Basta sessismo nella tv Italiana

Basta sessismo nella tv Italiana

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Doppio Standard ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Ministra Pari opportunità (Governo Draghi) e a

A una decina di anni, quando anche Lorella Zanardo, nel  documentario "Il corpo delle donne", denunciava la mercificazione della donnal'immagine femminile spesso caricaturale nei principali canali Tv, abbiamo constatato che nessuno ai vertici ha preso atto di una rivoluzione del ruolo femminile in tv.Gran parte dei programmi televisivi, infatti, continuano a utilizzare un linguaggio sessista pericoloso e carico di pregiudizi nei confronti del genere femminile, attraverso immagini stereotipate e opinioni.

Venerdì 2 aprile, ad esempio, durante una puntata di Pomeriggio 5, numerosi personaggi televisivi si sono scagliati contro la showgirl Aurora Ramazzotti per aver portato all'attenzione dei social il tema del catcalling ( molestia sessuale di tipo verbale che in gran parte dei paesi europei è sanzionata per legge). Ne è venuta fuori un'informazione che ancora oggi rifiuta il dibattito femminista, sminuisce le denunce delle donne e giustifica episodi di violenza e discriminazione contro le donne.

Durante la trasmissione, Rita Dalla Chiesa, una delle donne più autorevoli della tv ha dichiarato parole gravissime: "Ti accorgerai di essere vecchia quando nessuno ti farà un fischio di ammirazione e infatti a me così è successo”. Ancora una volta in tv uomini e donne più anziane continuano a perpetrare l'idea delle donne come oggetto sessuale e colpevolizzare le vittime di molestie solo per aver sporto denuncia o per essersi sottratte a un modo di mercificare le donne - soprattutto le giovanissime - diffuso ancora in tv.

Ancora sul #catcalling, il 27 aprile, Amadeus, un altro big della Rai, durante la trasmissione de I Soliti Ignoti ha affermato dichiarazioni pericolose: “Oggi (le donne) denunciano troppo, quello che oggi potrebbe sembrare stalking (offrire i passaggi a sconosciute) in realtà poteva essere romanticismo, galanteria, bisogna sempre scindere le due cose altrimenti si fa di tutta l’erba un fascio e qualsiasi approccio con una ragazza, anche con un complimento, diventa una cosa negativa.” 

Da una parte, quindi, le donne si mettono di proposito a rischio, dall'altra gli uomini vengono discolpati perché "una molestia o stupro non è violenza". Non è la prima volta che questo accade, ricordiamo come sono stati affrontati i dibattiti sul movimento Metoo e quello che è successo nel corso del 2020/2021, diverse trasmissioni hanno trattato l'inchiesta dello stupro a "Terrazza Sentimento", invitando in studio conoscenti del presunto stupratore per criminalizzare ragazzine che hanno sporto denuncia per una serie di stupri efferati che avvenivano in villa. 

Durante i dibattiti la vita e il comportamento delle vittime sono stati messi sotto esame, come se ci fosse una giustificazione nei confronti di un uomo che pone violenza contro una donna e come se sporgere denuncia non sia atto dovuto. Anche le televisioni pubbliche perpetrano spesso talk-show o narrazioni distorte che assomigliano più a un processo verso le vittime di stupri, maltrattamenti e femminicidi, etichettate come istigatrici o donne di facili costumi e guardate con sospetto

Risalgono a settembre del 2021 le dichiarazioni della conduttrice di Forum Barbara Palombelli, la quale affermò sugli ultimi 7 femminicidi che si sono consumati in una sola settimana, queste parole: “gli uomini che hanno ucciso le donne in questi giorni sono veramente così fuori di testa o c'è stato un comportamento esasperante da parte delle vittime?”.

D'altra parte, in altre trasmissioni televisive, quelle legate all'intrattenimento si continua a proporre un ruolo femminile accessorio, legato soltanto all'aspetto fisico e mediante la presenza e la rappresentazione delle donne in maniera caricaturale e molto spesso sessualizzata, vedesi trasmissioni come l'Eredità, Striscia la Notizia, ma sopratutto Ciao Darwin o Avanti un Altro (dove peraltro il catcalling viene inscenato in pratica dagli ospiti in studio).

Anche la tv pubblica non è esente da misoginia e in numerose trasmissioni televisive continuano a essere poche le donne in qualità di conduttrici, giornaliste ed esperte, non solo tra gli addetti ma anche tra gli ospiti e sono diffusi atteggiamenti di mansplaning

L'osservatorio ”Le Donne Contano”, nato sul web con lo scopo di fare ricerche sulla presenza femminile in televisione, ha rilevato che le donne nei talk sono meno del 32% (Giugno 2020). Questo dato è emerso analizzando numerose trasmissioni televisive che parlano di politica e attualità. 

A poco sono valsi i numerosi appelli negli anni per migliorare la rappresentanza e rappresentazione delle donne nella televisione per quanto riguarda l'immagine e il linguaggio con il quale vengono affrontati certi temi, come le molestie sessuali e il catcalling ma perfino il femminicidio. Noi firmatar* chiediamo che l'Italia si adegui alle richieste della Convenzione di Istanbul nell'adeguamento verso una rappresentazione femminile e un dibattito di tematiche di genere coerenti e rispettose, come forma di prevenzione della violenza contro le donne e del femminicidio, (che in Italia purtroppo avviene con una frequenza di una vittima ogni 2 giorni) e per la riduzione del gap di genere, che vede l'Italia fanalino di coda in Europa.

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