TOOMUCH: FERMIAMO IL CARO AFFITTI A MILANO

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Ѐ noto come il mercato immobiliare della locazione temporanea a Milano sia mosso soprattutto da under 35, studenti, borsisti, tirocinanti, stagisti, neo assunti, fuori sede nella quasi totalità dei casi, monoreddito e con reddito minimo. Ciononostante, l’indubbia forza attrattiva della capitale lombarda, insieme con altri fattori, spinge ad un costante aumento del costo dei canoni, inadeguato alla domanda e alla reale potenza economica degli affittuari. Questa anomala concorrenza al rialzo, tra pretese di canoni troppo alti e ambizioni disattese alla vendita, lascia sul territorio milanese circa 70mila alloggi sfitti (dati 2017). Con una domanda così alta e un’offerta più bassa, i prezzi continuano a salire a favore di posizioni di rendita egemonica. Milano ha il costo medio della camera singola più alto d’Europa, e questo trend non si ferma, con aumenti che vanno, a seconda delle zone, dal 6% fino al 14% ogni anno. Alla spesa del canone mensile bisogna aggiungere il costo delle agenzie immobiliari, o la richiesta anche da parte di privati di due o tre caparre al momento dell’ingresso in casa. Le proposte sono per lo più di qualità medio-bassa, concentrate soprattutto in periferia, sintomo di una concezione vecchia dell’affitto, legata solo a chi non può permettersi una casa. Appartamenti tenuti male con arredamenti casuali, accrocchi ereditati dagli scarti delle prime case. Lo scenario appena descritto è tutto a discapito degli affittuari, che si trovano costretti ad un insensato sacrificio economico, il quale finisce con limitarne e rallentarne l’emancipazione lavorativa e sociale, spingendo gli stessi ad una progressiva marginalizzazione e un generale peggioramento della qualità della vita. Aumenta la distanza tra i modelli virtuosi europei di supporto allo studio anche nelle soluzioni abitative, e crolla quella promessa che vuole Milano come città delle opportunità, a favore di un mercato immobiliare cieco, che non genera vero lavoro, sviluppo o valore sociale. Un mercato abbandonato a una iniziativa privata, viziata in molti casi da una forte speculazione. Per i motivi appena elencati, i firmatari di questa petizione, chiedono alla persona del Sindaco di Milano, il Dr. Giuseppe Sala, e all’Assessore alla casa e ai lavori pubblici Gabriele Rabaiotti, di elaborare in primis una strategia che sia in grado di arginare in tempi ragionevolmente brevi il trend descritto, favorendo ad esempio:

- iniziative di vera coabitazione (lontane dal modello falsato di AirBnB e altre piattaforme di house sharing);

- potenziando strumenti già esistenti, come ad esempio agenzie sociali per la locazione come ‘Milano Abitare’ (che però ha il limite di rivolgersi soprattutto ai locatori);

- in ultima istanza, sulla scia di quanto avvenuto in altre grandi città europee, questa petizione vuole idealmente supportare e incoraggiare l’intrapresa di strategie progettuali di lungo termine, volte a edilizia sociale e all’incremento di studentati e residenze, in modo da concorrere al risolvimento, o quantomeno al contenimento, di questi fenomeni.