

Basta studiare a 35°C: serve un Piano Nazionale per adattare le scuole al climate change


Basta studiare a 35°C: serve un Piano Nazionale per adattare le scuole al climate change
Il problema
Basta studiare a 35°C: un piano nazionale per scuole sicure e adatte al clima di oggi.
Studiare con 35°C in aula non è istruzione. È una rinuncia al diritto allo studio. Ogni anno migliaia di studenti italiani affrontano lezioni, verifiche ed esami in aule che durante la primavera e l’inizio dell’estate raggiungono temperature insostenibili. Mentre le ondate di calore diventano sempre più frequenti, intense e durature, gran parte degli edifici scolastici continua a essere impreparata ad affrontare questa nuova realtà climatica.
Quando in classe si superano i 30 gradi, concentrarsi diventa estremamente difficile. Seguire una spiegazione, leggere, scrivere, sostenere una verifica o preparare un esame richiede uno sforzo enorme. Il caldo eccessivo provoca stanchezza, malessere, disidratazione e compromette le capacità di attenzione, memoria e apprendimento.
La ricerca scientifica conferma ciò che studenti e docenti sperimentano ogni giorno: temperature elevate negli ambienti scolastici riducono il rendimento e peggiorano le condizioni necessarie per imparare. Il caldo non è soltanto una questione di comfort. È una questione di salute, equità e qualità dell’istruzione.
Come docenti impegnati nell’educazione alla sostenibilità e alla consapevolezza climatica, osserviamo ogni anno una contraddizione sempre più evidente: chiediamo ai giovani di comprendere e affrontare le sfide del cambiamento climatico, ma continuiamo a farli studiare in edifici progettati per un clima che non esiste più.
Le scuole dovrebbero essere il primo luogo in cui l’adattamento climatico diventa una realtà concreta. Invece, in molte parti d’Italia, studenti, insegnanti e personale scolastico sono costretti a trascorrere ore in ambienti soffocanti che rendono difficile svolgere anche le attività più semplici.
Non è accettabile che nel 2026 il caldo estremo venga ancora considerato un semplice disagio temporaneo.
È una condizione strutturale che richiede interventi strutturali.
Per questo chiediamo al Ministero dell’Istruzione e del Merito, alle Regioni, alle Province, ai Comuni e a tutti gli enti competenti di avviare immediatamente un Piano Nazionale per l’Adattamento Climatico delle Scuole Italiane.
Chiediamo:
* investimenti straordinari per la riqualificazione energetica e termica degli edifici scolastici;
* installazione di sistemi efficaci di ventilazione e raffrescamento negli edifici che ne sono privi;
* realizzazione di schermature solari, tetti e pareti verdi, alberature e spazi esterni ombreggiati;
* utilizzo prioritario dei fondi nazionali ed europei destinati all’adattamento climatico e all’edilizia scolastica;
* monitoraggio sistematico delle temperature negli edifici scolastici e interventi urgenti nelle situazioni più critiche;
* definizione di linee guida nazionali per la gestione delle attività scolastiche durante le ondate di calore estremo.
Investire nell’adattamento climatico delle scuole significa tutelare la salute degli studenti e dei lavoratori della scuola, ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire concretamente il diritto all’istruzione.
Una scuola moderna non può limitarsi a insegnare il cambiamento climatico: deve essere in grado di affrontarlo.
Non possiamo chiedere ai giovani di prepararsi al futuro in edifici che non sono preparati al presente.
Questa petizione nasce dall’esperienza quotidiana di studenti e docenti e dall’impegno di insegnanti che da anni lavorano sui temi della crisi climatica e della sostenibilità nelle scuole italiane.
Firma questa petizione e aiutaci a chiedere scuole più sicure, più moderne e più resilienti.
Perché nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere tra imparare e sopportare il caldo.

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Il problema
Basta studiare a 35°C: un piano nazionale per scuole sicure e adatte al clima di oggi.
Studiare con 35°C in aula non è istruzione. È una rinuncia al diritto allo studio. Ogni anno migliaia di studenti italiani affrontano lezioni, verifiche ed esami in aule che durante la primavera e l’inizio dell’estate raggiungono temperature insostenibili. Mentre le ondate di calore diventano sempre più frequenti, intense e durature, gran parte degli edifici scolastici continua a essere impreparata ad affrontare questa nuova realtà climatica.
Quando in classe si superano i 30 gradi, concentrarsi diventa estremamente difficile. Seguire una spiegazione, leggere, scrivere, sostenere una verifica o preparare un esame richiede uno sforzo enorme. Il caldo eccessivo provoca stanchezza, malessere, disidratazione e compromette le capacità di attenzione, memoria e apprendimento.
La ricerca scientifica conferma ciò che studenti e docenti sperimentano ogni giorno: temperature elevate negli ambienti scolastici riducono il rendimento e peggiorano le condizioni necessarie per imparare. Il caldo non è soltanto una questione di comfort. È una questione di salute, equità e qualità dell’istruzione.
Come docenti impegnati nell’educazione alla sostenibilità e alla consapevolezza climatica, osserviamo ogni anno una contraddizione sempre più evidente: chiediamo ai giovani di comprendere e affrontare le sfide del cambiamento climatico, ma continuiamo a farli studiare in edifici progettati per un clima che non esiste più.
Le scuole dovrebbero essere il primo luogo in cui l’adattamento climatico diventa una realtà concreta. Invece, in molte parti d’Italia, studenti, insegnanti e personale scolastico sono costretti a trascorrere ore in ambienti soffocanti che rendono difficile svolgere anche le attività più semplici.
Non è accettabile che nel 2026 il caldo estremo venga ancora considerato un semplice disagio temporaneo.
È una condizione strutturale che richiede interventi strutturali.
Per questo chiediamo al Ministero dell’Istruzione e del Merito, alle Regioni, alle Province, ai Comuni e a tutti gli enti competenti di avviare immediatamente un Piano Nazionale per l’Adattamento Climatico delle Scuole Italiane.
Chiediamo:
* investimenti straordinari per la riqualificazione energetica e termica degli edifici scolastici;
* installazione di sistemi efficaci di ventilazione e raffrescamento negli edifici che ne sono privi;
* realizzazione di schermature solari, tetti e pareti verdi, alberature e spazi esterni ombreggiati;
* utilizzo prioritario dei fondi nazionali ed europei destinati all’adattamento climatico e all’edilizia scolastica;
* monitoraggio sistematico delle temperature negli edifici scolastici e interventi urgenti nelle situazioni più critiche;
* definizione di linee guida nazionali per la gestione delle attività scolastiche durante le ondate di calore estremo.
Investire nell’adattamento climatico delle scuole significa tutelare la salute degli studenti e dei lavoratori della scuola, ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire concretamente il diritto all’istruzione.
Una scuola moderna non può limitarsi a insegnare il cambiamento climatico: deve essere in grado di affrontarlo.
Non possiamo chiedere ai giovani di prepararsi al futuro in edifici che non sono preparati al presente.
Questa petizione nasce dall’esperienza quotidiana di studenti e docenti e dall’impegno di insegnanti che da anni lavorano sui temi della crisi climatica e della sostenibilità nelle scuole italiane.
Firma questa petizione e aiutaci a chiedere scuole più sicure, più moderne e più resilienti.
Perché nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere tra imparare e sopportare il caldo.

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Petizione creata in data 10 giugno 2026