Diretta a Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ed ad 1 altro/a

AIUTACI A SALVARE LE PICCOLE IMPRESE E I LAVORATORI CHE FANNO GRANDE IL MADE IN ITALY

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L’obiettivo di questa petizione è impedire la chiusura di molte piccole e medie imprese e il licenziamento dei loro dipendenti: consentire il rispetto delle regole a costi sostenibili. 

La moda italiana sta per perdere i suoi colori perché le piccole e medie imprese italiane che li forniscono rischiano di chiudere. Per sempre. La causa di tutto questo sono i costi di registrazione dei coloranti, altissimi per le PMI, secondo quanto stabilito dal Regolamento europeo REACH (CE 1907/2006 - Registration, Evaluation, and Authorisation of Chemicals). 

IL REGOLAMENTO REACH PONE DEGLI OBIETTIVI GIUSTI PER LA TUTELA DELLA SALUTE E DELL’AMBIENTE E LE IMPRESE CHE LANCIANO QUESTO APPELLO INTENDONO RISPETTARLO!

Il Regolamento REACH impone che tutte le aziende produttrici e importatrici di sostanze chimiche debbano predisporre per la ”Registrazione” un dossier tecnico per ogni sostanza, nel quale specificare le informazioni relative alle proprietà intrinseche – chimico-fisiche, tossicologiche ed ecotossicologiche – e agli usi delle sostanze.

IL PROBLEMA È CHE QUESTE REGISTRAZIONI HANNO UN COSTO MEDIO DI 30.000 EURO A SOSTANZA (PER LE SOSTANZE CHE NON SUPERANO LE 10 T/ANNO), SE I TEST VENGONO EFFETTUATI IN MANIERA TRADIZIONALE E MOLTO PIÙ ALTO SE SI SUPERANO LE 10 TONNELLATE.

Tenuto conto che la tipica PMI di questo settore ha in media qualche centinaio di sostanze da sottoporre a singola registrazione e che essa ha necessità alla registrazione del maggior numero di sostanze possibile per poter restare competitiva sul mercato, è evidente che un simile costo non sia sostenibile.

Il rischio è la chiusura di moltissime PMI e la perdita di diverse centinaia di posti di lavoro che esse generano. Un problema, questo, che è più che mai italiano, data la peculiarità del nostro Paese, capofila nell’Eurozona per il valore delle PMI (oltre il 95%) e l’indiscussa leadership del tessile in Europa.

Le PMI del settore non sono in grado di affrontare tali costi connessi all’applicazione del Regolamento, che, così com’è concepito, mette seriamente a rischio la loro sopravvivenza e quella dei posti di lavoro che esse generano.

L’Italia è il primo paese esportatore mondiale di tessile, abbigliamento e accessori di lusso, il secondo in senso assoluto nel settore della moda.

Con il 41% rappresenta il primo Paese in Europa per valore lordo della produzione, seguito da Germania con l’11%, Spagna con il 10%, Francia con l’8% e Gran Bretagna con il 7%. Forse è l’unico settore in cui il primo Paese ha 30 punti di differenza rispetto al secondo.

Senza dimenticare il primato internazionale della pelle italiana, che vale il 65% della produzione europea e il 19% di quella mondiale.

Questi numeri sono generati da tanti piccoli e preziosi distretti produttivi in tutta Italia: Prato, Arzignano, Como, Biella, Bergamo, Santa Croce sull’Arno, Solofra, Napoli.

Le PMI che hanno lanciato questa petizione non si sono limitate a dare l’allarme su questo pressoché inevitabile declino, ma hanno reagito investendo le loro limitate risorse nella ricerca dell’Istituto Mario Negri di Milano, dove i ricercatori - forse primi al mondo per conoscenza nel settore dei coloranti - lavorano a metodologie e loro applicazioni alternative a quelle sugli animali.

E’ stato così creato un grande database, grazie anche alla collaborazione di Istituti, Università e Organizzazioni Governative (i.e. EPA americana e canadese), per trovare dati e studi utili ai fini della valutazione dei coloranti.

 

Chiediamo pertanto:

  1. un riconoscimento formale, da parte delle Istituzioni nazionali ed europee, delle oggettive difficoltà che il REACH pone alle PMI e del lavoro fin qui svolto nella definizione di risultati scientifici;
  2. un decisivo intervento di sostegno economico sui costi connessi alle analisi e ai test necessari alle registrazioni;
  3. un percorso semplificato nel processo di registrazione REACH per le Imprese che operano con questa tipologia di prodotti;

 

 Abbiamo bisogno della tua firma

  • per difendere i posti di lavoro
  • per difendere le PMI che lavorano bene e onestamente
  • per difendere il NOSTRO Made in Italy!

 

 

HELP US TO SAVE SMEs ENTERPRISES AND EMPLOYEES WHICH CONTRIBUTE TO MAKE “MADE IN ITALY” SO GREAT

The purpose of this petition is to prevent the closure of many SMEs and loss of jobs of their employees: to ensure that rules are respected at sustainable costs.

Italian fashion is going to loose its colours due to the risk that Italian SMEs supplier of the this sector are likely to close their activities, forever. The reason for all of this is that the registration costs for these dyes according to the European Regulation REACH (EC 1907/2006 - Registration, Evaluation, and Authorization of Chemicals) are too high for SMEs.

REACH REGULATION ESTABLISHES CORRECT OBJECTIVES FOR THE PROTECTION OF HEALTH AND ENVIRONMENT AND THE COMPANIES WHICH LAUNCH THIS APPEAL INTEND TO RESPECT EUROPEAN REGULATION.
 

REACH Regulation requires that all companies producing and importing chemical substances have to prepare a technical dossier for each substance for "Registration", specifying information about intrinsic - chemical-physical, toxicological and ecotoxicological properties - and on the uses of chemicals substances.

THE PROBLEM IS THAT THESE REGISTRATIONS HAVE AN AVERAGE COST OF € 30,000 FOR EACH SUBSTANCE (FOR SUBSTANCES WITH A PRODUCTION/IMPORTATION VOLUME OF MAX 10 TONS PER YEAR) IF THE TESTS ARE PERFORMED IN A TRADITIONAL WAY AND THEY ARE MUCH HIGHER IF THEY EXCEED 10 TONS/YEAR.

The fact that a typical SME in this sector has on average some hundred substances subject to single registration and that there is need to register as many substances as possible in order to remain competitive on the market, it becomes evident that such costs are not sustainable for them.

The risk is the closure of many SMEs and the loss of several hundreds of jobs they generate. This is a very Italian problem considering the peculiarity of our country, leader in the Eurozone for the value of SMEs (over 95%) and the undiscussed leadership in Europe for textile.

SMEs in this sector are not able to cope with these costs concerning the application of the Regulation in its’ present concept which is seriously threatening their survival and their occupation.

Italy is the world's leading textile exporter, luxury clothing and accessories, and second overall in the fashion sector.

With a share of 41% Italy is the first country in Europe for gross production value, followed by Germany with 11%, Spain with 10%, France with 8% and Great Britain with 7%. Perhaps it is the sole sector where the first country is 30 points higher than the second.

Thus without forgetting to mention the international record of Italian leather, which accounts for 65% of European production and 19% of world production.

These figures are generated by many small and prestigious manufacturing districts throughout Italy: Prato, Arzignano, Como, Biella, Bergamo, Santa Croce sull'Arno, Solofra, Naples.

The SMEs launching this petition did not limit only to warn of this almost inevitable decline but have reacted by investing their limited resources in the research of Mario Negri Institute in Milan, where researchers - perhaps the best in the world in terms of knowledge in dyestuff sector - work on methodologies and alternative applications to those on animals.

A large database has been created, thanks to the collaboration of Institutes, Universities and Governmental Organizations (ie American and Canadian EPAs) to find useful data and studies for the evaluation of dyes.

We therefore ask:

  1. formal acknowledgment by Italian and European institutions of the objective difficulties that REACH puts on SMEs and the work done so far in the definition of scientific results;
  2. an economic support on the costs for analysis and testing required for registrations;
  3. a simplified path in the REACH registration process for Enterprises that operate with this type of product.

 We need your signature

  • to defend jobs
  • to defend SMEs that work well and honestly 
  • to defend our Made in Italy!

 

(foto di Angelo Amboldi)

Questa petizione sarà consegnata a:
  • Ministro della Salute
    Beatrice Lorenzin
  • Ministro dello Sviluppo Economico
    Carlo Calenda


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