Barriera naturale per fermare gli incendi nel Parco in zona Marina di Andrano


Barriera naturale per fermare gli incendi nel Parco in zona Marina di Andrano
Il problema
Il 6 agosto sono andati distrutti 140 ettari di vegetazione nell’area del Parco Otranto-Santa Maria di Leuca-Bosco di Tricase.
Lo stato del Parco post incendio
L'incendio, oltre a devastare una grande area di macchia mediterranea, ha causato la morte della fauna locale e l'evacuazione delle case lambite dalle fiamme. Purtroppo questo fenomeno non è nuovo agli abitanti della zona, succede ormai sempre più spesso di assistere impotenti a queste devastazioni della terra.
Molteplici sono le cause ma oggi vorremmo ragionare sulle soluzioni. Come spesso capita la soluzione è sempre stata lì, bisogna solo saperla identificare.
Il fico d'india è riconosciuto come uno degli elementi simbolo del Salento; cresce in modo del tutto autonomo e ha grande resistenza alle temperature e alla siccità, offre frutti succulenti ed è dimora di molte specie animali; un'ulteriore caratteristica di questa pianta è la grande presenza di acqua e di gel nei suoi tessuti, elementi che la rendono un ostacolo naturale al fuoco e alla sua avanzata: lunghe siepi di fichi d’india possono diventare delle vere e proprie "cinture di sicurezza" per bloccare o ritardare la propagazione delle fiamme.
In passato, in altre zone del mondo, gli agricoltori usavano piantare sui confini dei terreni coltivati due file di fico d'India, distanziate di qualche metro l'una dall'altra, per creare una barriera tagliafuoco.
La dimostrazione di questa incredibile capacità di resistenza al fuoco ci viene offerta proprio in questi giorni: nell'area avvolta dalle fiamme è possibile osservare dei cespugli di fichi d'india che hanno dimostrato una resistenza eccezionale alle fiamme, con solo un leggero rinsecchimento delle zone marginali alla siepe.
Da qui la nostra proposta: piantare cespugli di fico d'india per circa un metro di larghezza, perpendicolari alla costa, in grado di rendere la zona Parco molto meno esposta alla propagazione delle fiamme, con lo scopo di limitare catastrofi ecologiche come quella a cui abbiamo assistito nei giorni scorsi.
Vi invitiamo quindi a firmare e a condividere con familiari, amici, conoscenti ed associazioni questa nostra proposta, semplice ma potenzialmente utile a contenere i danni causati dagli incendi; al raggiungimento del numero di firme necessario, la proposta sarà poi inoltrata in via ufficiale agli enti competenti, in prima istanza all'Ente gestore del Parco.
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Il problema
Il 6 agosto sono andati distrutti 140 ettari di vegetazione nell’area del Parco Otranto-Santa Maria di Leuca-Bosco di Tricase.
Lo stato del Parco post incendio
L'incendio, oltre a devastare una grande area di macchia mediterranea, ha causato la morte della fauna locale e l'evacuazione delle case lambite dalle fiamme. Purtroppo questo fenomeno non è nuovo agli abitanti della zona, succede ormai sempre più spesso di assistere impotenti a queste devastazioni della terra.
Molteplici sono le cause ma oggi vorremmo ragionare sulle soluzioni. Come spesso capita la soluzione è sempre stata lì, bisogna solo saperla identificare.
Il fico d'india è riconosciuto come uno degli elementi simbolo del Salento; cresce in modo del tutto autonomo e ha grande resistenza alle temperature e alla siccità, offre frutti succulenti ed è dimora di molte specie animali; un'ulteriore caratteristica di questa pianta è la grande presenza di acqua e di gel nei suoi tessuti, elementi che la rendono un ostacolo naturale al fuoco e alla sua avanzata: lunghe siepi di fichi d’india possono diventare delle vere e proprie "cinture di sicurezza" per bloccare o ritardare la propagazione delle fiamme.
In passato, in altre zone del mondo, gli agricoltori usavano piantare sui confini dei terreni coltivati due file di fico d'India, distanziate di qualche metro l'una dall'altra, per creare una barriera tagliafuoco.
La dimostrazione di questa incredibile capacità di resistenza al fuoco ci viene offerta proprio in questi giorni: nell'area avvolta dalle fiamme è possibile osservare dei cespugli di fichi d'india che hanno dimostrato una resistenza eccezionale alle fiamme, con solo un leggero rinsecchimento delle zone marginali alla siepe.
Da qui la nostra proposta: piantare cespugli di fico d'india per circa un metro di larghezza, perpendicolari alla costa, in grado di rendere la zona Parco molto meno esposta alla propagazione delle fiamme, con lo scopo di limitare catastrofi ecologiche come quella a cui abbiamo assistito nei giorni scorsi.
Vi invitiamo quindi a firmare e a condividere con familiari, amici, conoscenti ed associazioni questa nostra proposta, semplice ma potenzialmente utile a contenere i danni causati dagli incendi; al raggiungimento del numero di firme necessario, la proposta sarà poi inoltrata in via ufficiale agli enti competenti, in prima istanza all'Ente gestore del Parco.
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Petizione creata in data 11 agosto 2022