BLOCCHIAMO LA PROPOSTA DI DIVIETO DELLA PESCA SUBACQUEA SUL GARDA ENTRO I 350 METRI

BLOCCHIAMO LA PROPOSTA DI DIVIETO DELLA PESCA SUBACQUEA SUL GARDA ENTRO I 350 METRI

Il problema

Riteniamo di parlare a nome dell’intera categoria nel considerare la proposta di estensione del divieto dell’attività indistinto fino a 350 metri dalla riva come una soppressione definitiva di questo sport nelle acque del Garda. I motivi sono diversi:

  1. Il pescatore subacqueo opera entro i 25-30 metri di profondità, le quali si trovano nella maggioranza dei casi non oltre i 100 metri da riva. Superati questi il fondale si inabissa rendendo impraticabile la pesca.
  2. Riteniamo che questa proposta metterebbe a serio rischio l’incolumità del pescatore che, nonostante sia provvisto di regolare boa segna sub, rischierebbe di essere investito da imbarcazioni, spesso incuranti delle leggi e del buon senso, che a quelle distanze dalla costa sfrecciano indisturbate. L’attuale regolamento nautico prevede che le imbarcazioni a motore circolino oltre 100 metri dalla costa, quindi dovendo pescare a 350 metri, come si sta valutando, si creerebbe un serio rischio al pescatore subacqueo.
  3. Si “discriminerebbe” indirettamente la maggioranza dei pescatori subacquei in quanto sprovvisti di natanti per raggiungere tali distanze precludendo loro la possibilità di esercitare questa passione.
  4. Siamo convinti che la pesca subacquea rappresenti la forma di prelievo ittico più ecosostenibile in assoluto, in quanto il pescatore apneista è in grado di selezionare le catture in base al periodo, taglia e dimensione oltre al fatto di rappresentare una percentuale minima dei pescatori sportivi del Lago.
  5. Svolgiamo un importante ruolo nel contenere le specie aliene invasive come il pesce siluro, organizzando diverse uscite di pesca con la finalità di cattura.
  6. Comprendiamo e siamo favorevoli al mettere al primo posto la sicurezza dei bagnanti anche se il regolamento già esistente è appropriato e stringente. Il pescatore subacqueo, infatti, deve già stare a debita distanza dalle zone adibite alla balneazione e, a dire il vero, queste non vengono da noi nemmeno considerate in quanto nelle immediate vicinanze alle spiagge l’attività della balneazione impaurisce ed allontana la fauna ittica. Inoltre, il pescatore deve caricare il fucile esclusivamente in acqua operando su fondali non frequentati da bagnanti.
  7. Con la nostra esperienza e abilità di nuoto rappresentiamo una risorsa importante qualora servisse un primo soccorso ai bagnanti. Nel corso degli anni si sono verificati diversi incidenti a bagnanti che rischiavano di annegare e prontamente sono stati salvati da pescatori apneisti.

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Il problema

Riteniamo di parlare a nome dell’intera categoria nel considerare la proposta di estensione del divieto dell’attività indistinto fino a 350 metri dalla riva come una soppressione definitiva di questo sport nelle acque del Garda. I motivi sono diversi:

  1. Il pescatore subacqueo opera entro i 25-30 metri di profondità, le quali si trovano nella maggioranza dei casi non oltre i 100 metri da riva. Superati questi il fondale si inabissa rendendo impraticabile la pesca.
  2. Riteniamo che questa proposta metterebbe a serio rischio l’incolumità del pescatore che, nonostante sia provvisto di regolare boa segna sub, rischierebbe di essere investito da imbarcazioni, spesso incuranti delle leggi e del buon senso, che a quelle distanze dalla costa sfrecciano indisturbate. L’attuale regolamento nautico prevede che le imbarcazioni a motore circolino oltre 100 metri dalla costa, quindi dovendo pescare a 350 metri, come si sta valutando, si creerebbe un serio rischio al pescatore subacqueo.
  3. Si “discriminerebbe” indirettamente la maggioranza dei pescatori subacquei in quanto sprovvisti di natanti per raggiungere tali distanze precludendo loro la possibilità di esercitare questa passione.
  4. Siamo convinti che la pesca subacquea rappresenti la forma di prelievo ittico più ecosostenibile in assoluto, in quanto il pescatore apneista è in grado di selezionare le catture in base al periodo, taglia e dimensione oltre al fatto di rappresentare una percentuale minima dei pescatori sportivi del Lago.
  5. Svolgiamo un importante ruolo nel contenere le specie aliene invasive come il pesce siluro, organizzando diverse uscite di pesca con la finalità di cattura.
  6. Comprendiamo e siamo favorevoli al mettere al primo posto la sicurezza dei bagnanti anche se il regolamento già esistente è appropriato e stringente. Il pescatore subacqueo, infatti, deve già stare a debita distanza dalle zone adibite alla balneazione e, a dire il vero, queste non vengono da noi nemmeno considerate in quanto nelle immediate vicinanze alle spiagge l’attività della balneazione impaurisce ed allontana la fauna ittica. Inoltre, il pescatore deve caricare il fucile esclusivamente in acqua operando su fondali non frequentati da bagnanti.
  7. Con la nostra esperienza e abilità di nuoto rappresentiamo una risorsa importante qualora servisse un primo soccorso ai bagnanti. Nel corso degli anni si sono verificati diversi incidenti a bagnanti che rischiavano di annegare e prontamente sono stati salvati da pescatori apneisti.

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