PETIZIONE CHIUSA

BASTA con Motivazioni e Consensi per l'aggiunta del COGNOME MATERNO prevista dal Decreto Presidenziale 2012

Questa petizione aveva 220 sostenitori


Egregio Presidente,

accade che da alcune Prefetture vengano respinte regolari domande di aggiunta del cognome materno - alcuni mesi fa il Prefetto di Udine in carica bocciò la richiesta di entrambi i genitori d'un bimbo - formulate con motivazioni che invece da altre Prefetture sono considerate sufficienti, come da documentazione da noi acquisita.
Ciò crea intanto una disparità di trattamento sul territorio nazionale che cozza con quanto disposto dalle circolari applicative e obbliga peraltro le/i richiedenti a sostenere spese di ricorso che appaiono interamente immotivate; ma c’è dell’altro.

Ed infatti la recente sentenza della Corte Europea, che condanna per inadempienza l’Italia in merito all’esclusione del cognome materno dal cognome dei figli, induce me e coloro che da tempo ormai immemorabile si battono per una modifica della normativa esistente a chiederLe di intervenire direttamente, rimuovendo A MONTE quelle difficoltà oggettive che come già detto rendono talvolta inapplicabile - e comunque, per le sue modalità, sempre offensiva per le donne - ogni richiesta di aggiunta del cognome materno - pur prevista dal D.P.R. n. 54 del 13 Marzo 2012

Queste difficoltà hanno un nome: si chiamano MOTIVAZIONI e CONSENSI e la richiesta che qui Le rivolgiamo è pienamente giustificata e legittima. 

Riportiamo un passo della sentenza della Corte Europea: “Una distinzione è discriminatoria ai sensi dell’art. 14 se essa difetta di giustificazione obiettiva e ragionevole. L’esistenza di una distinzione di questo tipo si valuta alla luce dei principi che normalmente prevalgono nelle società democratiche. Una differenza di trattamento nell’esercizio d’un diritto enunciato dalla Convenzione non deve solamente perseguire uno scopo legittimo: l’articolo 14 risulta ugualmente violato se non c’è un «rapporto ragionevole di proporzionalità tra i mezzi utilizzati e il fine preposto» (paragrafo 59 del testo)”.
Detto in altre parole, la tutela dello stato di figlio legittimo non può essere affidata alla presenza vincolante del cognome paterno con esclusione di quello materno, risultando tale mezzo esorbitante rispetto allo scopo prefissato.

Ora, come anche Lei saprà avendo avuto una madre, le donne non esibiscono motivazioni né chiedono consensi al momento di mettere al mondo i loro figli e non esiste una ragione etica o legale sostenibile per la quale tali forche caudine discriminanti abbiano ancora a sussistere nella vetusta pratica italiana.
La prassi di richiedere motivazioni e consensi in relazione all’aggiunta del cognome materno costituisce una VIOLAZIONE CONTINUATA E IRRAGIONEVOLE degli artt 8 e. 14 della Convenzione. E infatti tale prassi, nei casi di figli nati nel matrimonio o riconosciuti alla nascita dal padre, non fa che proiettare e ribadire anche sul piano amministrativo quella discriminazione giuridica padre-madre e dunque uomo-donna, che è ormai accertata fonte di condanna.

In attesa che il Parlamento si decida a modificare con apposita legge la normativa esistente (a tal proposito Le segnaliamo in calce una nostra petizione al riguardo), Le chiediamo di voler aggiornare il D.P.R. n. 54 del 13 Marzo 2012 nel senso da noi richiesto e oggi imposto dalla sentenza della Corte Europea nella parte in cui recita: “Tenuto conto della situazione constatata, la Corte ritiene che dovranno essere adottate riforme nella legislazione e/o nella pratica italiana al fine di rendere questa legislazione e questa pratica compatibili con le conclusioni a cui essa è pervenuta nella presente sentenza e di assicurare il rispetto delle esigenze espresse dagli artt. 8 e 14 della Convenzione”.  

Contando sul Suo attivo interessamento del quale non vogliamo dubitare, Le porgiamo i nostri più sentiti e grati saluti.

Per la Petizione con la nostra Proposta di legge:
http://www.change.org/it/petizioni/proposta-di-legge-in-10-articoli-per-il-doppio-cognome-paritario-al-parlamento-italiano-ai-ministeri-di-giustizia-e-interno-e-al-dipartimento-per-le-pari-opportunità

Milano, 7 gennaio 2014 

Aggiungiamo anche il link per la Petizione con la nostra successiva Proposta di legge per il Cognome a Scelta:

http://www.change.org/it/petizioni/parlamento-italiano-basta-esporsi-alle-condanne-della-corte-europea-una-legge-egualitaria-sulla-scelta-del-cognome-dei-figli-è-possibile

 

 

 



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