Campagna per il diritto di voto per tutti i cittadini italiani per le elezioni europee

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L’associazione Lo Spiegone, in accordo con i principi costituzionali e con il proprio obiettivo di promuovere lo sviluppo culturale del Paese, intraprende oggi un percorso per la modifica della legge n.18/1979. L’obiettivo è quello di garantire la parità di opportunità per i cittadini italiani residenti all’estero, sia nei Paesi membri dell’Unione Europea che non. Il diritto di voto per i residenti al di fuori del territorio UE non può essere limitato al corpo diplomatico e al corpo militare, ma deve essere garantito a tutti i cittadini non sulla base di uno status lavorativo bensì su quello di cittadinanza.

Tra il 23 e il 26 maggio 2019, i cittadini dei 27 Stati Membri dell’Unione Europea (UE) saranno chiamati alle urne per eleggere i loro rappresentanti al Parlamento Europeo, l’organo legislativo dell’UE. Questo evento rappresenta un momento cruciale per la democrazia del nostro Paese edell’UE.

In un periodo in cui il mondo politico è al centro di un’aspra critica da parte della società civile – dovuto allo scollamento tra società e partiti che animano la vita attiva della nostra democrazia - è necessario intraprendere un percorso deciso in favore della democrazia stessa. Il diritto di voto è un principio fondamentale sancito dalla Costituzione, profondamente diverso dalla libertà di esercitare lo stesso.

Libertà, uguaglianza e diritti sono le basi di ogni democrazia e insieme formano la spina dorsale della società civile. Più di due milioni di italiani non potranno liberamente esercitare il proprio diritto di voto all’interno quei parametri di uguaglianza che troppo spesso hanno vacillatoall’interno del nostro Paese. Questo è un appello a tutte le persone che vogliono sostenere il progresso verso una democrazia più giusta ed egualitaria. Questo è un appello per chiedere alle istituzioni italiane di far votare i propri cittadini residenti in Paesi al di fuori del territorio dell’UE!

Il quadro normativo storico

In Italia il diritto di voto è tutelato dall’art. 48 della Costituzione della Repubblica Italiana secondo cui

“sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico. Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge”

Nonostante la disposizione costituzionale, la legislazione italiana in materia elettorale presenta alcune lacune. Come mostrano gli artt. 7 e 50 della Legge n.18/1979 relativa alla regolamentazione delle elezioni europee,

"Ad ogni elettore residente negli Stati che non sono membri della Comunità Europea, entro il ventesimo giorno successivo a quello della pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi, a cura dei comuni di iscrizione elettorale è spedita una cartolina avviso recante l'indicazione della data della votazione, l'avvertenza che il destinatario potrà ritirare il non è presente alcuna menzione sulla possibilità di votare per i cittadini italiani residenti al di fuori della Comunità Europea."

Nell’art.7 par.4 della suddetta legge viene esposta la responsabilità delle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane presso gli Stati Membri di informare le comunità italiane delle imminenti elezioni, omettendo gli elettori italiani residenti al di fuori dell’UE. Questa lacuna viene formalmente colmata dall’art.50 che recita:

"certificato elettorale presso il competente ufficio comunale e che la esibizione della cartolina stessa dà diritto al titolare di usufruire delle facilitazioni di viaggio per recarsi a votare nel comune di iscrizione elettorale”

Alla luce della citata disposizione, emerge che la possibilità di esercitare il diritto di voto è decisamente limitata per i cittadini italiani residenti in uno Stato fuori dall’UE. Per esprimere laloro preferenza questi ultimi hanno come unica soluzione il rientro in patria.
Le modifiche apportate alla legge del 1979 (in ultimo con la Legge 10/2009) non hanno esteso il diritto di voto ai cittadini italiani residente al di fuori dei Paesi UE.

Sviluppi recenti

Di recente, la Legge 18/1979 è stata portata all’attenzione delle Commissioni parlamentari, aseguito della Decisione 2018/994 del Consiglio (13 luglio 2018) che modifica l’atto relativo all’elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto, del 1976. Ladecisione del Consiglio rappresenta una presa di posizione fondamentale volta a semplificare le modalità di voto (art.4), seppur sotto un altissimo controllo, e a favorire le misure nazionali necessarie per permettere ai propri cittadini residenti in Paesi terzi di votare alle elezioni del Parlamento europeo (art. 9).

Le Commissioni I e XIV riunite, lo scorso 13 dicembre 2018, si sono soffermate sull’analisi della conformità dell’ordinamento italiano con la Decisione 2018/994. Non è emersa, tuttavia, nessuna discussione riguardante eventuali modifiche alla normativa interna per far fronte alla limitazione del diritto di voto per i cittadini italiani residenti in Paesi terzi. Il tutto nonostante l’esplicito incoraggiamento dell’UE, la manifesta limitazione dei diritti sanciti dall’art. 48 della Costituzioneitaliana e nonostante la natura universale e diretta delle elezioni del Parlamento Europeo.



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