BASTA PERDERE TEMPO! SALVIAMO ORA O MAI PIÙ L’ALLEVAMENTO E L’ATTIVITÀ ALPESTRE IN TICINO!


BASTA PERDERE TEMPO! SALVIAMO ORA O MAI PIÙ L’ALLEVAMENTO E L’ATTIVITÀ ALPESTRE IN TICINO!
Il problema
Gruppo Territorio e Alpeggi (GTA) composto da: Alleanza Patriziale Ticinese (ALPA), Unione Contadini Ticinesi (UCT), Società Ticinese di Economia Alpestre (STEA), Associazione per la protezione del territorio dai grandi predatori (APTdaiGP), Federazione dei consorzi di allevamento ovicaprino e Federazione delle condotte veterinarie
PETIZIONE POPOLARE
Il numero di lupi nel nostro Cantone è fuori controllo: secondo i dati ufficiali sono presenti 7 branchi e 4 coppiefisse. In un territorio di 2’800 kmq, comprese tutte le zone antropizzate e i laghi è un’enormità. La Strategia Lupo Svizzera prevede una popolazione minima garantita di 12 branchi, distribuiti su cinque regioni. Per garantire la conservazione della specie e limitare i conflitti con l’agricoltura e la popolazione, nella Svizzera sudorientale che comprende Ticino, Grigioni e San Gallo, è previsto un minimo di 3 branchi. In Ticino e Grigioni ad oggi sono presenti 20 branchi accertati (13 GR e 7 TI).
I dati ufficiali parlano chiaro: dal 1° gennaio al 27settembre 2025 in Ticino, il lupo ha già predato 195 capi e si contano circa 153 capi dispersi. Un dato allarmante e in forte aumento rispetto al 2022 dove il numero dei capi predati ammontava a 78 e la situazione era già allora preoccupante. Gli allevatori sono esasperati e molti di loro hanno già “gettato la spugna” e smesso di caricare gli alpeggi o stanno valutando se vendere i propri animali.
Per troppi anni il Consiglio federale e il Governo cantonale hanno sottovalutato il problema, lasciandoche il lupo si espandesse senza agire in modo incisivo per salvaguardare l’allevamento ovino e caprino e l’attività alpestre. Invece di attivarsi presso le autorità federali per illustrare la particolare conformazione del nostro territorio, dove il 74% degli alpeggi caricati a ovini e il 79% di quelli con capre non munte, non è ragionevolmente proteggibile di notte, e addirittura il 94% di capre e pecore non lo è durante il pascolo di giorno (Rapporto Guggiari 2025), il Governo cantonale è stato attendista. Già nel 2017 si sapeva che ca. 2/3 delle greggi non erano proteggibili, poiché esplicitatonello “Studio pilota di Agridea”, ma nulla è stato fatto. Laddove è stato costretto ad agire, il Governo cantonale non è stato determinato nel trovare soluzioni efficaci, sottolineando più volte il grande numero di ore impiegate dai funzionari (remunerate), senza considerare quelle degli allevatori (non remunerate).
La situazione è divenuta insostenibile sotto molti punti di vista:
1. Le misure di protezione ufficiali hanno mostrato i loro limiti!
- Le recinzioni notturne e diurne, laddove sono possibili, causano lavoro supplementare non remunerato agli allevatori e malattie agli animalirinchiusi nei recinti forzati. Con l’espansione incontrollata del lupo, il benessere e la crescita degli animali ne soffre (danni indiretti).
- I cani da protezione possono causare disagi ai turisti che si recano in montagna con ulteriori gravi conseguenze penali per gli allevatori in caso di aggressione alle persone (diversi casi già successi).
- Altre misure passive (ad esempio i feromoni repulsivi) sono ancora in fase sperimentale, ma hanno già dimostrato i loro limiti.
- I costi (milioni di franchi che nessuno ha mai volutocomunicare alla popolazione!), a carico dello Stato (cittadine e cittadini) per implementare queste insufficienti misure sono importanti e ricorrenti; senza contare l’enorme aggravio lavorativo e finanziario a carico degli allevatori. Sia dal punto di vista tecnico che economico esse non sono più sostenibili.
- Lo stress psicofisico per gli allevatori è diventato insopportabile e dannoso per la salute.
2. Molti alpeggi sono già stati abbandonati e altri lo saranno presto!
- Nei primi anni di presenza del lupo in Ticino venivano predati soprattutto gli ovini, successivamente anche i caprini (molti allevatori hanno rinunciato a questi animali) e sono già iniziate le prime aggressioni ai giovani bovini (come sta già avvenendo da alcuni anni in altri Cantoni).
- Le famiglie contadine, che a causa del lupo devono smettere di caricare gli alpeggi o persino smettere con le proprie attività, da chi verranno sostituiti per la cura del territorio?
- Gli investimenti milionari (soldi dei contribuenti!) che i Patriziati, la Confederazione, i Cantoni e altri enti pubblici hanno investito per le ristrutturazioni del patrimonio alpestre andranno persi!
- Assisteremo ad un ulteriore avanzamento del bosco che in Ticino occupa già il 55% del nostro territorio. Tale abbandono della cura del territorio, comporterà una grande perdita di biodiversità (flora e fauna) e l’incuria accentuerà i pericoli legati agli eventi climatici estremi ai quali stiamo assistendo con sempre maggiore frequenza.
- Il paesaggio in stato di abbandono e gli alpeggi senza animali da reddito non sono certo un bel biglietto da visita per i turisti che frequentano le montagne del nostro Ticino!
3. Le tradizioni e i nostri eccellenti e apprezzati prodotti alpestri e non, stanno scomparendo e scompariranno!
4. Le giovani leve saranno ancora interessate/attratte dalle professioni del settore primario, essenziali per il tessuto economico del nostro Cantone? (cura del territorio)
5. È un dato di fatto che i lupi si avvicinano sempre di più ai centri abitati; la gente ha paura e molte attività didattiche delle scuole nei boschi sono già ora soppresse.
Considerati i danni che sta subendo l’allevamento e la pastorizia in Ticino a causa del lupo e il fatto che secondo la Convenzione di Berna, il lupo è stato declassato da strettamente protetto a protetto, si chiede, per quanto di rispettiva competenza, al Consiglio federale e al Governo cantonale di:
1. Chinarsi seriamente e concretamente sulla realtà ticinese per trovare delle soluzioni specifiche in funzione della conformazione del nostro territorio.
2. Introdurre le modifiche legislative necessarie per:
2.1. ridurre drasticamente il numero di lupi presenti in Ticino e in Svizzera in modo che lo stesso sia compatibile con l’attività alpestre;
2.2. permettere ai pastori di difendersi e difendere concretamente le loro greggi in caso di attacchi da parte del lupo;
2.3. evitare la presenza del lupo nelle zone antropizzate e dove le greggi non sono ragionevolmente proteggibili;
2.4. quantificare e pubblicare la soglia massima sopportabile di branchi di lupi nel nostro Cantone, considerando la particolarità del nostro territorio, affinché l’attività alpestre possa proseguire e soprattutto la popolazione possa continuare a vivere bene in Ticino (pensando in particolare ai nostri giovani);
3. sostenere finanziariamente l’allevamento degli animali da reddito;
4. in considerazione del rapido aumento della popolazione di lupi sul territorio, di accelerare le decisioni e gli interventi necessari per garantire la sicurezza, la sostenibilità dell’allevamento e la tutela della vita rurale in Ticino.
5. al Governo cantonale di farsi parte attiva con un dialogo incisivo e costante presso il Consiglio federale al fine di tutelare l’allevamento e l’attività alpestre in Ticino.
• BASTA CON IL MASSACRO DEI NOSTRI ANIMALI DA REDDITO E ALLO STERMINIO DEGLI ALPEGGI CARICATI A OVICAPRINI!
• COME ALLEVATORI, CITTADINI E GENITORI VOGLIAMO CONTINUARE A VIVERE NEL NOSTRO CANTONE IN LIBERTÀ E SICUREZZA, SENZA CHE LA PRESENZA ECCESSIVA DI LUPI CI COSTRINGA A RINUNCIARE AL TERRITORIO CHE DA GENERAZIONI ABITIAMO, CURIAMO E CONDIVIDIAMO!
• NON CHIEDIAMO PRIVILEGI, CHIEDIAMO RISPETTO: PER CHI ALLEVA, PER CHI CURA IL TERRITORIO. IL TICINO NON PUÒ DIVENTARE TERRA DI RINUNCIA A CAUSA DEI LUPI!
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Il problema
Gruppo Territorio e Alpeggi (GTA) composto da: Alleanza Patriziale Ticinese (ALPA), Unione Contadini Ticinesi (UCT), Società Ticinese di Economia Alpestre (STEA), Associazione per la protezione del territorio dai grandi predatori (APTdaiGP), Federazione dei consorzi di allevamento ovicaprino e Federazione delle condotte veterinarie
PETIZIONE POPOLARE
Il numero di lupi nel nostro Cantone è fuori controllo: secondo i dati ufficiali sono presenti 7 branchi e 4 coppiefisse. In un territorio di 2’800 kmq, comprese tutte le zone antropizzate e i laghi è un’enormità. La Strategia Lupo Svizzera prevede una popolazione minima garantita di 12 branchi, distribuiti su cinque regioni. Per garantire la conservazione della specie e limitare i conflitti con l’agricoltura e la popolazione, nella Svizzera sudorientale che comprende Ticino, Grigioni e San Gallo, è previsto un minimo di 3 branchi. In Ticino e Grigioni ad oggi sono presenti 20 branchi accertati (13 GR e 7 TI).
I dati ufficiali parlano chiaro: dal 1° gennaio al 27settembre 2025 in Ticino, il lupo ha già predato 195 capi e si contano circa 153 capi dispersi. Un dato allarmante e in forte aumento rispetto al 2022 dove il numero dei capi predati ammontava a 78 e la situazione era già allora preoccupante. Gli allevatori sono esasperati e molti di loro hanno già “gettato la spugna” e smesso di caricare gli alpeggi o stanno valutando se vendere i propri animali.
Per troppi anni il Consiglio federale e il Governo cantonale hanno sottovalutato il problema, lasciandoche il lupo si espandesse senza agire in modo incisivo per salvaguardare l’allevamento ovino e caprino e l’attività alpestre. Invece di attivarsi presso le autorità federali per illustrare la particolare conformazione del nostro territorio, dove il 74% degli alpeggi caricati a ovini e il 79% di quelli con capre non munte, non è ragionevolmente proteggibile di notte, e addirittura il 94% di capre e pecore non lo è durante il pascolo di giorno (Rapporto Guggiari 2025), il Governo cantonale è stato attendista. Già nel 2017 si sapeva che ca. 2/3 delle greggi non erano proteggibili, poiché esplicitatonello “Studio pilota di Agridea”, ma nulla è stato fatto. Laddove è stato costretto ad agire, il Governo cantonale non è stato determinato nel trovare soluzioni efficaci, sottolineando più volte il grande numero di ore impiegate dai funzionari (remunerate), senza considerare quelle degli allevatori (non remunerate).
La situazione è divenuta insostenibile sotto molti punti di vista:
1. Le misure di protezione ufficiali hanno mostrato i loro limiti!
- Le recinzioni notturne e diurne, laddove sono possibili, causano lavoro supplementare non remunerato agli allevatori e malattie agli animalirinchiusi nei recinti forzati. Con l’espansione incontrollata del lupo, il benessere e la crescita degli animali ne soffre (danni indiretti).
- I cani da protezione possono causare disagi ai turisti che si recano in montagna con ulteriori gravi conseguenze penali per gli allevatori in caso di aggressione alle persone (diversi casi già successi).
- Altre misure passive (ad esempio i feromoni repulsivi) sono ancora in fase sperimentale, ma hanno già dimostrato i loro limiti.
- I costi (milioni di franchi che nessuno ha mai volutocomunicare alla popolazione!), a carico dello Stato (cittadine e cittadini) per implementare queste insufficienti misure sono importanti e ricorrenti; senza contare l’enorme aggravio lavorativo e finanziario a carico degli allevatori. Sia dal punto di vista tecnico che economico esse non sono più sostenibili.
- Lo stress psicofisico per gli allevatori è diventato insopportabile e dannoso per la salute.
2. Molti alpeggi sono già stati abbandonati e altri lo saranno presto!
- Nei primi anni di presenza del lupo in Ticino venivano predati soprattutto gli ovini, successivamente anche i caprini (molti allevatori hanno rinunciato a questi animali) e sono già iniziate le prime aggressioni ai giovani bovini (come sta già avvenendo da alcuni anni in altri Cantoni).
- Le famiglie contadine, che a causa del lupo devono smettere di caricare gli alpeggi o persino smettere con le proprie attività, da chi verranno sostituiti per la cura del territorio?
- Gli investimenti milionari (soldi dei contribuenti!) che i Patriziati, la Confederazione, i Cantoni e altri enti pubblici hanno investito per le ristrutturazioni del patrimonio alpestre andranno persi!
- Assisteremo ad un ulteriore avanzamento del bosco che in Ticino occupa già il 55% del nostro territorio. Tale abbandono della cura del territorio, comporterà una grande perdita di biodiversità (flora e fauna) e l’incuria accentuerà i pericoli legati agli eventi climatici estremi ai quali stiamo assistendo con sempre maggiore frequenza.
- Il paesaggio in stato di abbandono e gli alpeggi senza animali da reddito non sono certo un bel biglietto da visita per i turisti che frequentano le montagne del nostro Ticino!
3. Le tradizioni e i nostri eccellenti e apprezzati prodotti alpestri e non, stanno scomparendo e scompariranno!
4. Le giovani leve saranno ancora interessate/attratte dalle professioni del settore primario, essenziali per il tessuto economico del nostro Cantone? (cura del territorio)
5. È un dato di fatto che i lupi si avvicinano sempre di più ai centri abitati; la gente ha paura e molte attività didattiche delle scuole nei boschi sono già ora soppresse.
Considerati i danni che sta subendo l’allevamento e la pastorizia in Ticino a causa del lupo e il fatto che secondo la Convenzione di Berna, il lupo è stato declassato da strettamente protetto a protetto, si chiede, per quanto di rispettiva competenza, al Consiglio federale e al Governo cantonale di:
1. Chinarsi seriamente e concretamente sulla realtà ticinese per trovare delle soluzioni specifiche in funzione della conformazione del nostro territorio.
2. Introdurre le modifiche legislative necessarie per:
2.1. ridurre drasticamente il numero di lupi presenti in Ticino e in Svizzera in modo che lo stesso sia compatibile con l’attività alpestre;
2.2. permettere ai pastori di difendersi e difendere concretamente le loro greggi in caso di attacchi da parte del lupo;
2.3. evitare la presenza del lupo nelle zone antropizzate e dove le greggi non sono ragionevolmente proteggibili;
2.4. quantificare e pubblicare la soglia massima sopportabile di branchi di lupi nel nostro Cantone, considerando la particolarità del nostro territorio, affinché l’attività alpestre possa proseguire e soprattutto la popolazione possa continuare a vivere bene in Ticino (pensando in particolare ai nostri giovani);
3. sostenere finanziariamente l’allevamento degli animali da reddito;
4. in considerazione del rapido aumento della popolazione di lupi sul territorio, di accelerare le decisioni e gli interventi necessari per garantire la sicurezza, la sostenibilità dell’allevamento e la tutela della vita rurale in Ticino.
5. al Governo cantonale di farsi parte attiva con un dialogo incisivo e costante presso il Consiglio federale al fine di tutelare l’allevamento e l’attività alpestre in Ticino.
• BASTA CON IL MASSACRO DEI NOSTRI ANIMALI DA REDDITO E ALLO STERMINIO DEGLI ALPEGGI CARICATI A OVICAPRINI!
• COME ALLEVATORI, CITTADINI E GENITORI VOGLIAMO CONTINUARE A VIVERE NEL NOSTRO CANTONE IN LIBERTÀ E SICUREZZA, SENZA CHE LA PRESENZA ECCESSIVA DI LUPI CI COSTRINGA A RINUNCIARE AL TERRITORIO CHE DA GENERAZIONI ABITIAMO, CURIAMO E CONDIVIDIAMO!
• NON CHIEDIAMO PRIVILEGI, CHIEDIAMO RISPETTO: PER CHI ALLEVA, PER CHI CURA IL TERRITORIO. IL TICINO NON PUÒ DIVENTARE TERRA DI RINUNCIA A CAUSA DEI LUPI!
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Petizione creata in data 30 settembre 2025