CHIEDIAMO GIUSTIZIA PER I CAVALLI

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Dall’amore all’orrore. Nella foto a sinistra Ade M sul suo prato prima di essere rubata la notte del 13 luglio. A destra un cavallo che scende da un camion davanti al macello.

Dove sono finiti centinaia di cavalli che fanno parte dei 150 mila animali rubati nel 2019 secondo il rapporto sulle zoomafie del 2020? Cavalli sportivi e d’affezione, rubati dalle scuderie, dai paddock di chi li accudiva con amore - spariti. Non nel nulla ma nelle macellerie clandestine oppure nelle corse illegali. Il fenomeno si sta aggravando di anno in anno, con particolare concentrazione nel Lazio e in Puglia, senza che finora si riscontri alcuna azione di contrasto efficace, né di ritrovamenti, da parte delle forze dell'ordine. Nonostante le centinaia di fascicoli aperti in procura e la pioggia di denunce.
Nel Lazio, specificamente a Bracciano, epicentro di una delle zone più colpite con oltre 200 cavalli spariti nell’arco di 18 mesi, l'Arma dei Carabinieri dichiarò l’anno scorso di voler dedicare a questo fenomeno piena attenzione dando vita a una task force speciale.
Eppure i trafficanti sono tornati a colpire con disinvoltura. E non solo, il giro sembrerebbe tanto vasto e ben coordinato da far riferimento alla criminalità organizzata.

Alla luce di questi dati e dopo gli ultimi recenti, drammatici rapimenti di equini, allevati con amore e rispetto, chiediamo che siano riaperte e condotte immediatamente indagini serie, concrete e approfondite da parte delle forze dell'ordine su tutto il territorio italiano. Questo squallido fenomeno criminale deve essere fermato con la massima urgenza. Nell’interesse di tutti, non solo dei proprietari dei cavalli che hanno dedicato la loro vita al benessere degli animali, ma di tutta la popolazione italiana, dal momento che la macellazione clandestina ha gravi conseguenze alimentari –sanitarie (ai cavalli di compagnia posso essere stati somministrati medicinali potenzialmente tossici come il Bute, vermifughi, antiinfiammatori, cortisonici), oltre a disintegrare il tessuto imprenditoriale locale.
Firma se anche tu vuoi che le Forze dell’Ordine contrastino con il massimo impegno l’abigeato. E che si introducano pene più severe per questo crimine che nel diritto penale italiano non è più previsto come reato distinto, bensì solo come circostanza aggravante del furto, in particolar modo dall'art. 625, co. 1, n. 8) del codice penale italiano.