BASTA fumi tossici provenienti dal campo Rom "Scordovillo" di Lamezia Terme

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Da quando sono nato a Lamezia Terme – ridente piana della provincia di Catanzaro in Calabria – e dai primi anni che ho memoria, nella mia città la "questione Rom" è sempre esistita e non è mai stata risolta.

I cittadini perbene di Lamezia Terme sono infatti ostaggio di oltre 400 persone di etnia Rom che vivono nel più grande accampamento di tutto il Meridione. Accampamento che è situato nel pieno centro cittadino di Nicastro, a poche centinaia di metri dal Comune e praticamente attiguo all'ospedale della città.

Da oltre 50 anni vige in esso la più totale anarchia. Nessuna amministrazione che negli anni si è susseguita al potere della città è riuscita a smantellare il campo in questione: nessuna amministrazione. Finanche i commissari prefettizi – al momento alla guida della nostra comunità – sono riusciti a produrre un cambiamento positivo e risolutivo sull'annoso problema che attanaglia Lamezia Terme.

Eppure, il problema c'è ed è gravissimo. Gli abitanti del campo "Scordovillo", difatti, sono soliti appiccare incendi a cumuli infiniti di rifiuti vari accatastati nei confini del loro stesso campo.

I fumi di decine, centinaia, migliaia di ROGHI TOSSICI invadono ciclicamente Lamezia Terme. Tutti i suoi abitanti sono costretti a respirare le sostanze cancerogene che si sprigionano da questi incendi di chiara matrice dolosa.

Diossine, probabilmente anche metalli pesanti, per non parlare poi della verosimile presenza di amianto, vengono sprigionati nell'aria della quarta città più grande della Calabria da decenni, mettendo in serio pericolo la salute di tutto il comprensorio Lametino, andando probabilmente anche ad inficiare le coltivazioni dei campi sparsi per tutto l'hinterland.

Insomma, un vero e proprio attentato alla salute pubblica. Un vero e proprio scempio che adesso mi sono e ci siamo seccati di dover sopportare.

Oggi io dico BASTA. Lo dico per l'ultima volta, perché la questione deve essere risolta una volta e per tutte.

È inutile che io vada a ricordare tutti i reati di cui i soggetti Rom che appiccano incendi si macchiano quotidianamente; è inutile che io vada a ricordare la presenza del decreto di sgombero risalente al 2011 e mai attuato. È del tutto inutile, non è di mia competenza, e neppure servirebbe stilare un elenco degli "insuccessi" collezionati negli anni dalle varie amministrazioni poichè basta il dato oggettivo ed incontrovertibile (ovvero la presenza ultra-cinquantenaria del suddetto campo Rom) a decretare il fallimento di tutto il sistema politico-amministrativo, locale e non.

A me interessa solo una cosa. A noi DEVE interessare primariamente solo una cosa: poter respirare aria pulita. Oggi questo diritto tutelato dalla nostra Carta Costituzionale e più profondamente anche dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea non ci viene garantito e, per questo, dobbiamo ribellarci.

I fumi tossici non possono e non devono essere considerati la norma di questa città, anche se così è stato per tutti questi anni.

La nostra salute è compromessa dal fumo nero pece e dall'odore acre sprigionato in cielo dai rifiuti bruciati nel campo Rom "Scordovillo". Che io sappia, non esistono stazioni di rilevamento della qualità dell'aria che monitorino cosa viene sprigionato da questi periodici incendi. Difatti non sappiamo cosa viene bruciato e cosa abbiamo respirato.

Ed è per tale motivo che con questa petizione mi rivolgo al Ministro della salute Giulia Grillo; al Ministro dell’interno Matteo Salvini; al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa; al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.

Chiedo pertanto, facendomi portavoce dei miei concittadini:

  1. lo sgombero immediato dell’accampamento Rom “Scordovillo”
  2. l'applicazione totale ed immediata da parte delle figure preposte del Codice Penale e di Procedura Penale nei confronti di chi si rende responsabile dei reati sopra menzionati;
  3. l'installazione di una stazione di rilevamento della qualità dell'aria da parte del Comune coadiuvato possibilmente dall'Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria (Arpacal).

Firmate e fate firmare questa petizione a quante più persone possibili.

Facciamolo per la nostra salute, per la salute dei nostri familiari e, più in generale, per la salute di tutte le persone perbene che sono stanche di assistere inermi a questo scempio: degno solo di un paese incivile ed irrispettoso dei suoi cittadini.


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