

Attivazione del teleriscaldamento a Terni


Attivazione del teleriscaldamento a Terni
Il problema
Attivare il Teleriscaldamento perché i vantaggi sono molteplici e tra i principali il risparmio economico per chi si allaccera' per il minor metano bruciato per scaldare acqua per docce e per il riscaldamento, e per tutta la città di Terni per un'aria più pulita senza CO2.
Premesso che l’impianto è stato realizzato con l’utilizzo di risorse pubbliche ed è stato anche collaudato, oggi però, dopo 21 anni dall'inizio del progetto, il teleriscaldamento ancora non funziona, con 3,5 milioni di € di fondi europei spesi , con grave danno perpetrato alla città in termini di inquinamento, dovendo continuare a bruciare gas metano producendo CO2 a cui si aggiunge il danno economico e la beffa per i condomini di Borgo Bovio e Sant'Agnese che hanno acquistato negli anni, e per coloro che continuano ad acquistare, appartamenti ad un prezzo più alto perché predisposti al teleriscaldamento.
Ancora un’altra beffa, oltre il danno economico, per dover tenere spenti i caminetti, che in mancanza di teleriscaldamento permetterebbero di risparmiare sul metano, ma che sembrano essere tra le maggiori cause d' inquinamento insieme con il traffico automobilistico
Il teleriscaldamento non è ancora partito per mancanza di un Gestore (ASM)?
AST nel 2018 ha completato i lavori e nel mese di Agosto il Comitato per il Teleriscaldamento di Terni ha presentato una PETIZIONE con circa 300 firme raccolte:
Sicuri, dei benefici relativi al minor impatto ambientale e al risparmio energetico generale garantito dal teleriscaldamento, abbiamo acquistato i nostri appartamenti nel 2005, nel condominio di Via Lazio, costruito e venduto proprio perché predisposto per l’utilizzo del teleriscaldamento realizzato dal Comune di Terni in accordo con AST - Acciai Speciali Terni al fine di recuperare il calore prodotto nelle lavorazioni dell’acciaio.
L’impianto è stato realizzato con l’utilizzo di risorse pubbliche ed è stato anche collaudato ma, oggi però, dopo 13 anni che se ne parla, non è ancora funzionante.
Nel 2017, su sollecitazione degli Uffici comunali preposti, che avevano avvertito gli amministratori dei condomini predisposti per il collegamento dell’imminenza della messa in funzione dell’impianto di TELERISCALDAMENTO, il condominio di Via Lazio n. 8-8/a, ha sostenuto ulteriori spese per adeguare il proprio impianto. Nonostante gli ulteriori sforzi economici, a tutt’oggi, teleriscaldamento non è funzionante a causa della temperatura dell’acqua troppo bassa per essere utilizzata dagli scambiatori di calore.
Purtroppo sia il condominio di Via Lazio 8-8/a, sia tutti gli altri edifici già predisposti per l’utilizzo del TELERISCALDAMENTO continuano a bruciare gas metano per riscaldare gli alloggi e per produrre acqua calda sanitaria, continuando quindi ad immettere nell’atmosfera centinaia di tonnellate di CO₂ (anidrite carbonica) all’anno, come se non bastassero gli inquinanti prodotti dalle auto, dalle industrie ecc.
Considerato il frequente sforamento dei limiti di legge previsti sulla percentuale di gas inquinanti presenti nell’aria e delle polveri sottili (pm10) che siamo costretti a respirare , sarebbe auspicabile l’immediata messa in funzione del TELERISCALDAMENTO al fine di renderlo fruibile non solo dai fabbricati già predisposti al suo utilizzo ma anche a tutti gli altri edifici ubicati nella zona Est della città che potrebbero essere serviti da tale impianto. Questo comporterebbe sicuri benefici, non solo a coloro che potranno utilizzare tale risorsa, ma anche a tutta la comunità sotto il profilo della salute pubblica. Non ultimo, si potrebbe evitare che la nostra città sia considerata tra quelle più inquinate della nazione, con un numero sempre maggiore di concittadini affetti da patologie legate all’inquinamento dell’aria.
Successivamente, come comitato cittadino per il teleriscaldamento Terni , rappresentato da Arca Francesca di Europaverde, abbiamo richiesto un audit in Comune per conoscere lo stato di avanzamento del teleriscaldamento, e così il 19/03/2019 siamo stati convocati : l’allora assessore Melasecche (Lavori Pubblici) espose le problematiche relative alla convenzione con AST che richiedeva di rivedere, mantenendo quindi le intenzioni di completare il progetto.
Melasecche promise in quella data di rivederci da lì ad un mese per darci aggiornamenti circa la riformulazione della convenzione tra AST ed il Comune che vedeva difficile perché prevedeva allora che AST ,anche in caso di chiusura della fabbrica, avrebbe dovuto provvedere alla produzione del vapore per alimentare il teleriscaldamento e sarebbe tornata quindi la necessità di una centrale back-up di integrazione.
Non siamo stati però più convocati.
Dietro sollecitazione del Consigliere Gentiletti Avv. Alessandro di Senso civico, Melasecche ha dichiarato poi, come riportato da vari testate locali, che serve assolutamente una centralina back-up .
La centrale era già prevista dalla vecchia convenzione tra Ast e Comune, e comunque potrebbe essere anche elettrica e da fonti rinnovabili, etc , centrale che Ast chiede da anni di poter costruire per i suoi utilizzi per la produzione. Con il teleriscaldamento quindi avremmo molteplici vantaggi.
La centrale è vista come un’opportunità per lo sviluppo della zona, che potrebbe avvantaggiare non solo AST, che comunque ne sarebbe il maggiore fruitore, ma anche altre realtà imprenditoriali.
Giunti ora a Maggio 2020 e con la relazione del 29 Aprile u.s. redatta dai tecnici incaricati dal comune , in risposta all’interrogazione del consigliere Avv. Alessandro Gentiletti , rispondiamo ai punti salienti di detta relazione, che :
· La rete non è mai stata utilizzata: non è così in quanto ha funzionato qualche giorno nel condominio di Via Lazio ma la temperatura era troppo bassa
· L’impianto non risulta ancora omologato per via dei necessari adeguamenti richiesti dagli ispettori
INAIL (ex ISPESL) durante il sopralluogo di omologa (il cui costo è stimabile, presumibilmente,
intorno a € 35.000). non è così perché ha funzionato seppur per pochi giorni e a temperatura troppo bassa ; il costo potrebbe essere suddiviso tra le utenze
· scarsità di utilizzatori potenziali, Il numero di utenze potenziali, rispetto alle iniziali stime, appare ridotto a poche unità, tanto da far ritenere difficilmente sostenibile la completa gestione dell’impianto; non è così, vedi firme raccolte
· Serve Centrale backup di integrazione alimentata da combustibili fossili
non in linea con la filosofia del teleriscaldamento, che ipotizza invece sia da fonti rinnovabili
Chiediamo quindi il completamento del progetto e l’attivazione del teleriscaldamento.
Il problema
Attivare il Teleriscaldamento perché i vantaggi sono molteplici e tra i principali il risparmio economico per chi si allaccera' per il minor metano bruciato per scaldare acqua per docce e per il riscaldamento, e per tutta la città di Terni per un'aria più pulita senza CO2.
Premesso che l’impianto è stato realizzato con l’utilizzo di risorse pubbliche ed è stato anche collaudato, oggi però, dopo 21 anni dall'inizio del progetto, il teleriscaldamento ancora non funziona, con 3,5 milioni di € di fondi europei spesi , con grave danno perpetrato alla città in termini di inquinamento, dovendo continuare a bruciare gas metano producendo CO2 a cui si aggiunge il danno economico e la beffa per i condomini di Borgo Bovio e Sant'Agnese che hanno acquistato negli anni, e per coloro che continuano ad acquistare, appartamenti ad un prezzo più alto perché predisposti al teleriscaldamento.
Ancora un’altra beffa, oltre il danno economico, per dover tenere spenti i caminetti, che in mancanza di teleriscaldamento permetterebbero di risparmiare sul metano, ma che sembrano essere tra le maggiori cause d' inquinamento insieme con il traffico automobilistico
Il teleriscaldamento non è ancora partito per mancanza di un Gestore (ASM)?
AST nel 2018 ha completato i lavori e nel mese di Agosto il Comitato per il Teleriscaldamento di Terni ha presentato una PETIZIONE con circa 300 firme raccolte:
Sicuri, dei benefici relativi al minor impatto ambientale e al risparmio energetico generale garantito dal teleriscaldamento, abbiamo acquistato i nostri appartamenti nel 2005, nel condominio di Via Lazio, costruito e venduto proprio perché predisposto per l’utilizzo del teleriscaldamento realizzato dal Comune di Terni in accordo con AST - Acciai Speciali Terni al fine di recuperare il calore prodotto nelle lavorazioni dell’acciaio.
L’impianto è stato realizzato con l’utilizzo di risorse pubbliche ed è stato anche collaudato ma, oggi però, dopo 13 anni che se ne parla, non è ancora funzionante.
Nel 2017, su sollecitazione degli Uffici comunali preposti, che avevano avvertito gli amministratori dei condomini predisposti per il collegamento dell’imminenza della messa in funzione dell’impianto di TELERISCALDAMENTO, il condominio di Via Lazio n. 8-8/a, ha sostenuto ulteriori spese per adeguare il proprio impianto. Nonostante gli ulteriori sforzi economici, a tutt’oggi, teleriscaldamento non è funzionante a causa della temperatura dell’acqua troppo bassa per essere utilizzata dagli scambiatori di calore.
Purtroppo sia il condominio di Via Lazio 8-8/a, sia tutti gli altri edifici già predisposti per l’utilizzo del TELERISCALDAMENTO continuano a bruciare gas metano per riscaldare gli alloggi e per produrre acqua calda sanitaria, continuando quindi ad immettere nell’atmosfera centinaia di tonnellate di CO₂ (anidrite carbonica) all’anno, come se non bastassero gli inquinanti prodotti dalle auto, dalle industrie ecc.
Considerato il frequente sforamento dei limiti di legge previsti sulla percentuale di gas inquinanti presenti nell’aria e delle polveri sottili (pm10) che siamo costretti a respirare , sarebbe auspicabile l’immediata messa in funzione del TELERISCALDAMENTO al fine di renderlo fruibile non solo dai fabbricati già predisposti al suo utilizzo ma anche a tutti gli altri edifici ubicati nella zona Est della città che potrebbero essere serviti da tale impianto. Questo comporterebbe sicuri benefici, non solo a coloro che potranno utilizzare tale risorsa, ma anche a tutta la comunità sotto il profilo della salute pubblica. Non ultimo, si potrebbe evitare che la nostra città sia considerata tra quelle più inquinate della nazione, con un numero sempre maggiore di concittadini affetti da patologie legate all’inquinamento dell’aria.
Successivamente, come comitato cittadino per il teleriscaldamento Terni , rappresentato da Arca Francesca di Europaverde, abbiamo richiesto un audit in Comune per conoscere lo stato di avanzamento del teleriscaldamento, e così il 19/03/2019 siamo stati convocati : l’allora assessore Melasecche (Lavori Pubblici) espose le problematiche relative alla convenzione con AST che richiedeva di rivedere, mantenendo quindi le intenzioni di completare il progetto.
Melasecche promise in quella data di rivederci da lì ad un mese per darci aggiornamenti circa la riformulazione della convenzione tra AST ed il Comune che vedeva difficile perché prevedeva allora che AST ,anche in caso di chiusura della fabbrica, avrebbe dovuto provvedere alla produzione del vapore per alimentare il teleriscaldamento e sarebbe tornata quindi la necessità di una centrale back-up di integrazione.
Non siamo stati però più convocati.
Dietro sollecitazione del Consigliere Gentiletti Avv. Alessandro di Senso civico, Melasecche ha dichiarato poi, come riportato da vari testate locali, che serve assolutamente una centralina back-up .
La centrale era già prevista dalla vecchia convenzione tra Ast e Comune, e comunque potrebbe essere anche elettrica e da fonti rinnovabili, etc , centrale che Ast chiede da anni di poter costruire per i suoi utilizzi per la produzione. Con il teleriscaldamento quindi avremmo molteplici vantaggi.
La centrale è vista come un’opportunità per lo sviluppo della zona, che potrebbe avvantaggiare non solo AST, che comunque ne sarebbe il maggiore fruitore, ma anche altre realtà imprenditoriali.
Giunti ora a Maggio 2020 e con la relazione del 29 Aprile u.s. redatta dai tecnici incaricati dal comune , in risposta all’interrogazione del consigliere Avv. Alessandro Gentiletti , rispondiamo ai punti salienti di detta relazione, che :
· La rete non è mai stata utilizzata: non è così in quanto ha funzionato qualche giorno nel condominio di Via Lazio ma la temperatura era troppo bassa
· L’impianto non risulta ancora omologato per via dei necessari adeguamenti richiesti dagli ispettori
INAIL (ex ISPESL) durante il sopralluogo di omologa (il cui costo è stimabile, presumibilmente,
intorno a € 35.000). non è così perché ha funzionato seppur per pochi giorni e a temperatura troppo bassa ; il costo potrebbe essere suddiviso tra le utenze
· scarsità di utilizzatori potenziali, Il numero di utenze potenziali, rispetto alle iniziali stime, appare ridotto a poche unità, tanto da far ritenere difficilmente sostenibile la completa gestione dell’impianto; non è così, vedi firme raccolte
· Serve Centrale backup di integrazione alimentata da combustibili fossili
non in linea con la filosofia del teleriscaldamento, che ipotizza invece sia da fonti rinnovabili
Chiediamo quindi il completamento del progetto e l’attivazione del teleriscaldamento.
PETIZIONE CHIUSA
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I decisori
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Petizione creata in data 4 giugno 2020