Screening gratuito per chi vive, a rischio tumore, nei pressi di una discarica.

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Tu stesso o almeno una delle persone che conosci vive in una zona in cui c’è una discarica. Sai cosa significa? Che, rispetto a chi abita in zone più “sane”, ha il 50% di possibilità in più di ammalarsi di diversi tipi di tumore, il 30% in più di avere un tumore al seno.
Molte di queste persone sono ragazze e ragazzi giovanissimi, e per la loro fascia d'età lo Stato non prevede uno screening gratuito, quindi scopriranno la loro malattia troppo tardi per porvi rimedio.

Non esiste una sola Terra Dei Fuochi, quella in Campania, ma da Nord a Sud sono più di 200 le zone a rischio*, tra discariche bonificate e non. Stiamo parlando di 7 milioni di italiani** in serio pericolo, più di un italiano su dieci.

7 milioni non sono un numero, sono persone.

Noi ne abbiamo incontrate diverse, lavorando al reportage realizzato per Rai News “Ritorno a Terzigno 2010-2017”, vedendo cosa è accaduto nel giro di pochi anni proprio a chi vive nei pressi di una discarica.
Non possiamo più limitarci a osservare la realtà, ma dobbiamo fare qualcosa per cambiarla.

Sono persone come te, ma con aborti spontanei frequenti.
Sono embrioni affetti da problemi genetici determinati dall’avvelenamento silenzioso dell’ambiente circostante (come testimoniano studi dell'ISS – Istituto Superiore di Sanità, e altri studi internazionali).
Sono bambini che trascorrono la loro infanzia in un reparto di oncologia.
Sono adolescenti di 15 anni con il tumore al seno.

In che modo puoi aiutarli?
Chiedendo allo Stato di intensificare controlli e prevenzione.

Sono milioni i cittadini che potrebbero essere salvati e maggiormente tutelati, se solo lo Stato garantisse loro degli screening gratuiti mirati, sulla base del fatto che questi 7 milioni di persone vivono a pochi chilometri da una discarica o da un sito ancora da bonificare.

Studi scientifici e dati locali ci dicono che il rischio di ammalarsi di tumore è più del doppio se si vive accanto a una discarica, ma non esistono dati nazionali e tantomeno provvedimenti specifici.
E’ gravissimo. Il Ministero dell’Ambiente si è posto come obbiettivo la chiusura di tutte le discariche italiane, perché riconosce che sono causa di avvelenamento del Paese, ma se chiediamo una statistica delle zone e popolazioni a rischio non c’è. E’ mancata la possibilità o la volontà di informare gli Italiani?

Consideriamo, inoltre, quanto costa alla Sanità pubblica curare tutte le persone che si stanno ammalando.
Quanto si risparmierebbe in termini economici e sociali, grazie alla prevenzione?

Sarebbe, per il Ministero della Salute, un lavoro importante da fare in accordo con il Ministero dell'Ambiente, l'Istituto Superiore di Sanità e l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Una prevenzione gratuita è un modo per recuperare non solo le vite, ma anche la fiducia di quanti hanno subito i danni arrecati dalla dissennata gestione dei rifiuti che è stata operata, per decenni, in questo Paese.


Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, le chiediamo Screening gratuiti per i cittadini che vivono nel raggio di 10 km da una discarica o sito da bonificare. Un progetto nazionale specifico che venga diffuso e imposto a tutte le regioni italiane con l'inserimento dello screening nel novero dei “livelli essenziali di assistenza” in base a quanto previsto dall'art.117, c.2 lettera m della Costituzione, vista la diffusione nazionale, la gravità del fenomeno e l'inerzia delle regioni rispetto all'attivazione di iniziative a riguardo. Le chiediamo che i dati relativi a questo progetto, della durata di almeno 5 anni, siano resi pubblici e trasparenti (fondi messi a disposizione, stato del lavoro di ogni regione, dati scientifici man mano che vengono raccolti ed elaborati, nomi e dichiarazioni di assenza di conflitto di interessi di relatori e periti).

 

#ScreeningTumori


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* 222 zone a rischio conosciute: 149 discariche (fonte ISPRA) e 73 siti non bonificati (fonte Ministero dell'Ambiente). Senza considerare i siti di stoccaggio illegali difficili da calcolare (dati aggiornati a settembre 2017)

** Considerando una media sottostimata di 31mila abitanti attorno a ciascuna discarica



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