Cari media, non date la colpa ad Ask.fm (e al Web) per il cyberbullismo
Cari media, non date la colpa ad Ask.fm (e al Web) per il cyberbullismo
Il problema
Basta scagliarsi contro Ask.fm (e la Rete). Non sono loro che causano il bullismo. La polemica era esplosa a inizio agosto a causa del suicidio della 14enne britannica Hannah. A scagliarsi contro il social network di domande e risposte, accusato di dare spazio al cyberbullismo che aveva portato la ragazzina a compiere il gesto, era stato anche il premier David Cameron. Incitava a boicottarlo, con una campagna per la chiusura del portale che ha raggiunto anche il nostro paese.
Il coro mediatico è stato quasi unanime: bloccate Ask.fm per arginare il cyberbullismo. A Wired Italia crediamo, al contrario, che fermare l'attività di un singolo sito o additare la Rete non possa in alcun modo influire su episodi che si verificano sia online sia offline. Fanno purtroppo parte di dinamiche che non sono legate alla Rete. Ask.fm, con i suoi 70 milioni di iscritti e la possibilità di interagire con un immediato domanda e risposta, è uno dei fenomeni del momento. Ai ragazzini piace soprattutto perché permette di conoscere persone nuove, a differenza per esempio di Facebook. Non è sicuramente mettendo il lucchetto a ogni novità o, peggio alla Rete stessa, che si proteggono i giovani utenti da situazioni che possono verificarsi in qualsiasi luogo di aggregazione virtuale e non, scuola compresa. Per questo abbiamo deciso di lanciare una petizione su Change.org. Per scoraggiare i media italiani a intraprendere un'inutile caccia alle streghe. Sei d'accordo, firma e condividi questa petizione con l'hashtag #VivaAsk.

Il problema
Basta scagliarsi contro Ask.fm (e la Rete). Non sono loro che causano il bullismo. La polemica era esplosa a inizio agosto a causa del suicidio della 14enne britannica Hannah. A scagliarsi contro il social network di domande e risposte, accusato di dare spazio al cyberbullismo che aveva portato la ragazzina a compiere il gesto, era stato anche il premier David Cameron. Incitava a boicottarlo, con una campagna per la chiusura del portale che ha raggiunto anche il nostro paese.
Il coro mediatico è stato quasi unanime: bloccate Ask.fm per arginare il cyberbullismo. A Wired Italia crediamo, al contrario, che fermare l'attività di un singolo sito o additare la Rete non possa in alcun modo influire su episodi che si verificano sia online sia offline. Fanno purtroppo parte di dinamiche che non sono legate alla Rete. Ask.fm, con i suoi 70 milioni di iscritti e la possibilità di interagire con un immediato domanda e risposta, è uno dei fenomeni del momento. Ai ragazzini piace soprattutto perché permette di conoscere persone nuove, a differenza per esempio di Facebook. Non è sicuramente mettendo il lucchetto a ogni novità o, peggio alla Rete stessa, che si proteggono i giovani utenti da situazioni che possono verificarsi in qualsiasi luogo di aggregazione virtuale e non, scuola compresa. Per questo abbiamo deciso di lanciare una petizione su Change.org. Per scoraggiare i media italiani a intraprendere un'inutile caccia alle streghe. Sei d'accordo, firma e condividi questa petizione con l'hashtag #VivaAsk.

PETIZIONE CHIUSA
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I decisori
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Petizione creata in data 23 settembre 2013