Actualización de la peticiónBasta sessismo nella tv ItalianaLa Rai ha un problema con la narrazione degli stupri nelle fiction
Doppio StandardRoma, Italia
22 may 2021

Febbraio scorso l'editoriale indipendente Aestetica Sovietica ha segnalato alcune fiction della Rai chiedendo spiegazioni ai vertici, in merito alla narrazione sfalsata degli stupri. “Queste serie tv prodotte dalla Rai rappresentano un retaggio culturale imperdonabile in un Paese che già fa molta fatica a credere alle violenze sessuali”, hanno scritto.

Troppi stereotipi di genere che rappresentano le donne nei panni di accusatrici di falsi stupri. Sempre presunte vittime che poi si rivelano bugiarde. In un solo mese è accaduto tre volte in tre delle principali fiction trasmesse da Rai 1.

Prima è accaduto in Mina Settembre, dove l'assistente sociale interpretata da Serena Rossi scopre che un'estetista ha detto denunciato un ginecologo di una violenza sessuale mai avvenuta,  poi nella nuova serie Le indagini di Lolita Lobosco dove la protagonista Luisa Ranieri smaschera una donna che accusa un uomo di averla violentata su richiesta della moglie dell'uomo che vuole incastrarlo per poter vivere con il suo amante. Infine, di nuovo, una denuncia di stupro subito da una donna, che poi si rivela falsa nella serie con Elena Sofia Ricci Che Dio ci aiuti 6. 

La Rai, attraverso le fiction sta rafforzando un retaggio ancora diffuso nel nostro paese, che considera bugiarde le vittime di stupro che trovano la forza di denunciare i soprusi, che nel nostro paese sono molto diffusi. L'ultimo? Quello di un noto imprenditore milanese che ha narcotizzato una giovane, che si era presentata a un colloquio di lavoro, per poi abusarne. 

Sulla vicenda delle fiction Rai era partita la richiesta di chiarimenti ai vertici dall'editoriale indipendente Aestetica Sovietica che in una lettera pubblicata online si rivolge ai vertici: "Quella che poteva sembrare una coincidenza appare sempre più come un disegno politico, o quantomeno come un retaggio culturale imperdonabile in un Paese che già fa molta fatica a credere alle violenze sessuali" scrivono, ricordando poi che il servizio pubblico dovrebbe aiutare l'opinione pubblica nel debellare i pregiudizi nei confronti delle vittime di violenza sessuale, purtroppo ancora molto radicati. 

“Adesso basta. Pretendiamo spiegazioni. Queste coincidenze sono imperdonabili - proseguono -. Non tollereremo della retorica spicciola il prossimo 8 marzo. Il supporto a una battaglia lo si dà anche attraverso una rappresentazione veritiera del mondo in cui viviamo. E nel mondo in cui viviamo, quando una ragazza denuncia uno stupro, le si chiede se è sicura, se avesse bevuto, se avesse dato modo di credere al suo carnefice di starci, quanto corta fosse la gonna che indossava. Si dubita. E la Rai ci sta insegnando che facciamo bene a dubitare".

Sulla vicenda dei finti stupri nelle fiction Rai è intervenuto anche il deputato di Italia Viva e segretario della Commissione di vigilanza Rai, Michele Anzaldi che su Twitter scrive: "Sull'imperdonabile ripetersi di finti stupri nelle fiction Rai siano le donne del Cda a chiedere spiegazioni e chiarimenti, prima che a farlo debba essere un uomo, come il sottoscritto, nei confronti di un altro uomo come l'Ad Salini. Chi non ha controllato? Quanto è stato speso?". 

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