

Basta incendi dolosi sul Monte Tuscolo!
Il problema
Il Monte Tuscolo è un polmone verde per Roma, un sito archeologico di enorme importanza, uno dei luoghi protagonisti del Gran Tour e un patrimonio di biodiversità dentro il Parco Regionale dei Castelli Romani.
Ogni anno brucia. Nell'agosto 2026 gli incendi si sono susseguiti: circa cento ettari percorsi dal fuoco, fiamme arrivate fino alle case, famiglie evacuate, animali morti. Anche quest'anno sono stati trovati diversi inneschi. In tutti questi anni nessuna causa è mai stata accertata e nessun responsabile individuato.
Il fuoco torna sempre negli stessi posti, negli stessi mesi. Da luglio a settembre, quasi sempre sul versante di Grottaferrata: gli stessi prati, gli stessi boschi, le stesse pendici. Così la natura non ha il tempo di riprendersi. Le praterie e gli arbusteti secchi accanto al bosco di querce e castagni e alla pineta funzionano da miccia, e il sottobosco di felce aquilina, seccando d'estate, si comporta come un fiammifero.
Nessuno ha una responsabilità unitaria sul monte. Il Tuscolo ricade su quattro comuni — Monte Porzio Catone, Monte Compatri, Frascati e Grottaferrata — più il Parco regionale, la Comunità Montana e la Soprintendenza. Catasto incendi, ordinanze di pulizia dei terreni, manutenzione delle fasce tagliafuoco: ogni competenza è frammentata e nessuno risponde dell'insieme.
Spegnere costa molto più che prevenire. Un principio di incendio affrontato subito si circoscrive con pochi uomini e pochi mezzi. Dopo mezz'ora, con vento e vegetazione secca, servono decine di operatori, autobotti, elicotteri e Canadair — e si mettono a rischio la vita dei vigili del fuoco e dei volontari della Protezione Civile, che ogni estate intervengono con un impegno che rasenta l'eroismo. A questo si aggiungono danni ambientali difficilmente quantificabili: perdita di habitat, morte della fauna, erosione del suolo, aumento del rischio idrogeologico.
Gli strumenti per prevenire esistono e in passato hanno funzionato — pascolo controllato, barriere tagliafuoco, pulizia del sottobosco — ma vengono usati in modo sporadico o non vengono usati affatto.
Cosa chiediamo
Al Parco Regionale dei Castelli Romani e alla Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini: istituire un sistema coordinato di presidio, avvistamento e intervento rapido, con videocamere, termocamere, droni e sistemi di geolocalizzazione, e soprattutto attivare per tre mesi l'anno la Vigilanza Antincendio Boschivo (VAB). La presenza dei volontari sul territorio, anche di notte, è un deterrente concreto e permette di dare l'allarme nei primi minuti, quando un incendio si può ancora fermare.
Ai Comuni di Grottaferrata, Frascati, Monte Porzio Catone e Monte Compatri: attivarsi subito per la cura del territorio — manutenzione delle fasce tagliafuoco, pulizia del sottobosco, controllo dei terreni incolti — prima che si debba piangere una vittima.
Le aree a rischio sono conosciute. I periodi più pericolosi sono prevedibili. Bisogna esserci prima che l'incendio scoppi.
Gli incendi si combattono prima che vengano appiccati o che si sviluppino troppo. Firma per il Tuscolo.

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Il problema
Il Monte Tuscolo è un polmone verde per Roma, un sito archeologico di enorme importanza, uno dei luoghi protagonisti del Gran Tour e un patrimonio di biodiversità dentro il Parco Regionale dei Castelli Romani.
Ogni anno brucia. Nell'agosto 2026 gli incendi si sono susseguiti: circa cento ettari percorsi dal fuoco, fiamme arrivate fino alle case, famiglie evacuate, animali morti. Anche quest'anno sono stati trovati diversi inneschi. In tutti questi anni nessuna causa è mai stata accertata e nessun responsabile individuato.
Il fuoco torna sempre negli stessi posti, negli stessi mesi. Da luglio a settembre, quasi sempre sul versante di Grottaferrata: gli stessi prati, gli stessi boschi, le stesse pendici. Così la natura non ha il tempo di riprendersi. Le praterie e gli arbusteti secchi accanto al bosco di querce e castagni e alla pineta funzionano da miccia, e il sottobosco di felce aquilina, seccando d'estate, si comporta come un fiammifero.
Nessuno ha una responsabilità unitaria sul monte. Il Tuscolo ricade su quattro comuni — Monte Porzio Catone, Monte Compatri, Frascati e Grottaferrata — più il Parco regionale, la Comunità Montana e la Soprintendenza. Catasto incendi, ordinanze di pulizia dei terreni, manutenzione delle fasce tagliafuoco: ogni competenza è frammentata e nessuno risponde dell'insieme.
Spegnere costa molto più che prevenire. Un principio di incendio affrontato subito si circoscrive con pochi uomini e pochi mezzi. Dopo mezz'ora, con vento e vegetazione secca, servono decine di operatori, autobotti, elicotteri e Canadair — e si mettono a rischio la vita dei vigili del fuoco e dei volontari della Protezione Civile, che ogni estate intervengono con un impegno che rasenta l'eroismo. A questo si aggiungono danni ambientali difficilmente quantificabili: perdita di habitat, morte della fauna, erosione del suolo, aumento del rischio idrogeologico.
Gli strumenti per prevenire esistono e in passato hanno funzionato — pascolo controllato, barriere tagliafuoco, pulizia del sottobosco — ma vengono usati in modo sporadico o non vengono usati affatto.
Cosa chiediamo
Al Parco Regionale dei Castelli Romani e alla Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini: istituire un sistema coordinato di presidio, avvistamento e intervento rapido, con videocamere, termocamere, droni e sistemi di geolocalizzazione, e soprattutto attivare per tre mesi l'anno la Vigilanza Antincendio Boschivo (VAB). La presenza dei volontari sul territorio, anche di notte, è un deterrente concreto e permette di dare l'allarme nei primi minuti, quando un incendio si può ancora fermare.
Ai Comuni di Grottaferrata, Frascati, Monte Porzio Catone e Monte Compatri: attivarsi subito per la cura del territorio — manutenzione delle fasce tagliafuoco, pulizia del sottobosco, controllo dei terreni incolti — prima che si debba piangere una vittima.
Le aree a rischio sono conosciute. I periodi più pericolosi sono prevedibili. Bisogna esserci prima che l'incendio scoppi.
Gli incendi si combattono prima che vengano appiccati o che si sviluppino troppo. Firma per il Tuscolo.

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Petizione creata in data 13 settembre 2026