Cani e gatti a Roma: ritirare bando di gara comunale per selezionare le strutture private


Cani e gatti a Roma: ritirare bando di gara comunale per selezionare le strutture private
Il problema
Il 6 maggio 2024 Roma Capitale ha pubblicato un bando di gara per la selezione dei canili e delle oasi feline private per l'accoglienza degli animali in esubero rispetto alla capienza dei canili e gattili comunali.
Riteniamo che il bando sia lesivo del benessere degli animali e presenti numerosi profili di irregolarità amministrative.
Chiediamo a tutti di firmare questa petizione per chiedere a Roma Capitale di ritirare in autotutela il bando, correggerlo e pubblicarlo nuovamente. Il rischio che possano partecipare gestori provenienti anche da fuori Regione e che si perda il controllo della cura di centinaia di cani e gatti è troppo alto e Roma Capitale, per decenni culla dei diritti degli animali, non può permettersi una diminuzione degli standard di benessere animale.
Di seguito un confronto di dettaglio tra le dichiarazioni dell'Assessorato all'Ambiente e la realta' del testo del bando.
REALTA' vs ASSESSORATO ALL'AMBIENTE:
Si chiede all'Assessora Alfonsi la verifica accurata dei punti evidenziati e il conseguente ritiro del bando di gara pubblicato il 6 maggio u.s. :
ASSESSORATO AMBIENTE. Il bando è formulato secondo i criteri dell'Accordo Quadro con più operatori, suddiviso in due lotti distinti per tipologia (cani e gatti). Questo significa che potranno risultare aggiudicatari più di un operatore per ciascun lotto, circostanza che favorisce una più larga partecipazione ed amplia la possibilità di essere accolti per tutti gli animali che non trovano ospitalità nelle strutture comunali. Il nuovo Codice degli Appalti prevede, per le procedure aperte come il caso di specie, la possibilità di presentare offerta per qualsiasi operatore economico, favorendo di fatto la partecipazione delle piccole e medie imprese.
REALTÀ. Il bando favorisce talmente tanto le piccole e medie imprese (!) che richiede una fidejussione del 2% del valore economico del totale del bando. Non della porzione di lotto per il quale si partecipa (dai 40 minimo ai 140 massimo animali da ospitare) o della singola annualità (il bando è triennale) ma del totale complessivo del bando. Stiamo parlando di più di 100.000 euro di fidejussione. Sostanzialmente il titolare di una piccola impresa o di una organizzazione di volontariato deve ipotecarsi casa e solo per partecipare al bando. Il Codice degli Appalti prevede che la fidejussione possa anche essere ridotta all'1% del valore totale del bando. E così in una recente determina il valore è stato dimezzato, anche se ci si chiede perché non è stato previsto fin dall'inizio... In ogni caso, anche una fidejussione di più di 50.000 euro per poter permettere ad una organizzazione di volontariato no profit e senza scopo di lucro di partecipare è uno sforzo troppo oneroso e soprattutto sproporzionato al valore complessivo del lotto per il quale si può partecipare: una odv che volesse gareggiare per poter ospitare il numero massimo di gatti consentito (140) vincerebbe un bando del valore complessivo (per 3 anni) di 800.000 euro. Una fidejussione dell'1% sul valore di 800.000 euro sarebbe fattibile (8.000 euro, come peraltro richiesto nelle gare precedenti). Ma sul valore complessivo della gara (6.750.000 euro) sarebbe di più di 60.000 euro: nessuna assicurazione, anche internazionale, sembra disponibile ad accenderla. Questo significa che alcune organizzazioni di volontariato che da anni accolgono i cani ed i gatti del Comune di Roma saranno costrette a non partecipare alla gara con il rischio concreto di dover spostare in altre strutture centinaia di gatti.
ASSESSORATO AMBIENTE. In tale ottica, è stato stabilito il numero massimo di animali da ospitare, proprio al fine di allargare la platea di partecipanti e salvaguardare il benessere complessivo degli animali ospiti delle strutture, evitando casi di sovraffollamento. Nel caso in cui i posti offerti dalla totalità degli aggiudicatari fosse insufficiente rispetto al numero di animali da collocare, l'Amministrazione si è comunque riservata la possibilità di richiedere agli operatori economici aggiudicatari, in ordine di graduatoria e qualora la capienza della struttura messa a disposizione lo consenta, la disponibilità ad accogliere un numero maggiore di cani e/o gatti rispetto all'offerta iniziale.
REALTA'. Sia per i cani che per i gatti il bando fissa un numero massimo di animali del tutto insufficiente rispetto all'attuale numero degli animali di proprietà del Comune di Roma già oggi ospitati nelle strutture private convenzionate: i cani attualmente ospitati sono 380 e non 350 come fissato dalla gara ed i gatti sono già oggi i 700 fissati dalla gara. A questo occorre aggiungere che i singoli gestori ospitano fin da ora più dei 140 animali previsti come tetto massimo. Cosa si pensa di fare degli animali che non rientrano nella capienza massima prefissata?
La possibilità per i singoli gestori di poter accogliere più dei 140 animali previsto come tetto massimo dal bando di gara è condizionata dalla mancata partecipazione di un numero sufficiente di operatori. Il che significa che l'Assessorato all'Ambiente ha valutato possibile il trasferimento in altre strutture di un cospicuo numero di animali. E questo nonostante il prelevare con forza i cani ed i gatti in esubero e spostarli altrove è un comportamento vietato dalla legge (art. 11 della legge regionale 34/97).
ASSESSORATO AMBIENTE . I servizi e i requisiti richiesti sono quelli previsti dalla normativa vigente per canili/gattili rifugio e prevedono il ricovero, il mantenimento, la cura e l'adozione degli animali ospitati, includendo la possibilità di accogliere, in appositi reparti, cuccioli lattanti (con o senza mamma) e/o cani che presentano patologie o non più autosufficienti e che
pertanto necessitano di interventi da parte di personale esperto. Questa fattispecie, naturalmente, riguarda l'accoglienza di animali già stabilizzati dal canile sanitario e da questo trasferiti al canile rifugio. Il trasferimento nelle strutture che risulteranno aggiudicatarie a seguito della procedura di gara avverrà solo se il canile rifugio di Roma Capitale fosse al completo e quindi non in grado di accogliere gli animali.
REALTA'. La normativa vigente non prevede la possibilità di ospitare nei canili rifugio gli animali infettivi, neanche se il canile rifugio di Roma Capitale fosse al completo. Per gli animali infettivi il Comune di Roma si deve organizzare con ricoveri in cliniche veterinarie o ampliando il reparto contumaciale del canile sanitario Muratella
ASSESSORATO AMBIENTE. "L'assistenza continua" nel servizio di nursery costituisce un elemento non obbligatorio dell'offerta, ma premiante. Qualora la struttura intenda offrirlo, si riferisce ad un servizio che preveda l'assistenza anche notturna, seppur per un numero limitato di ore, per l'esecuzione di quei servizi che dovessero essere necessari per il benessere degli animali ospiti.
REALTA'. Considerando l'ampiezza della copertura sanitaria richiesta per gli animali che vengono accolti nelle strutture private da convenzionare, qualsiasi offerta in termini di assistenza notturna per animali disabili o lattanti significherebbe pretendere dai gestori un servizio gratuito: è importante infatti ricordare che la gara prevede un servizio di supporto infermieristico di base di appena 12 ore a settimana. Trasformare le 12 ore a settimana previste in 24 ore al giorno per 7 giorni (168 ore a settimana) si traduce in un "indebito arricchimento per l'amministrazione". Quindi in un illecito.
ASSESSORATO AMBIENTE. Con riferimento al bando, è stato possibile limitare la partecipazione agli organismi che possano mettere a disposizione una struttura all'interno del Territorio della Regione Lazio. Allo scopo di limitare gli spostamenti, è stato considerato quale criterio premiante, l'ubicazione delle strutture, attribuendo un punteggio maggiore in relazione alla minore distanza della struttura rispetto al Canile di Muratella.
REALTA'. Non esiste nessun meccanismo premiante rispetto alla minore distanza della struttura rispetto al Canile di Muratella. Esiste invece un chiaro riferimento alla DGR 43/2010 che indica come "preferibile" la presenza della struttura nel territorio della provincia o della regione.
ASSESSORATO AMBIENTE. La possibilità di avvalersi di mezzi su rotaia o della rete di trasporto pubblico, favorendo la riduzione dell'impatto ambientale, così come per gli approvvigionamenti alimentari, tiene infine conto dei C.A.M. che, come detto, devono essere previsti obbligatoriamente ai sensi del nuovo Codice.
REALTA'. Trattandosi di animali, la riduzione dell'impatto ambientale è da gestirsi prevedendo meccanismi premianti per le strutture che, ad esempio, abbiano efficientato il proprio fabbisogno energetico (ad esempio con pannelli solari) o previsto sistemi di riutilizzo delle acque piovane o delle acque chiare o grigie. Se si conoscono e si amano gli animali, MAI sarebbero premiati gestori che danno da mangiare a cani e gatti gli scarti delle mense o che li trasportino in autobus o treni, con tutto lo stress che ne consegue.
ASSESSORATO AMBIENTE. Non essendo una modalità di trasporto obbligatoria, il Dipartimento Ambiente ha previsto, nel calcolo dei costi del servizio, una voce dedicata al "Noleggio di mezzi di trasporto per animali" per entrambi i lotti di gara.
REALTA'. Secondo la normativa vigente gli animali possono essere trasportati esclusivamente con mezzi a norma. Quindi, differentemente da quanto scrive l'Assessorato all'Ambiente, questa è l'unica forma di trasporto obbligatoria da prevedersi nel bando. Nessuna alternativa premiante (5 punti) può essere consentita.
ASSESSORATO AMBIENTE. Come per gli altri requisiti indicati dai Capitolati di Gara, anche l' orario di apertura al pubblico per le adozioni risponde a quelli minimo che le strutture devono indicare per poter
partecipare, dando la possibilità ad ogni operatore economico che intenda partecipare di proporre un progetto a favore delle attività a sostegno delle adozioni, che potrebbe prevedere anche un aumento delle ore di apertura. La presenza di un progetto dedicato in tal senso è premiante ai fini dell'attribuzione del punteggio dell'offerta tecnica presentata.
REALTÀ. Non è moralmente ed eticamente accettabile - cosi come peraltro è stato anche per il bando per la gestione delle strutture comunali - che il Comune di Roma possa anche lontanamente immaginare come accettabile, e quindi da inserirsi nel bando di gara, una apertura che non preveda il servizio adozioni 7 giorni su 7.
ASSESSORATO AMBIENTE. Il nuovo bando, che ha un importo complessivo di poco superiore ai 6,75 milioni di euro per entrambi i lotti, vede un incremento di risorse pari a circa il 10% in più rispetto al bando precedente e, soprattutto, e fissa una spesa giornaliera pro-capite per il mantenimento degli animali ospiti a 7,02 euro per i cani e 5,30 euro per i gatti, cifre in linea con i più elevati parametri di spesa per questo tipo di
servizi.
REALTÀ. Tra coloro che stanno contestando il bando - associazioni animaliste e forze politiche - nessuno ha fatto cenno alla spesa giornaliera pro-capite ad animale. Ma poiché ne parla direttamente l'Assessorato all'Ambiente è il caso di rammentare che solo l'ampiezza della copertura sanitaria e le condizioni in cui arrivano i cani ed i gatti transitati per il canile sanitario Muratella e per i due canili rifugio comunali di Muratella e Ponte Marconi sono elementi più che sufficienti per utilizzare interamente il badget previsto. Se sei un gestore serio. Come sono quelli che da anni gestiscono ad oggi le strutture private convenzionate con il Comune di Roma
ED ORA UN ELENCO DI PUNTI CUI L'ASSESSORATO ALL'AMBIENTE NON HA AL MOMENTO ANCORA INTESO RISPONDERE
In questo bando al massimo ribasso, il 'Calcolo degli importi del servizio' è stato effettuato con il costo del personale al netto in busta paga il che stravolge il valore economico della gara stessa.
Inoltre il costo per il personale viene calcolato solo per 6 giorni lavorativi senza copertura delle domeniche e dei giorni festivi, quindi anche in questo caso la determinazione della base d'asta risulta calcolata in modo errato (visto che peraltro è obiettivo del Comune di Roma selezionare un operatore rispettoso dei contratti di lavoro collettivi nazionali da applicare)
Anche il calcolo del costo della manodopera è parziale e lacunoso avendo previsto solo la figura degli operai ed escludendo tutte le altre figure professionali come terapisti, personale amministrativo, guardiania, autisti, educatori cinofili, medici: la base d'asta risulta ancora più fuorviante.
La condizione minima prevista nel bando di un operatore ogni 70 animali e di un infermiere per 12 ore a settimana è decisamente insufficiente rispetto alla quantità di servizi richiesti, ancora di più calcolando i disabili non autosufficienti, gli infettivi ed i lattanti che non possono essere richiesti per legge ai canili e gattili rifugio in quanto prerogativa dei canili e gattili sanitari, come specificato anche dai Servizi Veterinari Asl che si sono espressi rispetto alle richieste inidonee dell'amministrazione.
Infine: è contestabile che mentre la gestione dei canili comunali prevede una cifra forfettaria, a prescindere dalla numerosità degli animali presenti in struttura, per i gestori dei canili e gattili privati convenzionati sia previsto un tot al giorno per singolo cane o gatto ospitato: paradossalmente il Comune di Roma potrebbe prenotare un intero gattile per 140 gatti o un intero canile per 140 cani e poi non inviare neanche un gatto o un cane. Lo prevede il Codice degli Appalti anche questo?
Per tutto quanto sopra esposto, i firmatari della presente petizione tornano a chiedere la sospensione dell'attuale bando e le necessarie modifiche.
Simonetta Novi, consigliera VIII Municipio di Roma ed animalista

1476
Il problema
Il 6 maggio 2024 Roma Capitale ha pubblicato un bando di gara per la selezione dei canili e delle oasi feline private per l'accoglienza degli animali in esubero rispetto alla capienza dei canili e gattili comunali.
Riteniamo che il bando sia lesivo del benessere degli animali e presenti numerosi profili di irregolarità amministrative.
Chiediamo a tutti di firmare questa petizione per chiedere a Roma Capitale di ritirare in autotutela il bando, correggerlo e pubblicarlo nuovamente. Il rischio che possano partecipare gestori provenienti anche da fuori Regione e che si perda il controllo della cura di centinaia di cani e gatti è troppo alto e Roma Capitale, per decenni culla dei diritti degli animali, non può permettersi una diminuzione degli standard di benessere animale.
Di seguito un confronto di dettaglio tra le dichiarazioni dell'Assessorato all'Ambiente e la realta' del testo del bando.
REALTA' vs ASSESSORATO ALL'AMBIENTE:
Si chiede all'Assessora Alfonsi la verifica accurata dei punti evidenziati e il conseguente ritiro del bando di gara pubblicato il 6 maggio u.s. :
ASSESSORATO AMBIENTE. Il bando è formulato secondo i criteri dell'Accordo Quadro con più operatori, suddiviso in due lotti distinti per tipologia (cani e gatti). Questo significa che potranno risultare aggiudicatari più di un operatore per ciascun lotto, circostanza che favorisce una più larga partecipazione ed amplia la possibilità di essere accolti per tutti gli animali che non trovano ospitalità nelle strutture comunali. Il nuovo Codice degli Appalti prevede, per le procedure aperte come il caso di specie, la possibilità di presentare offerta per qualsiasi operatore economico, favorendo di fatto la partecipazione delle piccole e medie imprese.
REALTÀ. Il bando favorisce talmente tanto le piccole e medie imprese (!) che richiede una fidejussione del 2% del valore economico del totale del bando. Non della porzione di lotto per il quale si partecipa (dai 40 minimo ai 140 massimo animali da ospitare) o della singola annualità (il bando è triennale) ma del totale complessivo del bando. Stiamo parlando di più di 100.000 euro di fidejussione. Sostanzialmente il titolare di una piccola impresa o di una organizzazione di volontariato deve ipotecarsi casa e solo per partecipare al bando. Il Codice degli Appalti prevede che la fidejussione possa anche essere ridotta all'1% del valore totale del bando. E così in una recente determina il valore è stato dimezzato, anche se ci si chiede perché non è stato previsto fin dall'inizio... In ogni caso, anche una fidejussione di più di 50.000 euro per poter permettere ad una organizzazione di volontariato no profit e senza scopo di lucro di partecipare è uno sforzo troppo oneroso e soprattutto sproporzionato al valore complessivo del lotto per il quale si può partecipare: una odv che volesse gareggiare per poter ospitare il numero massimo di gatti consentito (140) vincerebbe un bando del valore complessivo (per 3 anni) di 800.000 euro. Una fidejussione dell'1% sul valore di 800.000 euro sarebbe fattibile (8.000 euro, come peraltro richiesto nelle gare precedenti). Ma sul valore complessivo della gara (6.750.000 euro) sarebbe di più di 60.000 euro: nessuna assicurazione, anche internazionale, sembra disponibile ad accenderla. Questo significa che alcune organizzazioni di volontariato che da anni accolgono i cani ed i gatti del Comune di Roma saranno costrette a non partecipare alla gara con il rischio concreto di dover spostare in altre strutture centinaia di gatti.
ASSESSORATO AMBIENTE. In tale ottica, è stato stabilito il numero massimo di animali da ospitare, proprio al fine di allargare la platea di partecipanti e salvaguardare il benessere complessivo degli animali ospiti delle strutture, evitando casi di sovraffollamento. Nel caso in cui i posti offerti dalla totalità degli aggiudicatari fosse insufficiente rispetto al numero di animali da collocare, l'Amministrazione si è comunque riservata la possibilità di richiedere agli operatori economici aggiudicatari, in ordine di graduatoria e qualora la capienza della struttura messa a disposizione lo consenta, la disponibilità ad accogliere un numero maggiore di cani e/o gatti rispetto all'offerta iniziale.
REALTA'. Sia per i cani che per i gatti il bando fissa un numero massimo di animali del tutto insufficiente rispetto all'attuale numero degli animali di proprietà del Comune di Roma già oggi ospitati nelle strutture private convenzionate: i cani attualmente ospitati sono 380 e non 350 come fissato dalla gara ed i gatti sono già oggi i 700 fissati dalla gara. A questo occorre aggiungere che i singoli gestori ospitano fin da ora più dei 140 animali previsti come tetto massimo. Cosa si pensa di fare degli animali che non rientrano nella capienza massima prefissata?
La possibilità per i singoli gestori di poter accogliere più dei 140 animali previsto come tetto massimo dal bando di gara è condizionata dalla mancata partecipazione di un numero sufficiente di operatori. Il che significa che l'Assessorato all'Ambiente ha valutato possibile il trasferimento in altre strutture di un cospicuo numero di animali. E questo nonostante il prelevare con forza i cani ed i gatti in esubero e spostarli altrove è un comportamento vietato dalla legge (art. 11 della legge regionale 34/97).
ASSESSORATO AMBIENTE . I servizi e i requisiti richiesti sono quelli previsti dalla normativa vigente per canili/gattili rifugio e prevedono il ricovero, il mantenimento, la cura e l'adozione degli animali ospitati, includendo la possibilità di accogliere, in appositi reparti, cuccioli lattanti (con o senza mamma) e/o cani che presentano patologie o non più autosufficienti e che
pertanto necessitano di interventi da parte di personale esperto. Questa fattispecie, naturalmente, riguarda l'accoglienza di animali già stabilizzati dal canile sanitario e da questo trasferiti al canile rifugio. Il trasferimento nelle strutture che risulteranno aggiudicatarie a seguito della procedura di gara avverrà solo se il canile rifugio di Roma Capitale fosse al completo e quindi non in grado di accogliere gli animali.
REALTA'. La normativa vigente non prevede la possibilità di ospitare nei canili rifugio gli animali infettivi, neanche se il canile rifugio di Roma Capitale fosse al completo. Per gli animali infettivi il Comune di Roma si deve organizzare con ricoveri in cliniche veterinarie o ampliando il reparto contumaciale del canile sanitario Muratella
ASSESSORATO AMBIENTE. "L'assistenza continua" nel servizio di nursery costituisce un elemento non obbligatorio dell'offerta, ma premiante. Qualora la struttura intenda offrirlo, si riferisce ad un servizio che preveda l'assistenza anche notturna, seppur per un numero limitato di ore, per l'esecuzione di quei servizi che dovessero essere necessari per il benessere degli animali ospiti.
REALTA'. Considerando l'ampiezza della copertura sanitaria richiesta per gli animali che vengono accolti nelle strutture private da convenzionare, qualsiasi offerta in termini di assistenza notturna per animali disabili o lattanti significherebbe pretendere dai gestori un servizio gratuito: è importante infatti ricordare che la gara prevede un servizio di supporto infermieristico di base di appena 12 ore a settimana. Trasformare le 12 ore a settimana previste in 24 ore al giorno per 7 giorni (168 ore a settimana) si traduce in un "indebito arricchimento per l'amministrazione". Quindi in un illecito.
ASSESSORATO AMBIENTE. Con riferimento al bando, è stato possibile limitare la partecipazione agli organismi che possano mettere a disposizione una struttura all'interno del Territorio della Regione Lazio. Allo scopo di limitare gli spostamenti, è stato considerato quale criterio premiante, l'ubicazione delle strutture, attribuendo un punteggio maggiore in relazione alla minore distanza della struttura rispetto al Canile di Muratella.
REALTA'. Non esiste nessun meccanismo premiante rispetto alla minore distanza della struttura rispetto al Canile di Muratella. Esiste invece un chiaro riferimento alla DGR 43/2010 che indica come "preferibile" la presenza della struttura nel territorio della provincia o della regione.
ASSESSORATO AMBIENTE. La possibilità di avvalersi di mezzi su rotaia o della rete di trasporto pubblico, favorendo la riduzione dell'impatto ambientale, così come per gli approvvigionamenti alimentari, tiene infine conto dei C.A.M. che, come detto, devono essere previsti obbligatoriamente ai sensi del nuovo Codice.
REALTA'. Trattandosi di animali, la riduzione dell'impatto ambientale è da gestirsi prevedendo meccanismi premianti per le strutture che, ad esempio, abbiano efficientato il proprio fabbisogno energetico (ad esempio con pannelli solari) o previsto sistemi di riutilizzo delle acque piovane o delle acque chiare o grigie. Se si conoscono e si amano gli animali, MAI sarebbero premiati gestori che danno da mangiare a cani e gatti gli scarti delle mense o che li trasportino in autobus o treni, con tutto lo stress che ne consegue.
ASSESSORATO AMBIENTE. Non essendo una modalità di trasporto obbligatoria, il Dipartimento Ambiente ha previsto, nel calcolo dei costi del servizio, una voce dedicata al "Noleggio di mezzi di trasporto per animali" per entrambi i lotti di gara.
REALTA'. Secondo la normativa vigente gli animali possono essere trasportati esclusivamente con mezzi a norma. Quindi, differentemente da quanto scrive l'Assessorato all'Ambiente, questa è l'unica forma di trasporto obbligatoria da prevedersi nel bando. Nessuna alternativa premiante (5 punti) può essere consentita.
ASSESSORATO AMBIENTE. Come per gli altri requisiti indicati dai Capitolati di Gara, anche l' orario di apertura al pubblico per le adozioni risponde a quelli minimo che le strutture devono indicare per poter
partecipare, dando la possibilità ad ogni operatore economico che intenda partecipare di proporre un progetto a favore delle attività a sostegno delle adozioni, che potrebbe prevedere anche un aumento delle ore di apertura. La presenza di un progetto dedicato in tal senso è premiante ai fini dell'attribuzione del punteggio dell'offerta tecnica presentata.
REALTÀ. Non è moralmente ed eticamente accettabile - cosi come peraltro è stato anche per il bando per la gestione delle strutture comunali - che il Comune di Roma possa anche lontanamente immaginare come accettabile, e quindi da inserirsi nel bando di gara, una apertura che non preveda il servizio adozioni 7 giorni su 7.
ASSESSORATO AMBIENTE. Il nuovo bando, che ha un importo complessivo di poco superiore ai 6,75 milioni di euro per entrambi i lotti, vede un incremento di risorse pari a circa il 10% in più rispetto al bando precedente e, soprattutto, e fissa una spesa giornaliera pro-capite per il mantenimento degli animali ospiti a 7,02 euro per i cani e 5,30 euro per i gatti, cifre in linea con i più elevati parametri di spesa per questo tipo di
servizi.
REALTÀ. Tra coloro che stanno contestando il bando - associazioni animaliste e forze politiche - nessuno ha fatto cenno alla spesa giornaliera pro-capite ad animale. Ma poiché ne parla direttamente l'Assessorato all'Ambiente è il caso di rammentare che solo l'ampiezza della copertura sanitaria e le condizioni in cui arrivano i cani ed i gatti transitati per il canile sanitario Muratella e per i due canili rifugio comunali di Muratella e Ponte Marconi sono elementi più che sufficienti per utilizzare interamente il badget previsto. Se sei un gestore serio. Come sono quelli che da anni gestiscono ad oggi le strutture private convenzionate con il Comune di Roma
ED ORA UN ELENCO DI PUNTI CUI L'ASSESSORATO ALL'AMBIENTE NON HA AL MOMENTO ANCORA INTESO RISPONDERE
In questo bando al massimo ribasso, il 'Calcolo degli importi del servizio' è stato effettuato con il costo del personale al netto in busta paga il che stravolge il valore economico della gara stessa.
Inoltre il costo per il personale viene calcolato solo per 6 giorni lavorativi senza copertura delle domeniche e dei giorni festivi, quindi anche in questo caso la determinazione della base d'asta risulta calcolata in modo errato (visto che peraltro è obiettivo del Comune di Roma selezionare un operatore rispettoso dei contratti di lavoro collettivi nazionali da applicare)
Anche il calcolo del costo della manodopera è parziale e lacunoso avendo previsto solo la figura degli operai ed escludendo tutte le altre figure professionali come terapisti, personale amministrativo, guardiania, autisti, educatori cinofili, medici: la base d'asta risulta ancora più fuorviante.
La condizione minima prevista nel bando di un operatore ogni 70 animali e di un infermiere per 12 ore a settimana è decisamente insufficiente rispetto alla quantità di servizi richiesti, ancora di più calcolando i disabili non autosufficienti, gli infettivi ed i lattanti che non possono essere richiesti per legge ai canili e gattili rifugio in quanto prerogativa dei canili e gattili sanitari, come specificato anche dai Servizi Veterinari Asl che si sono espressi rispetto alle richieste inidonee dell'amministrazione.
Infine: è contestabile che mentre la gestione dei canili comunali prevede una cifra forfettaria, a prescindere dalla numerosità degli animali presenti in struttura, per i gestori dei canili e gattili privati convenzionati sia previsto un tot al giorno per singolo cane o gatto ospitato: paradossalmente il Comune di Roma potrebbe prenotare un intero gattile per 140 gatti o un intero canile per 140 cani e poi non inviare neanche un gatto o un cane. Lo prevede il Codice degli Appalti anche questo?
Per tutto quanto sopra esposto, i firmatari della presente petizione tornano a chiedere la sospensione dell'attuale bando e le necessarie modifiche.
Simonetta Novi, consigliera VIII Municipio di Roma ed animalista

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Petizione creata in data 9 giugno 2024