In Italia, nonostante l'avvento dei social network, delle pay tv come Netflix e Prime, quasi il 98% delle persone guardano la televisione. Nel nostro Paese la maggior parte dei telespettatori consumano prodotti Rai e Mediaset.
Urge constatare come l'immagine femminile sia cambiata pochissimo negli ultimi dodici anni. E' un lasso temporale che bisogna considerare dalla popolarità del documentario di Lorella Zanardo Il corpo delle Donne, che aveva analizzato il ruolo fortemente stereotipato della figura femminile all'interno della maggioranza delle trasmissioni televisive di entrambe le reti.
Allora si analizzava l'eccessiva sessualizzazione femminile, che ancora persiste nella maggior parte delle trasmissioni, seppur più contenuta. L'oggetto di critica non è l'abbigliamento delle figuranti, ballerine e veline che popolano il teleschermo, ma una presenza femminile meno qualificata e più accessoria. Ad oggi, infatti, la maggior parte degli esperti sono spesso uomini e questo è da analizzare anche all'interno dei talk show incentrati sulla politica e sulla pandemia.
Le figure femminili che popolano il teleschermo sono spesso di bassa qualità, ovvero all'interno di programmi trash come Ciao Darwin, il Grande Fratello e Uomini e Donne (per citarne alcuni). Poi c'è Forum. Il tribunale televisivo era nato negli anni '80 dove c'era Tina Lagostena Bassi, avvocata celebre per la sua battaglia contro la violenza di genere. Questo ci fa capire quanto la qualità dell'offerta televisiva si sia abbassata negli anni, puntando sempre più sullo svilimento della figura femminile. Forum di oggi presenta spesso figure femminili (ma anche maschili) grottesche, spesso interpretano stereotipi di genere nelle relazioni di coppia. Poi c'è Barbara Palombelli. Donna, giornalista, conduttrice di Forum. Le sue parole espresse due giorni fa sul femminicidio hanno scandalizzato numerosi telespettatori, costringendola a scusarsi ma senza porre l'accento sulla necessità di denunciare gli episodi di violenza. Non è la prima volta che la televisione, attraverso la narrazione distorta, opinioni svilenti, giustifica la violenza di genere, disattendendo ciò che la Convenzione di Istanbul aveva chiesto al nostro Paese.
Mi chiedo come è possibile che il governo non monitori ciò che avviene all'interno di ogni singola trasmissione televisiva, non emani una legge che sanzioni questi episodi. Il nostro Paese è finito più volte sulla stampa estera a causa del problema del sessismo all'interno della società e nei mass media, è così difficile chiedere una maggiore attenzione verso i contenuti che si veicolano o i messaggi che le persone addette ai lavori trasmettono?