Chiediamo alle istituzioni di rifiutare qualsiasi rapporto con il governo di Israele!

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Il problema

Come sappiamo bene, le “operazioni militari” dell’esercito israeliano nella striscia di Gaza hanno portato alla morte di almeno 50.000 palestinesi e tra queste vittime almeno 15.000 sono bambine e bambini.

L’attacco piratesco a Freedom Flottilla è solo l’ultimo atto di una strategia che ha l’obiettivo di terrorizzare la popolazione palestinese e chi vuole sostenerla.

Di fronte a questo massacro senza fine, noi pensiamo che tutte le istituzioni pubbliche del nostro Paese debbano agire per rispettare ciò che è sancito nella nostra Costituzione e nei trattati internazionali sottoscritti dal nostro Paese:

- l’art. 11 della Costituzione sancisce: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;”;

- la IV Convenzione di Ginevra del 1949 e il Protocollo aggiuntivo I del 1977 alla convenzione stessa (art. 51) prevedono, in caso di conflitto armato, il “rispetto” e la “protezione” di chi non partecipa alle ostilità: la popolazione civile, i prigionieri di guerra, i feriti, i malati e i naufraghi;

- ne consegue il “principio di distinzione” tra combattenti e popolazioni civili e tra obiettivi militari e civili e il divieto di attacchi “dai quali ci si può attendere che provochino incidentalmente morti e feriti tra la popolazione civile”;

- tanto più, quindi, sono inaccettabili operazioni militari che hanno come obiettivi i civili e le infrastrutture non militari;

Proprio perché il rispetto della Costituzione e dei trattati si trasformi in una iniziativa chiara e concreta, chiediamo che tutte le istituzioni cittadine, dal Consiglio Comunale alle scuole:

- CESSINO QUALSIASI COLLABORAZIONE FOSSE IN ATTO CON IL GOVERNO DI ISRAELE E LE SUE EMANAZIONI E SI IMPEGNINO A NON INSTAURARNE DI NESSUN TIPO.

- CONDANNINO il massacro di civili che continua nella striscia di Gaza;

- RESPINGANO il piano approvato dal gabinetto di sicurezza di Israele che prevede l’occupazione definitiva di Gaza e il trasferimento forzato di centinaia di migliaia di palestinesi verso Sud;

- RIBADISCANO la necessità di una soluzione pacifica che permetta ai popoli israeliano e palestinese di vivere in sicurezza, libertà e democrazia.

 

 

 

 

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Luigi CalessoPromotore della petizione

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