non chiediamo un'Anagrafe soltanto per ottenere denaro.
Chiediamo che venga riconosciuto che queste persone esistono, lavorano e svolgono una funzione sociale ed economica fondamentale.
Un'Anagrafe nazionale permetterebbe di sapere quanti sono realmente i caregiver familiari, chi assistono, quale impegno sostengono e quale contributo forniscono ogni giorno al sistema di assistenza italiano.
Permetterebbe inoltre di disporre finalmente di dati attendibili sui quali costruire politiche pubbliche, tutele lavorative e previdenziali, servizi territoriali e qualsiasi futura misura destinata ai caregiver.
Perché prima di stabilire quali diritti riconoscere bisogna sapere a chi riconoscerli.
CHIEDIAMO
quindi al Governo e al Parlamento italiano di intervenire per l'istituzione dell'Anagrafe nazionale dei caregiver familiari, con criteri omogenei su tutto il territorio nazionale.
Questa iniziativa rappresenterebbe un primo passo concreto verso il pieno riconoscimento di chi sacrifica una parte rilevante della propria vita, del proprio lavoro e spesso della propria sicurezza economica per garantire assistenza e dignità a un familiare fragile o non autosufficiente.
Non è accettabile che una parte così importante dell'assistenza italiana continui a poggiare sul lavoro gratuito delle famiglie mentre chi svolge questo lavoro rimane amministrativamente invisibile.
Prima dei sussidi, prima delle agevolazioni, prima delle promesse, chiediamo una cosa elementare: essere censiti e riconosciuti.
Firma questa petizione per chiedere l'istituzione dell'Anagrafe nazionale dei caregiver familiari.
I caregiver familiari esistono. È ora che esistano anche per lo Stato.

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Il problema
Ogni giorno, in Italia, milioni di persone assistono gratuitamente un familiare anziano, con disabilità, non autosufficiente o affetto da una malattia cronica. Lo fanno spesso 24 ore su 24, 7 giorni su 7, senza riposo, rinunciando al lavoro, alla salute, alla vita sociale e, in molti casi, compromettendo il proprio futuro previdenziale ed esistenziale.
Lo fanno perché ciò che i caregiver familiari garantiscono quotidianamente, in termini di ore lavorate, qualità, continuità e ampiezza dei servizi prestati, se dovesse essere sostituito integralmente da personale professionale richiederebbe l'impiego di più figure e costerebbe diverse migliaia di euro al mese.
A tutto questo si aggiunge la presenza affettiva della famiglia, insostituibile e non quantificabile economicamente.
Eppure, lo Stato non sa nemmeno con precisione chi siano i caregiver familiari e quanti siano.
Attualmente non esiste un'Anagrafe nazionale dei caregiver familiari che permetta di identificarli e censirli in modo unitario su tutto il territorio nazionale, nonostante il loro enorme impatto sul sistema sanitario, economico e sociale.
Esistono una definizione legislativa del caregiver familiare, indagini statistiche e differenti interventi regionali, ma manca ancora uno strumento nazionale capace di dare un'identità amministrativa a milioni di persone che ogni giorno garantiscono assistenza gratuita.
Senza un'Anagrafe nazionale, i caregiver restano invisibili.
Nelle statistiche sul mercato del lavoro, chi non ha un'occupazione e non cerca attivamente lavoro può risultare tra le persone “inattive”, anche quando dedica gran parte o tutta la propria giornata all'assistenza di un familiare.
Ed ecco il paradosso: persone che lavorano gratuitamente anche 24 ore su 24, occupandosi di igiene, alimentazione, sorveglianza, accompagnamento, gestione della casa, pratiche burocratiche, rapporti con medici e servizi sanitari e di tutte le necessità quotidiane della persona assistita, finiscono per essere considerate nullafacenti.
L'istituzione di un'Anagrafe nazionale dei caregiver familiari è essenziale, innanzitutto, per riconoscere e valorizzare il loro ruolo, indipendentemente dall'erogazione di sussidi o contributi economici.
Non chiediamo un'Anagrafe soltanto per ottenere denaro.
Chiediamo che venga riconosciuto che queste persone esistono, lavorano e svolgono una funzione sociale ed economica fondamentale.
Un'Anagrafe nazionale permetterebbe di sapere quanti sono realmente i caregiver familiari, chi assistono, quale impegno sostengono e quale contributo forniscono ogni giorno al sistema di assistenza italiano.
Permetterebbe inoltre di disporre finalmente di dati attendibili sui quali costruire politiche pubbliche, tutele lavorative e previdenziali, servizi territoriali e qualsiasi futura misura destinata ai caregiver.
Perché prima di stabilire quali diritti riconoscere bisogna sapere a chi riconoscerli.
CHIEDIAMO
quindi al Governo e al Parlamento italiano di intervenire per l'istituzione dell'Anagrafe nazionale dei caregiver familiari, con criteri omogenei su tutto il territorio nazionale.
Questa iniziativa rappresenterebbe un primo passo concreto verso il pieno riconoscimento di chi sacrifica una parte rilevante della propria vita, del proprio lavoro e spesso della propria sicurezza economica per garantire assistenza e dignità a un familiare fragile o non autosufficiente.
Non è accettabile che una parte così importante dell'assistenza italiana continui a poggiare sul lavoro gratuito delle famiglie mentre chi svolge questo lavoro rimane amministrativamente invisibile.
Prima dei sussidi, prima delle agevolazioni, prima delle promesse, chiediamo una cosa elementare: essere censiti e riconosciuti.
Firma questa petizione per chiedere l'istituzione dell'Anagrafe nazionale dei caregiver familiari.
I caregiver familiari esistono. È ora che esistano anche per lo Stato.

I decisori


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Petizione creata in data 27 luglio 2026