Vittoria confermata

Chiediamo a Gruppo Pam di eliminare le gabbie per le galline ovaiole

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Gruppo Pam, che amministra le insegne Pam Panorama, Pam Local, Pam Franchising e iN’s mercato, è riconosciuta come un’azienda leader nel settore alimentare, ma sta rimanendo pericolosamente indietro su un'importante questione riguardante il benessere degli animali. Infatti mentre altre importanti aziende del settore come Coop, Esselunga Carrefour e Auchan hanno già stabilito una politica aziendale chiara riguardante l’eliminazione delle uova provenienti da galline allevate in gabbia entro una data precisa, Gruppo Pam non ha ancora preso un impegno concreto al rispetto.

Da ormai vari mesi il dipartimento di sensibilizzazione aziendale di Animal Equality ha instaurato una conversazione con il gruppo al fine di ottenere un impegno pubblico a cessare la vendita di uova provenienti da galline allevate in gabbia, ma sebbene l’azienda asserisca di aver cambiato la tipologia di uova acquistate per quanto riguarda l’insegna Pam Panorama, la direzione si rifiuta di annunciare pubblicamente questa decisione. Inoltre, questa scelta non riguarda l’insegna di discount iN’s mercato controllata dal Gruppo e non è chiaro se riguardi anche i punti vendita in franchising.

Il fatto che la politica non sia chiara e soprattutto che non sia stata pubblicata sul sito, non rendendola consultabile dai consumatori, ha destato i sospetti di Animal Equality non solo sull’effettiva implementazione del cambio di fornitura come dichiarato privatamente dall’azienda, ma anche sulle intenzioni del Gruppo, con a capo l’AD Arturo Bastianello, di espandere questo standard base di benessere animale a tutte le insegne e punti vendita controllate dallo stesso. Per questo, Animal Equality ha lanciato una campagna di informazione, i cui dettagli sono consultabili su www.crudeltaanimale.it/gruppopam

Le gabbie per le galline ovaiole costituiscono una delle peggiori forme di maltrattamento nei confronti degli animali allevati a scopo alimentare: l’assenza di luce naturale, il sovraffollamento, lo stato di reclusione estrema e l’aria resa irrespirabile dallo spesso strato di deiezioni stagnanti causano alle galline un fortissimo stress espresso sotto forma di cannibalismo, perdita delle piume e caduta della cresta. A causa di queste terribili condizioni di vita molte galline si ammalano e muoiono agonizzando ed i loro cadaveri vengono lasciati a decomporsi nelle gabbie in cui le compagne ancora vive continuano a deporre le uova destinate al consumo.

Rinchiudere le galline in gabbia è una pratica crudele che i consumatori non sono più disposti a tollerare e le aziende concorrenti lo hanno già compreso. Adesso è il momento che anche Gruppo Pam dimostri di poter stare al passo con le esigenze del mercato esprimendo un impegno pubblico a cessare l’approvvigionamento di uova provenienti da galline allevate in gabbia entro una data precisa effettivo per tutte le insegne: Pam Panorama, Pam Franchising, Pam Local e iN’s Mercato.



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