Chiediamo al Presidente di sostenere le mozioni delle Nazioni Unite per la pace a Gaza

Il problema

Le notizie che ci giungono da Gaza sono ogni giorno più drammatiche. Come cittadini italiani, siamo profondamente preoccupati per la situazione in corso. Due mesi fa, alle Nazioni Unite è stata approvata a larghissima maggioranza una mozione per cessare il fuoco immediato a Gaza, l’invio di aiuti e la salvaguardia dei civili. Tuttavia, il nostro governo ha scelto di non appoggiare questa mozione e si è astenuto insieme ad altri otto governi della UE su un totale di ventisette.

Quali che potessero essere le ragioni per quella astensione, a cosa è servito astenersi? Cosa hanno ottenuto a favore di un miglioramento della situazione i governi che si dichiarano amici di Israele e del suo popolo? Mai quella piccola nazione fu più divisa al suo interno di quanto non sia ora. Mai fu più isolata nel mondo di quanto non sia ora.

Considerata la totale sordità del governo israeliano e viste le condizioni sempre più tragiche della popolazione di Gaza, crediamo di non essere i soli a ritenere necessari passi molto più energici di una mozione per costringere Israele a fermarsi.

L’obiezione secondo cui un cessate il fuoco sarebbe “una vittoria dei terroristi” è falsa. È esattamente il contrario. È esattamente la totale impunità di Israele, il suo disprezzo per il diritto internazionale e soprattutto l’assenza nell’arena internazionale di una solidarietà efficace a sostegno dei legittimi diritti del popolo palestinese, a dare una patente di autorevolezza ad Hamas, che appare di fatto l’unica forza che si erge a contrastare un occupante illegittimo. La società palestinese è articolata. Non esistono solo Hamas ed una vecchia e in declino ANP. Il terzo partito del Consiglio Nazionale Palestinese, guidato da M. Barghouti, è dichiaratamente a favore di una politica nonviolenta. Anche i nostri media, le poche volte che si ricordano di nominarlo, chiamano Barghouti “il Mandela palestinese”. 
Se i paesi democratici, l’Europa, anche paesi notoriamente amici di Israele tornassero a mostrare una presenza concreta a sostegno dei legittimi diritti del popolo palestinese, di colpo la legittimità dei movimenti che hanno scelto il terrorismo ne verrebbe indebolita. 

l terrorismo è destinato alla sconfitta dove hanno forza, azione, campo e risultati il diritto, la ragione, la giustizia. È sempre stato così. 

La maggioranza di nazioni che ha approvato la mozione autorevolmente presentata all’ONU dal sovrano di Giordania avrebbe indotto a una maggior prudenza qualunque governo non accecato dal fanatismo. Ma l’attuale governo di Israele ha dimostrato di non voler intendere alcuna ragione che non sia la forza. 
Negli ultimi decenni molti stati hanno pagato duramente torti infinitamente meno gravi di quelli di cui si è resa responsabile Israele negli ultimi tre mesi.

È tempo di ridare autorità al diritto internazionale, o nessun adulto oggi vivente potrà guardare in faccia i suoi figli e nipoti, essendo rimasto inerte di fronte all’arbitrio crescente, al caos, al massacro quotidiano a larga scala di donne, bambini e anziani.
La mozione per il cessate il fuoco approvata con così larga maggioranza dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite due mesi fa non può e non deve rimanere del tutto vana e senza riscontri. Siamo certi che questo desiderio sia comune e diffuso, in ogni paese mediterraneo, come l’Italia, e presso ogni popolo del pianeta.  
Le parole -moderate e illuminate- non hanno sortito alcun effetto. Ci vogliono allora dei fatti. Le sanzioni internazionali si sono già dimostrate in più di un caso una forma di pressione efficace. Sanzioni e/o ultimatum. Perché non è più tempo di misure che possano dispiegare i loro effetti solo dopo molti mesi.

Per tutte queste chiare e gravi ragioni, signor Presidente, noi cittadini Le chiediamo di promuovere misure internazionali e concordate concrete, a partire da sanzioni e ultimatum, che possano esercitare su Israele quella forza di persuasione efficace che fino ad ora non è stata sufficiente per un mutamento della situazione.











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Gualtiero ViaPromotore della petizioneinsegnante, già assessore alla cultura a Budrio (BO), formatore

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Il problema

Le notizie che ci giungono da Gaza sono ogni giorno più drammatiche. Come cittadini italiani, siamo profondamente preoccupati per la situazione in corso. Due mesi fa, alle Nazioni Unite è stata approvata a larghissima maggioranza una mozione per cessare il fuoco immediato a Gaza, l’invio di aiuti e la salvaguardia dei civili. Tuttavia, il nostro governo ha scelto di non appoggiare questa mozione e si è astenuto insieme ad altri otto governi della UE su un totale di ventisette.

Quali che potessero essere le ragioni per quella astensione, a cosa è servito astenersi? Cosa hanno ottenuto a favore di un miglioramento della situazione i governi che si dichiarano amici di Israele e del suo popolo? Mai quella piccola nazione fu più divisa al suo interno di quanto non sia ora. Mai fu più isolata nel mondo di quanto non sia ora.

Considerata la totale sordità del governo israeliano e viste le condizioni sempre più tragiche della popolazione di Gaza, crediamo di non essere i soli a ritenere necessari passi molto più energici di una mozione per costringere Israele a fermarsi.

L’obiezione secondo cui un cessate il fuoco sarebbe “una vittoria dei terroristi” è falsa. È esattamente il contrario. È esattamente la totale impunità di Israele, il suo disprezzo per il diritto internazionale e soprattutto l’assenza nell’arena internazionale di una solidarietà efficace a sostegno dei legittimi diritti del popolo palestinese, a dare una patente di autorevolezza ad Hamas, che appare di fatto l’unica forza che si erge a contrastare un occupante illegittimo. La società palestinese è articolata. Non esistono solo Hamas ed una vecchia e in declino ANP. Il terzo partito del Consiglio Nazionale Palestinese, guidato da M. Barghouti, è dichiaratamente a favore di una politica nonviolenta. Anche i nostri media, le poche volte che si ricordano di nominarlo, chiamano Barghouti “il Mandela palestinese”. 
Se i paesi democratici, l’Europa, anche paesi notoriamente amici di Israele tornassero a mostrare una presenza concreta a sostegno dei legittimi diritti del popolo palestinese, di colpo la legittimità dei movimenti che hanno scelto il terrorismo ne verrebbe indebolita. 

l terrorismo è destinato alla sconfitta dove hanno forza, azione, campo e risultati il diritto, la ragione, la giustizia. È sempre stato così. 

La maggioranza di nazioni che ha approvato la mozione autorevolmente presentata all’ONU dal sovrano di Giordania avrebbe indotto a una maggior prudenza qualunque governo non accecato dal fanatismo. Ma l’attuale governo di Israele ha dimostrato di non voler intendere alcuna ragione che non sia la forza. 
Negli ultimi decenni molti stati hanno pagato duramente torti infinitamente meno gravi di quelli di cui si è resa responsabile Israele negli ultimi tre mesi.

È tempo di ridare autorità al diritto internazionale, o nessun adulto oggi vivente potrà guardare in faccia i suoi figli e nipoti, essendo rimasto inerte di fronte all’arbitrio crescente, al caos, al massacro quotidiano a larga scala di donne, bambini e anziani.
La mozione per il cessate il fuoco approvata con così larga maggioranza dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite due mesi fa non può e non deve rimanere del tutto vana e senza riscontri. Siamo certi che questo desiderio sia comune e diffuso, in ogni paese mediterraneo, come l’Italia, e presso ogni popolo del pianeta.  
Le parole -moderate e illuminate- non hanno sortito alcun effetto. Ci vogliono allora dei fatti. Le sanzioni internazionali si sono già dimostrate in più di un caso una forma di pressione efficace. Sanzioni e/o ultimatum. Perché non è più tempo di misure che possano dispiegare i loro effetti solo dopo molti mesi.

Per tutte queste chiare e gravi ragioni, signor Presidente, noi cittadini Le chiediamo di promuovere misure internazionali e concordate concrete, a partire da sanzioni e ultimatum, che possano esercitare su Israele quella forza di persuasione efficace che fino ad ora non è stata sufficiente per un mutamento della situazione.











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