Ripristinare il finanziamento al Centro Recupero Fauna Selvatica Lipu di Bosco di Ficuzza


Ripristinare il finanziamento al Centro Recupero Fauna Selvatica Lipu di Bosco di Ficuzza
Il problema
In diciotto anni il Centro di Recupero Fauna Selvatica Lipu di Bosco di Ficuzza è diventato fondamentale per la protezione degli animali delle riserve boschive, ha accolto e curato numerosi esemplari di animali, e oggi dà ospitalità ad un gufo reale, falchi, aquile, rettili e volpi provenienti da ogni parte della Sicilia, raccolti e rimessi in sesto dopo aver subito incidenti o dopo essere stati sottratti ad una cattività illegittima.
Dal 2012 non riceve più dalla Regione i fondi necessari per mandare avanti le attività e dunque sta per chiudere.
Il Centro, di proprietà dell’Azienda Foreste Demaniali, è inoltre attrezzato con un ambulatorio per la visita, una sala chirurgica e una nursery, dove vengono accolti e allevati i numerosi pulcini abbandonati che giungono a centinaia soprattutto in primavera. Sono state poi realizzate una serie di voliere di vari tipi, in relazione al loro utilizzo: per la riabilitazione, la quarantena, per l’ambientamento prima del rilascio, per la ricerca e per la didattica.
Gli animali, che giungono da tutta la Sicilia, vengono immediatamente visitati da esperti veterinari che, sulla base delle patologie riscontrate, stabiliscono il tipo di cure da effettuare. I volatili che sono in condizione di essere reinseriti nell’ambiente, vengono riabilitati gradualmente e, a tempo debito, introdotti in voliere più ampie per essere riabituati alla vita selvatica. Quelli che invece non potranno più tornare a volare, hanno comunque la possibilità di condurre una vita dignitosa grazie alle cure dei volontari del centro Lipu. Ad oggi il centro gravita esclusivamente attorno al volontariato. Finora si è andati avanti grazie alla collaborazione del Corpo Forestale, che ha dato una grossa mano col cibo e le cure mediche, ma presto potrebbe non bastare più. I volontari del centro chiedono aiuto per sensibilizzare la gente sull’importanza che questa struttura riveste nell’ambito della protezione dell’ecosistema locale.

Il problema
In diciotto anni il Centro di Recupero Fauna Selvatica Lipu di Bosco di Ficuzza è diventato fondamentale per la protezione degli animali delle riserve boschive, ha accolto e curato numerosi esemplari di animali, e oggi dà ospitalità ad un gufo reale, falchi, aquile, rettili e volpi provenienti da ogni parte della Sicilia, raccolti e rimessi in sesto dopo aver subito incidenti o dopo essere stati sottratti ad una cattività illegittima.
Dal 2012 non riceve più dalla Regione i fondi necessari per mandare avanti le attività e dunque sta per chiudere.
Il Centro, di proprietà dell’Azienda Foreste Demaniali, è inoltre attrezzato con un ambulatorio per la visita, una sala chirurgica e una nursery, dove vengono accolti e allevati i numerosi pulcini abbandonati che giungono a centinaia soprattutto in primavera. Sono state poi realizzate una serie di voliere di vari tipi, in relazione al loro utilizzo: per la riabilitazione, la quarantena, per l’ambientamento prima del rilascio, per la ricerca e per la didattica.
Gli animali, che giungono da tutta la Sicilia, vengono immediatamente visitati da esperti veterinari che, sulla base delle patologie riscontrate, stabiliscono il tipo di cure da effettuare. I volatili che sono in condizione di essere reinseriti nell’ambiente, vengono riabilitati gradualmente e, a tempo debito, introdotti in voliere più ampie per essere riabituati alla vita selvatica. Quelli che invece non potranno più tornare a volare, hanno comunque la possibilità di condurre una vita dignitosa grazie alle cure dei volontari del centro Lipu. Ad oggi il centro gravita esclusivamente attorno al volontariato. Finora si è andati avanti grazie alla collaborazione del Corpo Forestale, che ha dato una grossa mano col cibo e le cure mediche, ma presto potrebbe non bastare più. I volontari del centro chiedono aiuto per sensibilizzare la gente sull’importanza che questa struttura riveste nell’ambito della protezione dell’ecosistema locale.

PETIZIONE CHIUSA
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I decisori

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Petizione creata in data 7 settembre 2014