Chiediamo che venga installata una targa che ricordi la storia del Teatro San Filippo


Chiediamo che venga installata una targa che ricordi la storia del Teatro San Filippo
Il problema
Il Teatro San Filippo è parte integrante del nostro passato culturale e personale. Per chi come noi è cresciuto con il teatro, questo luogo non è solo un edificio, ma un simbolo di arte e comunità. È un luogo che abbiamo frequentato, amato e che ha arricchito le nostre vite in modi innumerevoli.
Questo meraviglioso teatro esiste solo grazie al lavoro e ai sacrifici di Maria Cristina Giambruno, Antonio Massena e Antonio Centofanti, che, insieme ai loro collaboratori gli hanno dato vita negli anni 70, quando era una semplice chiesa sconsacrata adibita a magazzino. Infatti, L’Uovo Teatro Stabile di Innovazione, costituito nel 1978, darà vita otto anni dopo, nel 1986, alla ristrutturazione della ex Chiesa di San Filippo.
Il Teatro San Filippo diventa sin da subito centro di crescita di molti attori e registi oltre a luogo di condivisione di tutte le arti. Ospita inoltre una moltitudine di artisti che hanno scritto la storia culturale italiana quali Franca Rame, Enzo Jannacci, Paolo Poli, Fabrizio Bentivoglio, Avion Travel, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Antonio Albanese, Renato Bruson, Paolo Rossi (solo per citarne alcuni).
Dopo 17 anni dal terremoto catastrofico che ha colpito la nostra città, finalmente il Teatro San Filippo riapre, ancora più bello e con dei tocchi di innovazione importarti, come il sistema palcoscenico-graticcio luci che permette di ammirare gli affreschi della capella tornati al loro splendore dopo il lungo restauro.
Tuttavia, oggi rischiamo di perdere questo pezzo fondamentale della nostra storia, perché viene negata una targa che ne ricorda la storia e i lustri degli anni antecedenti il terremoto.
Chiediamo che venga installata la targa così come proposta da Antonio Massena all’interno del Teatro, installazione approvata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio che avrebbe come unico scopo quello di raccontare la genesi meravigliosa di questo teatro e che potrebbe servire come un potente ricordo della nostra identità culturale e storica, un modo per educare le nuove generazioni e per riconoscere il valore di questo prestigioso luogo.
E lo chiediamo perché noi c’eravamo, noi siamo parte di quella storia, come spettatori, come partecipanti ai corsi, come lavoratori, come ex giovani che si affacciavano in modo sano al mondo della cultura, come semplici curiosi che respiravano un’aria ricca di sapere e innovazione entrando nel Teatro San Filippo. Noi c’eravamo e non vogliamo che si perda la memoria storica del Teatro San Filippo.
Invitiamo il Comune dell'Aquila, il FEC e le autorità locali e i cittadini ad unirsi a noi in questa iniziativa. Crediamo che preservare e onorare le nostre radici sia fondamentale per mantenere viva la nostra memoria storica e culturale.

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Il problema
Il Teatro San Filippo è parte integrante del nostro passato culturale e personale. Per chi come noi è cresciuto con il teatro, questo luogo non è solo un edificio, ma un simbolo di arte e comunità. È un luogo che abbiamo frequentato, amato e che ha arricchito le nostre vite in modi innumerevoli.
Questo meraviglioso teatro esiste solo grazie al lavoro e ai sacrifici di Maria Cristina Giambruno, Antonio Massena e Antonio Centofanti, che, insieme ai loro collaboratori gli hanno dato vita negli anni 70, quando era una semplice chiesa sconsacrata adibita a magazzino. Infatti, L’Uovo Teatro Stabile di Innovazione, costituito nel 1978, darà vita otto anni dopo, nel 1986, alla ristrutturazione della ex Chiesa di San Filippo.
Il Teatro San Filippo diventa sin da subito centro di crescita di molti attori e registi oltre a luogo di condivisione di tutte le arti. Ospita inoltre una moltitudine di artisti che hanno scritto la storia culturale italiana quali Franca Rame, Enzo Jannacci, Paolo Poli, Fabrizio Bentivoglio, Avion Travel, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Antonio Albanese, Renato Bruson, Paolo Rossi (solo per citarne alcuni).
Dopo 17 anni dal terremoto catastrofico che ha colpito la nostra città, finalmente il Teatro San Filippo riapre, ancora più bello e con dei tocchi di innovazione importarti, come il sistema palcoscenico-graticcio luci che permette di ammirare gli affreschi della capella tornati al loro splendore dopo il lungo restauro.
Tuttavia, oggi rischiamo di perdere questo pezzo fondamentale della nostra storia, perché viene negata una targa che ne ricorda la storia e i lustri degli anni antecedenti il terremoto.
Chiediamo che venga installata la targa così come proposta da Antonio Massena all’interno del Teatro, installazione approvata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio che avrebbe come unico scopo quello di raccontare la genesi meravigliosa di questo teatro e che potrebbe servire come un potente ricordo della nostra identità culturale e storica, un modo per educare le nuove generazioni e per riconoscere il valore di questo prestigioso luogo.
E lo chiediamo perché noi c’eravamo, noi siamo parte di quella storia, come spettatori, come partecipanti ai corsi, come lavoratori, come ex giovani che si affacciavano in modo sano al mondo della cultura, come semplici curiosi che respiravano un’aria ricca di sapere e innovazione entrando nel Teatro San Filippo. Noi c’eravamo e non vogliamo che si perda la memoria storica del Teatro San Filippo.
Invitiamo il Comune dell'Aquila, il FEC e le autorità locali e i cittadini ad unirsi a noi in questa iniziativa. Crediamo che preservare e onorare le nostre radici sia fondamentale per mantenere viva la nostra memoria storica e culturale.

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Petizione creata in data 5 aprile 2026