Basta ban arbitrari su WhatsApp: vogliamo trasparenza e assistenza umana da Meta

Basta ban arbitrari su WhatsApp: vogliamo trasparenza e assistenza umana da Meta

Il problema

1️⃣ E se domattina ti svegliassi e non potessi più accedere al tuo WhatsApp?

Niente più messaggi, nessuna spiegazione, solo una schermata: “Questo account non può usare WhatsApp.”

E se nessuno ti rispondesse?

Né un numero da chiamare, né una persona vera con cui parlare.

Solo bot, risposte automatiche e silenzio.

Ti sembra normale?

Ogni giorno, migliaia di persone vengono disconnesse da WhatsApp senza motivo chiaro, perdendo chat, ricordi, clienti, documenti, lavoro.

Un intero pezzo di vita — cancellato — senza possibilità di difendersi.

 

2️⃣ E se fossi un imprenditore e i tuoi clienti non potessero più contattarti?

E se avessi perso preventivi, contratti, conversazioni importanti?

Cosa faresti se un sistema che usi ogni giorno per lavorare decidesse, da un momento all’altro, che non puoi più accedere?

È quello che accade a tantissimi utenti: vengono bannati senza preavviso e senza alcuna possibilità di chiarire o far valere le proprie ragioni.

WhatsApp oggi non è un semplice mezzo di comunicazione: è una parte della nostra vita quotidiana, un canale vitale per lavoro, famiglia e relazioni.

Eppure, quando qualcosa va storto, non c’è nessuno che ti ascolti.

 

3️⃣ E se tutto questo succedesse a te, proprio domani?

È arrivato il momento di dire basta.

Non chiediamo miracoli, chiediamo trasparenza.

Vogliamo sapere perché un account viene sospeso, da chi, con quali criteri, e come si può fare ricorso.

Vogliamo che Meta apra una sede operativa in Italia, con un servizio clienti umano, reale, accessibile.

Non è solo una questione tecnica: è una questione di diritti digitali, di dignità e di rispetto.

 

Firma questa petizione se anche tu credi che dietro ogni account ci sia una persona, non un numero.

Perché domani potresti essere tu quello tagliato fuori, senza voce, senza spiegazioni.

E noi questo non lo accetteremo mai più.

avatar of the starter
Giovanni FerrariPromotore della petizione

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Il problema

1️⃣ E se domattina ti svegliassi e non potessi più accedere al tuo WhatsApp?

Niente più messaggi, nessuna spiegazione, solo una schermata: “Questo account non può usare WhatsApp.”

E se nessuno ti rispondesse?

Né un numero da chiamare, né una persona vera con cui parlare.

Solo bot, risposte automatiche e silenzio.

Ti sembra normale?

Ogni giorno, migliaia di persone vengono disconnesse da WhatsApp senza motivo chiaro, perdendo chat, ricordi, clienti, documenti, lavoro.

Un intero pezzo di vita — cancellato — senza possibilità di difendersi.

 

2️⃣ E se fossi un imprenditore e i tuoi clienti non potessero più contattarti?

E se avessi perso preventivi, contratti, conversazioni importanti?

Cosa faresti se un sistema che usi ogni giorno per lavorare decidesse, da un momento all’altro, che non puoi più accedere?

È quello che accade a tantissimi utenti: vengono bannati senza preavviso e senza alcuna possibilità di chiarire o far valere le proprie ragioni.

WhatsApp oggi non è un semplice mezzo di comunicazione: è una parte della nostra vita quotidiana, un canale vitale per lavoro, famiglia e relazioni.

Eppure, quando qualcosa va storto, non c’è nessuno che ti ascolti.

 

3️⃣ E se tutto questo succedesse a te, proprio domani?

È arrivato il momento di dire basta.

Non chiediamo miracoli, chiediamo trasparenza.

Vogliamo sapere perché un account viene sospeso, da chi, con quali criteri, e come si può fare ricorso.

Vogliamo che Meta apra una sede operativa in Italia, con un servizio clienti umano, reale, accessibile.

Non è solo una questione tecnica: è una questione di diritti digitali, di dignità e di rispetto.

 

Firma questa petizione se anche tu credi che dietro ogni account ci sia una persona, non un numero.

Perché domani potresti essere tu quello tagliato fuori, senza voce, senza spiegazioni.

E noi questo non lo accetteremo mai più.

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Giovanni FerrariPromotore della petizione

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