Chiediamo al Comune di Arezzo di mantenere il nido comunale anche nel mese di luglio.

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Il problema

I servizi educativi per la prima infanzia rappresentano un punto di riferimento fondamentale per i bambini e per le loro famiglie.

Durante l'anno educativo, i nidi comunali offrono un percorso di crescita basato sulla continuità delle relazioni, sulla stabilità dell'ambiente e sulla presenza di educatrici che accompagnano i bambini nei loro primi anni di vita.

Nel mese di luglio, però, il servizio cambia natura e non viene più svolto come nido d'infanzia comunale.

Questa trasformazione comporta due importanti conseguenze.

Da una parte si interrompe la continuità educativa per bambini molto piccoli, costretti ad affrontare un cambiamento proprio nel periodo in cui avrebbero maggiore bisogno di stabilità.

Dall'altra, molte famiglie non possono più beneficiare delle misure di sostegno economico previste per la frequenza del nido, come il Bonus Nido INPS e la misura Nidi Gratis della Regione Toscana, perché il servizio non viene più erogato come nido d'infanzia.

La nostra richiesta non nasce da uno spirito di polemica.

Siamo consapevoli delle difficoltà organizzative che un'Amministrazione deve affrontare e riconosciamo il valore del lavoro svolto ogni giorno dal personale educativo delle cooperative e del comune. 

Proprio per questo chiediamo al Comune di Arezzo di valutare la possibilità di mantenere il servizio come nido d'infanzia comunale anche nel mese di luglio, così da garantire:

continuità educativa ai bambini;
un aiuto concreto alle famiglie lavoratrici;
la possibilità, quando prevista dalla normativa, di continuare ad accedere alle misure di sostegno economico dedicate ai nidi;
un servizio pubblico sempre più vicino ai bisogni delle famiglie.
Non chiediamo un trattamento privilegiato.

Chiediamo continuità, equità e un servizio pubblico che accompagni i bambini e le loro famiglie per tutto il percorso educativo.

Per questo invitiamo tutti i cittadini a sostenere questa richiesta con la propria firma.

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Elena PeruzziPromotore della petizione

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