Cessate il fuoco immediato in Libano e Palestina e stop alla vendita di armi a Israele


Cessate il fuoco immediato in Libano e Palestina e stop alla vendita di armi a Israele
Il problema
Foto di Luigi Morris: Sarah, attivista dell’organizzazione The Syria Campaign, davanti la sede delle Nazioni Unite e New York.
Mi chiamo Laila e in quanto figlia della Siria e del Libano sento il mio cuore spezzarsi mentre assisto ai devastanti attacchi dell’esercito israeliano che si abbattono sulla mia famiglia e sui miei amici in Libano. Beirut si trova a poca distanza da Damasco e, prima di fuggire dalla Siria e dal regime di Assad, è stata per me una seconda casa e per gli oltre 1,5 milioni di siriani che ora vivono in Libano come rifugiati lo è ancora.
Dal 26 settembre centinaia di migliaia di loro sono stati costretti a scappare di nuovo mentre le strade utilizzate per fuggire dagli attacchi venivano colpite dalle bombe. A molti è stato impedito di entrare nei rifugi di emergenza poiché in Libano i rifugiati siriani sono sempre più trattati con disprezzo, come cittadini di seconda classe. Ancora una volta, come siriani, ci ritroviamo abbandonati dall’ONU e dalla comunità internazionale, senza una casa e insieme a noi nella stessa situazione ci sono decine di migliaia di civili libanesi e palestinesi che si trovano anch'essi sotto le bombe.
Da quando Israele ha iniziato a bombardare il Libano, oltre 2.000 persone sono state uccise e oltre 1,2 milioni sono state sfollate. È venuto il momento di mettere fine a questa follia: è venuto il momento di assicurare protezione ai civili e tutti insieme dobbiamo unirci per chiederlo.
Chiediamo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di dichiarare un cessate il fuoco immediato in Libano e Palestina, di porre fine alla vendita di armi a Israele e di attuare un piano di protezione per tutti i civili della regione, compresi gli oltre 1,5 milioni di rifugiati siriani che si trovano in Libano che sono a rischio di attacchi e di un ritorno forzato in Siria.
In questo momento siamo stanchi e ci sentiamo smarriti tuttavia non è il momento per lasciarsi andare alla disperazione: ora si possono e si devono prendere decisioni coraggiose, se ci uniamo insieme saremo infatti capaci di far sentire la nostra voce più forte di quella delle lobby e di coloro che negano che si stanno verificando dei crimini di guerra.
La portata degli attacchi di Israele nell'ultimo anno non ha precedenti e per proteggere i civili in Palestina, Libano, Siria, Israele e nell'intera regione è essenziale un cessate il fuoco immediato. A tal fine è inoltre necessario fermare la vendita e l’esportazione di armi verso Israele.
Odio la guerra tanto quanto la odiano i miei amici e la mia famiglia in Libano: non dimenticheremo mai gli assedi, la fame e le altre atrocità a cui ci ha sottoposto Hezbollah per supportare il regime siriano di Assad. L'impunità è pericolosa per l'umanità e tutti coloro che si sono macchiati di crimini di guerra devono rispondere davanti alla comunità internazionale.
Con il conflitto che giorno dopo giorno minaccia di espandersi ulteriormente nella regione è necessario che ci attiviamo adesso e facciamo sentire ora la nostra voce. La Francia ha già annunciato che a ottobre si terrà un incontro internazionale per discutere di come fornire aiuti umanitari al Libano e il prossimo 16 ottobre l'Unione Europea si riunirà per discutere di un possibile cessate il fuoco: cogliamo questo momento per chiedere un cessate il fuoco in tutta la regione.
Se voi e migliaia di altre persone in tutto il mondo firmerete e condividerete questa petizione potremo contribuire alla fine delle ostilità e garantire la protezione di tutti i civili.
Vi ringrazio.
Laila Kiki
The Syria Campaign, Executive Director

89.021
Il problema
Foto di Luigi Morris: Sarah, attivista dell’organizzazione The Syria Campaign, davanti la sede delle Nazioni Unite e New York.
Mi chiamo Laila e in quanto figlia della Siria e del Libano sento il mio cuore spezzarsi mentre assisto ai devastanti attacchi dell’esercito israeliano che si abbattono sulla mia famiglia e sui miei amici in Libano. Beirut si trova a poca distanza da Damasco e, prima di fuggire dalla Siria e dal regime di Assad, è stata per me una seconda casa e per gli oltre 1,5 milioni di siriani che ora vivono in Libano come rifugiati lo è ancora.
Dal 26 settembre centinaia di migliaia di loro sono stati costretti a scappare di nuovo mentre le strade utilizzate per fuggire dagli attacchi venivano colpite dalle bombe. A molti è stato impedito di entrare nei rifugi di emergenza poiché in Libano i rifugiati siriani sono sempre più trattati con disprezzo, come cittadini di seconda classe. Ancora una volta, come siriani, ci ritroviamo abbandonati dall’ONU e dalla comunità internazionale, senza una casa e insieme a noi nella stessa situazione ci sono decine di migliaia di civili libanesi e palestinesi che si trovano anch'essi sotto le bombe.
Da quando Israele ha iniziato a bombardare il Libano, oltre 2.000 persone sono state uccise e oltre 1,2 milioni sono state sfollate. È venuto il momento di mettere fine a questa follia: è venuto il momento di assicurare protezione ai civili e tutti insieme dobbiamo unirci per chiederlo.
Chiediamo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di dichiarare un cessate il fuoco immediato in Libano e Palestina, di porre fine alla vendita di armi a Israele e di attuare un piano di protezione per tutti i civili della regione, compresi gli oltre 1,5 milioni di rifugiati siriani che si trovano in Libano che sono a rischio di attacchi e di un ritorno forzato in Siria.
In questo momento siamo stanchi e ci sentiamo smarriti tuttavia non è il momento per lasciarsi andare alla disperazione: ora si possono e si devono prendere decisioni coraggiose, se ci uniamo insieme saremo infatti capaci di far sentire la nostra voce più forte di quella delle lobby e di coloro che negano che si stanno verificando dei crimini di guerra.
La portata degli attacchi di Israele nell'ultimo anno non ha precedenti e per proteggere i civili in Palestina, Libano, Siria, Israele e nell'intera regione è essenziale un cessate il fuoco immediato. A tal fine è inoltre necessario fermare la vendita e l’esportazione di armi verso Israele.
Odio la guerra tanto quanto la odiano i miei amici e la mia famiglia in Libano: non dimenticheremo mai gli assedi, la fame e le altre atrocità a cui ci ha sottoposto Hezbollah per supportare il regime siriano di Assad. L'impunità è pericolosa per l'umanità e tutti coloro che si sono macchiati di crimini di guerra devono rispondere davanti alla comunità internazionale.
Con il conflitto che giorno dopo giorno minaccia di espandersi ulteriormente nella regione è necessario che ci attiviamo adesso e facciamo sentire ora la nostra voce. La Francia ha già annunciato che a ottobre si terrà un incontro internazionale per discutere di come fornire aiuti umanitari al Libano e il prossimo 16 ottobre l'Unione Europea si riunirà per discutere di un possibile cessate il fuoco: cogliamo questo momento per chiedere un cessate il fuoco in tutta la regione.
Se voi e migliaia di altre persone in tutto il mondo firmerete e condividerete questa petizione potremo contribuire alla fine delle ostilità e garantire la protezione di tutti i civili.
Vi ringrazio.
Laila Kiki
The Syria Campaign, Executive Director

89.021
Petizione creata in data 9 ottobre 2024