Basta propaganda contro Israele mascherata da giornalismo

Basta propaganda contro Israele mascherata da giornalismo

Il problema

Gerusalemme, Israele, 03/12/2023

 

Egregio Onorevole Augusta Montaruli;

Siamo un gruppo di cittadini italiani, israeliani e italo - israeliani di madrelingua o comunque con profonda conoscenza della lingua italiana.

Con la presente vorremmo sollevare la Sua attenzione sulle recenti e fuorvianti informazioni fornite dal giornalista di Rai News, Giammarco Sicuro.

Il giornalista in questione usa attivamente il suo profilo ufficiale Instagram, a titolo di giornalista di Rai News per diffondere la sua attività giornalistica, facendo spesso dirette con l’account ufficiale Instagram @rainewsofficial e curando in prima persona la rubrica Rai “Mappa Mondi”.

A nostro avviso Giammarco Sicuro ha tenuto un comportamento professionalmente scorretto e deontologicamente poco etico e per questo motivo vogliamo riportarle i due casi più emblematici che ci hanno destato in noi profonda indignazione e preoccupazione sullo status dell’informazione che viene passata su canali che fanno parte del sistema pubblico italiano.

In data 23 novembre 2023 Giammarco Sicuro, sulle sue storie Instagram, scrive di essersi recato in un villaggio della Cisgiordania e afferma che metà di questo era stato demolito da Israele poche ore prima.

Scrive che questo villaggio si chiama Mantiqat Shi’b al Batin e riporta quanto segue:

“Nel villaggio vivono esseri umani e molti bambini. Nelle scorse ore i bulldozer israeliani hanno distrutto alcune case. Più o meno mezzo villaggio. Pensiamo a queste famiglie con molti bambini che adesso dormono al freddo. Vorrei capire come è stato fatto ciò”.

Giammarco Sicuro sottolinea inoltre che i racconti dei rappresentanti delle ONG e dei residenti sono “scioccanti e drammatici”.

L’intera narrazione dell’evento, che si articola in più storie, è accompagnata da toni che marcano l’importanza dell’aspetto umanitario dei fatti non prendendo minimamente in considerazione gli aspetti legali, ignorati per stessa ammissione dall’autore.

Mantiqat, secondo gli accordi di Oslo, è un villaggio in area C, quindi sotto controllo amministrativo e militare israeliano. Il Comitato israeliano contro le demolizioni di case (ICAHD) scrive che in data 22 novembre 2023 il personale dell’amministrazione civile israeliana insieme alle forze israeliane hanno demolito due case e una struttura legata agli animali (una stalla) a Mantiqat.

Si è trattato di strutture costruite abusivamente intorno al 2020 e che da allora hanno ricevuto un provvedimento di fermo esercizio.

Riteniamo che la mancanza di contestualizzazione storica e l’inesistente conoscenza dell’attualità della narrazione fornita da Giammarco Sicuro sia particolarmente grave nel momento in cui viene fatto passare lo sgombero di strutture palestinesi illegali come catastrofe umanitaria causata da Israele.

La narrazione si ripete con lo stesso modus operandi e con lo stesso tono apocalittico per ogni villaggio in Cisgiordania trattato dall’autore in questione.

In data 30 novembre 2023 Giammarco Sicuro risponde ad un commento sotto un suo reportage riguardo alla storia di tale Zacaria, non meglio identificato ma definito “vittima palestinese dei coloni israeliani che da anni attaccano il suo villaggio, Tuwani, in Cisgiordania”.

Senza soffermarsi sul merito del villaggio in questione, un utente fa notare che Giammarco Sicuro non dice che in Israele vivono oltre 2 milioni di arabi che godono di tutti i diritti e che Israele è una democrazia.

Nella sua risposta Giammarco Sicuro afferma: “Ma ci sei mai stato? Ci hai mai parlato con quegli arabi israeliani? Io ci ho trascorso molto tempo e ho anche visto come vengono trattati, oltre al fatto che sono a tutti gli effetti cittadini di serie B. A partire dal diritto di voto”.

Questa del “diritto di voto” è una perfida menzogna, dato che come noto i cittadini arabi dello Stato d’Israele godono dei pieni diritti civili, incluso il diritto di eleggere e di essere eletti.

Il giorno dopo, tornando sul punto, afferma:

“I cittadini palestinesi che vivono in Israele sono cittadini di serie B. E non lo dico io, ma una legge israeliana del 2018 che definisce Israele patria del popolo ebraico declassando de facto tutti gli altri”.

A prescindere dal fatto che la legge in questione è stata oggetto di numerosi dibattiti all’interno del parlamento israeliano, affermare che tale legge classifichi i cittadini arabi israeliani come cittadini di serie B e che questi siano: “a tutti gli effetti cittadini di serie B” è profondamente scorretto dal punto di vista professionale, è deontologicamente irricevibile e non trova alcuna applicazione nella realtà dei fatti.

La legge in questione non solo non classifica gli Israeliani come cittadini di serie A o di serie B, ma non altera minimamente l’uguaglianza dei cittadini difronte alla legge né il loro diritto di voto.

La legge fra l’altro attribuisce alla lingua araba uno statuto particolare ufficialmente riconosciuto a fianco della lingua ebraica.

Sostenere quanto detto da Sicuro significa dire che in Israele la legge discrimina i cittadini arabi israeliani solo per il fatto di essere arabi, e questo rivela l’intenzione del giornalista di far passare Israele come uno Stato razzista.

La realtà dei fatti, invece, mostra al mondo intero che numerosi cittadini arabo - israeliani hanno ricoperto e ricoprono importanti cariche all’interno della società civile israeliana, nei tre settori del Legislativo, dell’Esecutivo, e del Giudiziario.

Arabi israeliani ricoprono ruoli di giornalisti e di anchorman televisivi, presidenti di importanti istituti bancari, medici primari nei grandi ospedali, professori e decani nelle principali università, parlamentari, alti ufficiali nella polizia e nell’esercito, operatori sanitari e giudici all’interno della Corte Suprema.

Giammarco Sicuro mente spudoratamente quando afferma che i cittadini arabi israeliani sarebbero discriminati “a partire dal diritto di voto”.

In un altro intervento ha affermato:

“Faccio riferimento ai circa 400mila palestinesi residenti a Gerusalemme Est (che Israele occupa dal ’67 e che ritiene a tutti gli effetti suo territorio) e che, confermo, NON possono votare alle politiche israeliane. Se da una parte è vero che una parte dei palestinesi che vivono in Israele hanno diritto di voto, questo non accade per i residenti di Gerusalemme Est che di fatto vivono in un limbo e a loro mi riferivo”.

I cittadini arabi israeliani hanno egual diritto di voto di qualsiasi altro cittadino israeliano. Giammarco Sicuro, o per mancanza di conoscenze, o per deliberata alterazione dei fatti, ignora che i residenti palestinesi di Gerusalemme Est hanno pieno diritto di voto alle elezioni municipali. Il fatto che molti preferiscano astenersi da tali elezioni non è in alcun modo imputabile all’amministrazione israeliana ma esclusivamente agli aventi diritto al voto.

Per quanto riguarda le elezioni al Parlamento, coloro i quali fra i residenti di Gerusalemme Est non hanno acquisito la cittadinanza israeliana non hanno diritto di voto – come in ogni altra democrazia al mondo.

Giammarco Sicuro afferma inoltre:

“Migliaia di palestinesi di Gerusalemme hanno richiesto la cittadinanza (per sfinimento o pragmatismo) ma Israele la concede in rarissimi casi”.

Sicuro non fornisce alcun dato sul numero delle richieste di cittadinanza e sul numero delle richieste accolte, e inventa letteralmente i motivi di tali richieste senza fornire alcuna fonte circa le affermazioni da lui riportate.

Alla luce degli evidenti errori di fatto e delle grossolane distorsioni da parte del signor Sicuro, riteniamo che il modo in cui sono state selezionate le informazioni riportate si sia basato solo e unicamente sulle sue convinzioni personali in merito all’argomento. Le numerose notizie mal raccolte e mal elaborate, la mistificazione storica e la strumentalizzazione della realtà attuata da Giammarco Sicuro sono a nostro avviso ingiustificabili. Esse sono aggravate ancora di più dalle manchevoli rettifiche più volte chieste all’interessato che vuole far passare in maniera esplicita o subliminale la falsa accusa di Apartheid nei confronti di Israele.

Come cittadini Le chiediamo con la presente che vengano presi provvedimenti circa il ruolo del signor Giammarco Sicuro perché non si può più assolutamente tollerare che vengano raggiunti livelli di disinformazione come quelli riportati dal giornalista in questione.

In fede, i firmatari

2144

Il problema

Gerusalemme, Israele, 03/12/2023

 

Egregio Onorevole Augusta Montaruli;

Siamo un gruppo di cittadini italiani, israeliani e italo - israeliani di madrelingua o comunque con profonda conoscenza della lingua italiana.

Con la presente vorremmo sollevare la Sua attenzione sulle recenti e fuorvianti informazioni fornite dal giornalista di Rai News, Giammarco Sicuro.

Il giornalista in questione usa attivamente il suo profilo ufficiale Instagram, a titolo di giornalista di Rai News per diffondere la sua attività giornalistica, facendo spesso dirette con l’account ufficiale Instagram @rainewsofficial e curando in prima persona la rubrica Rai “Mappa Mondi”.

A nostro avviso Giammarco Sicuro ha tenuto un comportamento professionalmente scorretto e deontologicamente poco etico e per questo motivo vogliamo riportarle i due casi più emblematici che ci hanno destato in noi profonda indignazione e preoccupazione sullo status dell’informazione che viene passata su canali che fanno parte del sistema pubblico italiano.

In data 23 novembre 2023 Giammarco Sicuro, sulle sue storie Instagram, scrive di essersi recato in un villaggio della Cisgiordania e afferma che metà di questo era stato demolito da Israele poche ore prima.

Scrive che questo villaggio si chiama Mantiqat Shi’b al Batin e riporta quanto segue:

“Nel villaggio vivono esseri umani e molti bambini. Nelle scorse ore i bulldozer israeliani hanno distrutto alcune case. Più o meno mezzo villaggio. Pensiamo a queste famiglie con molti bambini che adesso dormono al freddo. Vorrei capire come è stato fatto ciò”.

Giammarco Sicuro sottolinea inoltre che i racconti dei rappresentanti delle ONG e dei residenti sono “scioccanti e drammatici”.

L’intera narrazione dell’evento, che si articola in più storie, è accompagnata da toni che marcano l’importanza dell’aspetto umanitario dei fatti non prendendo minimamente in considerazione gli aspetti legali, ignorati per stessa ammissione dall’autore.

Mantiqat, secondo gli accordi di Oslo, è un villaggio in area C, quindi sotto controllo amministrativo e militare israeliano. Il Comitato israeliano contro le demolizioni di case (ICAHD) scrive che in data 22 novembre 2023 il personale dell’amministrazione civile israeliana insieme alle forze israeliane hanno demolito due case e una struttura legata agli animali (una stalla) a Mantiqat.

Si è trattato di strutture costruite abusivamente intorno al 2020 e che da allora hanno ricevuto un provvedimento di fermo esercizio.

Riteniamo che la mancanza di contestualizzazione storica e l’inesistente conoscenza dell’attualità della narrazione fornita da Giammarco Sicuro sia particolarmente grave nel momento in cui viene fatto passare lo sgombero di strutture palestinesi illegali come catastrofe umanitaria causata da Israele.

La narrazione si ripete con lo stesso modus operandi e con lo stesso tono apocalittico per ogni villaggio in Cisgiordania trattato dall’autore in questione.

In data 30 novembre 2023 Giammarco Sicuro risponde ad un commento sotto un suo reportage riguardo alla storia di tale Zacaria, non meglio identificato ma definito “vittima palestinese dei coloni israeliani che da anni attaccano il suo villaggio, Tuwani, in Cisgiordania”.

Senza soffermarsi sul merito del villaggio in questione, un utente fa notare che Giammarco Sicuro non dice che in Israele vivono oltre 2 milioni di arabi che godono di tutti i diritti e che Israele è una democrazia.

Nella sua risposta Giammarco Sicuro afferma: “Ma ci sei mai stato? Ci hai mai parlato con quegli arabi israeliani? Io ci ho trascorso molto tempo e ho anche visto come vengono trattati, oltre al fatto che sono a tutti gli effetti cittadini di serie B. A partire dal diritto di voto”.

Questa del “diritto di voto” è una perfida menzogna, dato che come noto i cittadini arabi dello Stato d’Israele godono dei pieni diritti civili, incluso il diritto di eleggere e di essere eletti.

Il giorno dopo, tornando sul punto, afferma:

“I cittadini palestinesi che vivono in Israele sono cittadini di serie B. E non lo dico io, ma una legge israeliana del 2018 che definisce Israele patria del popolo ebraico declassando de facto tutti gli altri”.

A prescindere dal fatto che la legge in questione è stata oggetto di numerosi dibattiti all’interno del parlamento israeliano, affermare che tale legge classifichi i cittadini arabi israeliani come cittadini di serie B e che questi siano: “a tutti gli effetti cittadini di serie B” è profondamente scorretto dal punto di vista professionale, è deontologicamente irricevibile e non trova alcuna applicazione nella realtà dei fatti.

La legge in questione non solo non classifica gli Israeliani come cittadini di serie A o di serie B, ma non altera minimamente l’uguaglianza dei cittadini difronte alla legge né il loro diritto di voto.

La legge fra l’altro attribuisce alla lingua araba uno statuto particolare ufficialmente riconosciuto a fianco della lingua ebraica.

Sostenere quanto detto da Sicuro significa dire che in Israele la legge discrimina i cittadini arabi israeliani solo per il fatto di essere arabi, e questo rivela l’intenzione del giornalista di far passare Israele come uno Stato razzista.

La realtà dei fatti, invece, mostra al mondo intero che numerosi cittadini arabo - israeliani hanno ricoperto e ricoprono importanti cariche all’interno della società civile israeliana, nei tre settori del Legislativo, dell’Esecutivo, e del Giudiziario.

Arabi israeliani ricoprono ruoli di giornalisti e di anchorman televisivi, presidenti di importanti istituti bancari, medici primari nei grandi ospedali, professori e decani nelle principali università, parlamentari, alti ufficiali nella polizia e nell’esercito, operatori sanitari e giudici all’interno della Corte Suprema.

Giammarco Sicuro mente spudoratamente quando afferma che i cittadini arabi israeliani sarebbero discriminati “a partire dal diritto di voto”.

In un altro intervento ha affermato:

“Faccio riferimento ai circa 400mila palestinesi residenti a Gerusalemme Est (che Israele occupa dal ’67 e che ritiene a tutti gli effetti suo territorio) e che, confermo, NON possono votare alle politiche israeliane. Se da una parte è vero che una parte dei palestinesi che vivono in Israele hanno diritto di voto, questo non accade per i residenti di Gerusalemme Est che di fatto vivono in un limbo e a loro mi riferivo”.

I cittadini arabi israeliani hanno egual diritto di voto di qualsiasi altro cittadino israeliano. Giammarco Sicuro, o per mancanza di conoscenze, o per deliberata alterazione dei fatti, ignora che i residenti palestinesi di Gerusalemme Est hanno pieno diritto di voto alle elezioni municipali. Il fatto che molti preferiscano astenersi da tali elezioni non è in alcun modo imputabile all’amministrazione israeliana ma esclusivamente agli aventi diritto al voto.

Per quanto riguarda le elezioni al Parlamento, coloro i quali fra i residenti di Gerusalemme Est non hanno acquisito la cittadinanza israeliana non hanno diritto di voto – come in ogni altra democrazia al mondo.

Giammarco Sicuro afferma inoltre:

“Migliaia di palestinesi di Gerusalemme hanno richiesto la cittadinanza (per sfinimento o pragmatismo) ma Israele la concede in rarissimi casi”.

Sicuro non fornisce alcun dato sul numero delle richieste di cittadinanza e sul numero delle richieste accolte, e inventa letteralmente i motivi di tali richieste senza fornire alcuna fonte circa le affermazioni da lui riportate.

Alla luce degli evidenti errori di fatto e delle grossolane distorsioni da parte del signor Sicuro, riteniamo che il modo in cui sono state selezionate le informazioni riportate si sia basato solo e unicamente sulle sue convinzioni personali in merito all’argomento. Le numerose notizie mal raccolte e mal elaborate, la mistificazione storica e la strumentalizzazione della realtà attuata da Giammarco Sicuro sono a nostro avviso ingiustificabili. Esse sono aggravate ancora di più dalle manchevoli rettifiche più volte chieste all’interessato che vuole far passare in maniera esplicita o subliminale la falsa accusa di Apartheid nei confronti di Israele.

Come cittadini Le chiediamo con la presente che vengano presi provvedimenti circa il ruolo del signor Giammarco Sicuro perché non si può più assolutamente tollerare che vengano raggiunti livelli di disinformazione come quelli riportati dal giornalista in questione.

In fede, i firmatari

I decisori

Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano
Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano
RAI Radiotelevisione Italiana
RAI Radiotelevisione Italiana

Aggiornamenti sulla petizione

Condividi questa petizione

Petizione creata in data 3 dicembre 2023