Basta "Munnizza" a cielo aperto!

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Ovunque nel mondo il rifiuto è sempre più considerato una risorsa preziosa, da cui ricavare energia, biocarburante, sottoasfalto e biogas. In Sicilia, invece, è ancora oggi semplicemente “munnizza”: un problema – anzi un’emergenza – da risolvere nascondendo gli scarti sotto il tappetto. Cioè nelle discariche che stanno avvelenando un’intera Isola, consumando il suolo, inquinando le falde acquifere e appestando l’aria come sanno bene le popolazioni vicine agli impianti di smaltimento (da Motta Sant’Anastasia a Palermo). Eppure ogni singolo chilogrammo di rifiuto residuale possiede circa 10 mega joule di energia che con impianti di ultima generazione, ad impatto quasi zero e sicuramente molto inferiore a quello di un normale bus cittadino (pensate che a Copenaghen addirittura ci sciano sopra), potrebbero essere trasformati in elettricità o calore. Fantascienza? No, realtà in tutti i più grandi Paesi Europei (in Germania viene recuperato energeticamente il 30% dei rifiuti, nella Svezia di Greta Thunberg addirittura il 50%) e le principali città del Nord Italia che, da anni, hanno capito l’enorme vantaggio dei termovalorizzatori nella gestione del ciclo dei rifiuti. L’Isola invece continua a portare in discarica oltre il 70% della spazzatura che produce. Un’aberrazione che va superata al più presto e per questo il QdS.it ha deciso di lanciare una petizione tra i suoi lettori.

Firma se sei favorevole alla realizzazione nell’Isola di almeno un paio di termovalorizzatori di ultima generazione (termocombustori) e alla chiusura delle inquinanti discariche