
Basta "Affiliazioni di Facciata": Tutele Reali e Fondi Vincolati per il Calcio Femminile
Il problema
Obiettivo principale
Chiedere alla FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) e al Ministero per lo Sport e i Giovani una riforma immediata del Sistema delle Licenze Nazionali per fermare lo smantellamento dei settori femminili locali operato dai club professionistici maschili, garantendo continuità, investimenti reali e tutele per le calciatrici del territorio.
(Lettera Aperta)
Al Presidente della FIGC
Al Ministro per lo Sport e i Giovani
Ai Presidenti delle Leghe Professionistiche
Oggi il calcio femminile italiano sta vivendo una profonda ingiustizia. Dietro la facciata del professionismo in Serie A, si nasconde un sistema normativo che, nelle categorie minori e nei settori giovanili, calpesta i sacrifici di migliaia di atlete e delle loro famiglie.
Per iscriversi ai campionati (come la Serie B maschile), i club professionistici hanno l'obbligo federale di promuovere il calcio femminile. Tuttavia, i regolamenti attuali contengono una scappatoia inaccettabile: la possibilità di ricorrere a deroghe regionali e affiliazioni esterne. Molti club maschili decidono così di azzerare i contratti annuali delle proprie calciatrici e di chiudere le squadre locali, esternalizzando l'obbligo a società terze, spesso situate in altre province a decine o centinaia di chilometri di distanza.
Questo meccanismo riduce le calciatrici a semplici "strumenti burocratici" per l'ottenimento delle licenze maschili. Le atlete si trovano davanti a un bivio drammatico: abbandonare lo sport oppure viaggiare a proprie spese, senza stipendio, affrontando pesanti disagi logistici ed economici. Al contempo, i fondi che dovrebbero sostenere il movimento femminile locale spariscono nei bilanci generali dei club maschili.
Non possiamo più tollerare questo sfruttamento normativo. Il calcio femminile non è un obbligo burocratico da aggirare, ma un diritto sportivo da tutelare.
Le nostre tre richieste fondamentali
I sottoscritti firmatari chiedono alla FIGC e alle istituzioni competenti l'introduzione immediata di tre riforme restrittive nel manuale delle Licenze Nazionali:
1. Obbligo di sviluppo interno e divieto di "Affiliazioni di Facciata"
Vietare ai club maschili professionistici di adempiere agli obblighi di licenza tramite affiliazioni con società terze fuori dalla propria provincia, qualora vi siano atlete tesserate o realtà disponibili sul territorio.
Imporre l'obbligo di mantenere strutture giovanili e prime squadre gestite direttamente dal club all'interno dei confini provinciali, salvaguardando il radicamento geografico e la logistica delle atlete.
2. Tracciabilità totale e vincolo di destinazione per i fondi
Introdurre l'obbligo di rendicontazione separata per il settore femminile all'interno dei bilanci dei club maschili.
Vincolare l'utilizzo di ogni risorsa, contributo pubblico o quota dei diritti televisivi destinata al calcio femminile esclusivamente a spese documentate per il settore rosa (strutture, trasporti, staff tecnico, rimborsi atlete), istituendo sanzioni severissime e il blocco del calciomercato maschile per i club inadempienti.
3. Contratti standard e tutele minime per il dilettantismo
Introdurre un accordo collettivo obbligatorio per le categorie dilettantistiche collegate ai club professionistici (Serie B e settori giovanili), che garantisca alle calciatrici la copertura totale delle spese di trasporto, tutele sanitarie e rimborsi minimi garantiti, superando la precarietà dei contratti annuali senza garanzie.

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Il problema
Obiettivo principale
Chiedere alla FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) e al Ministero per lo Sport e i Giovani una riforma immediata del Sistema delle Licenze Nazionali per fermare lo smantellamento dei settori femminili locali operato dai club professionistici maschili, garantendo continuità, investimenti reali e tutele per le calciatrici del territorio.
(Lettera Aperta)
Al Presidente della FIGC
Al Ministro per lo Sport e i Giovani
Ai Presidenti delle Leghe Professionistiche
Oggi il calcio femminile italiano sta vivendo una profonda ingiustizia. Dietro la facciata del professionismo in Serie A, si nasconde un sistema normativo che, nelle categorie minori e nei settori giovanili, calpesta i sacrifici di migliaia di atlete e delle loro famiglie.
Per iscriversi ai campionati (come la Serie B maschile), i club professionistici hanno l'obbligo federale di promuovere il calcio femminile. Tuttavia, i regolamenti attuali contengono una scappatoia inaccettabile: la possibilità di ricorrere a deroghe regionali e affiliazioni esterne. Molti club maschili decidono così di azzerare i contratti annuali delle proprie calciatrici e di chiudere le squadre locali, esternalizzando l'obbligo a società terze, spesso situate in altre province a decine o centinaia di chilometri di distanza.
Questo meccanismo riduce le calciatrici a semplici "strumenti burocratici" per l'ottenimento delle licenze maschili. Le atlete si trovano davanti a un bivio drammatico: abbandonare lo sport oppure viaggiare a proprie spese, senza stipendio, affrontando pesanti disagi logistici ed economici. Al contempo, i fondi che dovrebbero sostenere il movimento femminile locale spariscono nei bilanci generali dei club maschili.
Non possiamo più tollerare questo sfruttamento normativo. Il calcio femminile non è un obbligo burocratico da aggirare, ma un diritto sportivo da tutelare.
Le nostre tre richieste fondamentali
I sottoscritti firmatari chiedono alla FIGC e alle istituzioni competenti l'introduzione immediata di tre riforme restrittive nel manuale delle Licenze Nazionali:
1. Obbligo di sviluppo interno e divieto di "Affiliazioni di Facciata"
Vietare ai club maschili professionistici di adempiere agli obblighi di licenza tramite affiliazioni con società terze fuori dalla propria provincia, qualora vi siano atlete tesserate o realtà disponibili sul territorio.
Imporre l'obbligo di mantenere strutture giovanili e prime squadre gestite direttamente dal club all'interno dei confini provinciali, salvaguardando il radicamento geografico e la logistica delle atlete.
2. Tracciabilità totale e vincolo di destinazione per i fondi
Introdurre l'obbligo di rendicontazione separata per il settore femminile all'interno dei bilanci dei club maschili.
Vincolare l'utilizzo di ogni risorsa, contributo pubblico o quota dei diritti televisivi destinata al calcio femminile esclusivamente a spese documentate per il settore rosa (strutture, trasporti, staff tecnico, rimborsi atlete), istituendo sanzioni severissime e il blocco del calciomercato maschile per i club inadempienti.
3. Contratti standard e tutele minime per il dilettantismo
Introdurre un accordo collettivo obbligatorio per le categorie dilettantistiche collegate ai club professionistici (Serie B e settori giovanili), che garantisca alle calciatrici la copertura totale delle spese di trasporto, tutele sanitarie e rimborsi minimi garantiti, superando la precarietà dei contratti annuali senza garanzie.

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Petizione creata in data 26 agosto 2026