Bando Tutela Musica Umana Vs AI - Protect Human Creativity

Bando Tutela Musica Umana Vs AI - Protect Human Creativity

Firmatari recenti
Ilaria Cavallotto e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Bando per la Tutela della Creatività Umana nella Musica

Contro l’assegnazione di copyright, royalties e visibilità a opere generate prevalentemente da Intelligenza Artificiale

Noi, artisti, musicisti, compositori e interpreti, custodi del patrimonio culturale umano, lanciamo questo bando come atto di dissenso pacifico e determinato.

La musica è espressione dell’anima umana: nasce da talento innato, sensibilità, anni di studio, emozione e fatica personale. 

Non è un output statistico generato da algoritmi addestrati su milioni di opere altrui. 

Da millenni l’umanità crea armonie, melodie, testi e arrangiamenti che riflettono l’esperienza vissuta. 

Premiare con diritti d’autore e royalties chi si limita a digitare prompt o a fare editing superficiale su contenuti generati da IA significa snaturare il diritto d’autore e danneggiare gravemente i veri creatori. Oltre che a privare gli esseri umani della possibilità di scoprire la naturale espressione artistica derivante dai sentimenti umani esternati attraverso la musica.

Riferimenti alla Risoluzione del Parlamento Europeo del 10 marzo 2026 (2025/2058(INI) – Rapporto Voss)

Il Parlamento Europeo, con larga maggioranza, ha adottato il rapporto “Diritto d’autore e intelligenza artificiale generativa – opportunità e sfide” (relatore Axel Voss, Commissione Affari Giuridici – JURI).

Questo documento:

-Ribadisce con forza che il diritto d’autore dell’Unione Europea resta ancorato al principio dell’human authorship (paternità umana). 

Secondo la giurisprudenza consolidata della Corte di Giustizia UE, un’“opera” richiede un contributo intellettuale originale dell’autore umano. 

Le opere pienamente generate da IA, senza un contributo umano creativo significativo, non sono protette da copyright e devono rimanere nel pubblico dominio.

-Riconosce esplicitamente il rischio che i contenuti generati da IA sostituiscano direttamente le opere umane sul mercato, con effetti devastanti sulla sostenibilità economica e culturale dei creatori.

-Chiede trasparenza obbligatoria sull’uso di opere protette per l’addestramento dei modelli, meccanismi efficaci di opt-out, e un mercato delle licenze che garantisca remunerazione equa ai titolari di diritti quando le loro opere vengono usate per training.

-Sottolinea la necessità di un level playing field e di proteggere l’integrità del sistema giuridico europeo, evitando che l’innovazione tecnologica avvenga a scapito dei creatori umani.

Queste indicazioni rappresentano un segnale politico importante nella direzione della tutela degli artisti. 

Tuttavia, non bastano ancora.

La risoluzione resta non vincolante e non affronta in modo sufficientemente incisivo il problema degli output prevalentemente sintetici che inondano le piattaforme di streaming, generano stream e sottraggono quote dal royalty pool condiviso.

Argomentazioni centrali

Un prompt testuale, anche raffinato, o semplici modifiche post-generazione non costituiscono “creatività significativa”. 

Non possono equipararsi al lavoro di un compositore che parte da zero con mente, strumento e sensibilità.

Assegnare diritti d’autore o royalties piene a chi usa IA per produrre in massa contenuti “credibili” ma privi di anima premia il non-artista a danno del vero talento umano, in un settore già fragile.

L’IA genera contenuti sintetici e diluisce la visibilità e gli introiti degli artisti reali, favorendo schemi di reddito passivo che sminuiscono lo studio e la dedizione, ed il prosecuio dell'espressione artistica umana.

Argomenti Etici e Culturali.

Snaturamento del Diritto d'Autore: 

Il diritto d'autore, come definito dalla Convenzione di Berna e dalla legislazione europea (Direttiva 2001/29/CE), è legato alla paternità umana di un'opera originale.

Un prompt digitato non costituisce "creatività significativa": è un'istruzione a una macchina addestrata su milioni di opere altrui, spesso senza consenso.

L'US Copyright Office (report del 29 gennaio 2025) e l'AI Act UE (in vigore dal 2026) richiedono authorship umana sostanziale, ma le interpretazioni lassiste permettono ibridi IA-umani che premiano input minimi. 

Questo è eticamente inaccettabile: premia il "direttore" di un algoritmo, non il creatore autentico, erodendo il terreno fertile per talenti naturali.

Danno Economico agli Artisti:

In un settore già fragile, dove il 90% dei musicisti guadagna meno di 1.000 euro annui da streaming, l'IA genera "slop" (contenuti di bassa qualità) che inonda piattaforme come Spotify (34% delle upload su Deezer nel 2025). 

Questo sottrae royalties dal pool condiviso, favorendo schemi fraudolenti (es. bot per gonfiare stream, come il caso Michael Smith del 2025). Artisti reali, dotati di "dono naturale" vedono ridotta la visibilità e gli introiti, mentre non-artisti lucrano su prompt.

Deriva Socio-Culturale: 

L'IA priva la musica di anima e cuore, riducendola a derivati mediocri.

Casi come Xania Monet, un "artista" che di fatto non esiste,  e che non è possibile vedere ed ascoltare dal vivo (Generata dall'AI, con 3 milioni di dollari in diritti venduti) illudono i giovani con la visione di un "reddito passivo facile", scoraggiando studio e passione. 

Senza intervento, raggiungiamo un punto di non ritorno: una mediocre cultura omogeneizzata, dove l'umano è sostituito da macchine. 

Vi e da prendere d'esempio Bandcamp che ha bandito l'IA fully-generated dal 2026.

Tutte le altre piattaforme devono seguire.

Questi contenuti invadono lo spazio culturale collettivo fingendo di appartenere alla tradizione musicale umana. 

Ciò produce una deriva culturale perché:

1) Diluisce e falsifica la memoria storica della musica creata dall’uomo.

2) Sottrae visibilità e valore economico ai veri artisti e compositori.

3) Inquina l’immaginario collettivo con un patrimonio “artificiale” che non porta alcuna esperienza umana, emozione autentica o contesto storico reale.

4) Rischia di rendere progressivamente irrilevante la creazione artistica umana, sostituendola con simulacri algoritmici.

Esempio concreto della deriva in atto: 

Il caso Eddie Dalton.

Un caso emblematico di questa grave distorsione è rappresentato da Eddie Dalton, un “artista” che non esiste nella realtà. 

Si tratta di un’entità completamente generata da intelligenza artificiale: voce, musica, immagine e identità sono state create artificialmente.

Nonostante ciò, grazie all’algoritmo di Spotify, questo profilo fittizio ha raggiunto oltre 1 milione di ascoltatori mensili, con tracce che superano i milioni di stream.

Spotify non applica alcuna etichettatura chiara e visibile (“AI Generated” o simile) sul profilo, lasciando così che gli ascoltatori credano di trovarsi di fronte a un artista umano autentico.

Questo comportamento è ingannevole verso il pubblico e rappresenta una competizione sleale nei confronti di migliaia di artisti indipendenti in carne e ossa, che con musica autentica, talento reale e anni di dedizione faticano enormemente a ottenere visibilità sulla stessa piattaforma.

Questo non è un caso isolato, (di profili del genere sulle piattaforme di audio streaming ne esistono già troppi), ma il sintomo di una deriva socio-culturale pericolosa: 

Si sta sostituendo progressivamente la creazione artistica umana, fatta di sensibilità, emozione e esperienza vissuta, con prodotti sintetici generati in serie, privi di anima.

Una musica senza cuore viene spinta dall’algoritmo, mentre la vera espressione umana viene emarginata.

Questo processo non solo danneggia economicamente gli artisti reali, ma impoverisce culturalmente l’intera società, abituando le nuove generazioni a un’arte artificiale, omologata e senza profondità, poiché senz'anima.

Proposte concrete che chiediamo alle istituzioni

Alla luce della Risoluzione Voss del 10 marzo 2026, chiediamo che la Commissione Europea, nel riesame della Direttiva Copyright DSM previsto per il 2026, traduca le raccomandazioni in norme vincolanti che vadano oltre:

1- Esclusione esplicita dal copyright e dalle royalties per opere generate da AI.

2- Obbligo di etichettatura obbligatoria e trasparente di tutti i contenuti AI-generated sulle piattaforme di streaming (Spotify, Apple Music, Amazon music, ecc.), con esclusione dalle playlist algoritmiche e nel royalty pool principale.

3- Detection obbligatoria di contenuti sintetici e filtri anti-spam rafforzati, ispirati ai tool già esistenti (es. quelli di Deezer, accurati al 98%).

4- Priorità e visibilità preferenziale per le opere create da esseri umani, per preservare l'arte, la diversità culturale e la sostenibilità economica degli artisti.

5- Limitare fermamente la visibilità algoritmica di materiale puramente sintetico che imita il patrimonio culturale umano.

6- Istituire inoltre fondi per formazione e promozione di talenti autentici.

7- Meccanismi efficaci di opt-out e licensing collettivo per il training, come richiesto dal rapporto Voss, ma estesi anche alla fase di output per evitare la sostituzione del lavoro umano.

APPELLO 

Chiediamo a SIAE (e tutte le società europee di tutela del diritto d'autore), Nuovo IMAIE, Ministero della Cultura, Commissione Europea, ECSA, GESAC e a tutte le associazioni di categoria di sostenere e rafforzare queste richieste, trasformando il segnale politico della Risoluzione del 10 marzo 2026 in azioni concrete a tutela della creatività umana.

La cultura non è solo intrattenimento: è identità, memoria e trasmissione generazionale di valori umani.

Lasciare che venga progressivamente sostituita da prodotti industriali generati da IA senza alcuna regolamentazione etica e culturale rappresenta un grave rischio di impoverimento antropologico.

La musica creata con anima non può essere sostituita da algoritmi, poiché la vera cultura ha bisogno di esseri umani che creano, non di macchine che simulano.

Difendiamo ciò che la natura umana ci ha donato:

il dono divino del talento autentico nell'arte.

 

Firma

Antonino Marino, Artista

Palermo, Sicilia, Italia,

4 Giugno 2026

 

(Invitiamo tutti gli artisti, musicisti e compositori a firmare e diffondere questo bando con gli hashtag #BandoMusicaUmanaVsAI e #TutelaCreativitaUmana)

______________________________________________

ENGLISH VERSION

______________________________________________

Manifesto For The Protection Of Human Creativity in Music.

Against the Assignment of Copyright, Royalties, and Visibility to Works Generated by Artificial Intelligence.

We, artists, musicians, composers and performers, guardians of the human cultural heritage, launch this manifesto as an act of peaceful and determined dissent.

Music is the expression of the human soul: it is born from innate talent, sensitivity, years of study, emotion and personal effort.

It is not a statistical output generated by algorithms trained on millions of other people’s works.

For millennia, humanity has created harmonies, melodies, lyrics and arrangements that reflect lived experience.

Granting copyright and royalties to those who merely type prompts or make superficial edits to AI-generated content means distorting the very concept of copyright and seriously damaging genuine creators.

It also deprives human beings of the possibility of discovering the natural artistic expression arising from human feelings externalized through music.

References to the European Parliament Resolution of 10 March 2026 (2025/2058(INI) – Voss Report)

The European Parliament, with a large majority, adopted the report “Copyright and generative artificial intelligence – opportunities and challenges” (rapporteur Axel Voss, Committee on Legal Affairs – JURI).

This document:

• Strongly reaffirms that European Union copyright law remains anchored in the principle of human authorship.

According to the consolidated case law of the Court of Justice of the EU, a “work” requires an original intellectual contribution from the human author.

Works fully generated by AI, without significant human creative contribution, are not protected by copyright and must remain in the public domain.

• Explicitly recognizes the risk that AI-generated content may directly replace human works on the market, with devastating effects on the economic and cultural sustainability of creators.

• Calls for mandatory transparency on the use of protected works for training AI models, effective opt-out mechanisms, and a functioning licensing market that guarantees fair remuneration to rights holders when their works are used for training.

• Underlines the need for a level playing field and the protection of the integrity of the European legal system, preventing technological innovation from occurring at the expense of human creators.

These indications represent an important political signal in the direction of protecting artists.

However, they are not yet sufficient.

The resolution remains non-binding and does not address with sufficient incisiveness the problem of predominantly synthetic outputs that flood streaming platforms, generate streams and subtract shares from the shared royalty pool.

Central Arguments

A textual prompt, even a refined one, or simple post-generation modifications do not constitute “significant creativity”.

They cannot be equated with the work of a composer who starts from scratch with mind, instrument and sensitivity.

Assigning copyright or full royalties to those who use AI to mass-produce “credible” but soulless content rewards the non-artist to the detriment of true human talent, in an already fragile sector.

AI generates synthetic content and dilutes the visibility and income of real artists, favoring passive income schemes that diminish study, dedication, and the continuation of human artistic expression.

Ethical and Cultural Arguments

Distortion of Copyright:

Copyright, as defined by the Berne Convention and European legislation (Directive 2001/29/EC), is linked to the human authorship of an original work.

A typed prompt does not constitute “significant creativity”: it is an instruction given to a machine trained on millions of other works, often without consent.

The US Copyright Office (report of 29 January 2025) and the EU AI Act (in force since 2026) require substantial human authorship, but lax interpretations allow IA-human hybrids that reward minimal input.

This is ethically unacceptable: it rewards the “director” of an algorithm, not the authentic creator, eroding the fertile ground for natural talents.

Economic Damage to Artists:

In an already fragile sector, where 90% of musicians earn less than 1,000 euros per year from streaming, AI generates “slop” (low-quality content) that floods platforms like Spotify (34% of uploads on Deezer in 2025).

This subtracts royalties from the shared pool, favoring fraudulent schemes (e.g. bots to inflate streams, as in the Michael Smith case of 2025).

Real artists, endowed with a “natural gift”, see their visibility and income reduced, while non-artists profit from prompts.

Socio-Cultural Drift:

AI deprives music of soul and heart, reducing it to mediocre derivatives.

Cases like Xania Monet (AI-generated, sold rights for 3 million dollars) an "artist" who doesn't actually exist, who can't be seen or heard live, mislead young people with the vision of “easy passive income”, discouraging study and passion.

Without intervention, we reach a point of no return: a homogenized mediocre culture, where the human is replaced by machines.

Bandcamp, which has banned fully-generated AI since 2026, should be taken as an example.

All other platforms must follow.

These contents invade the collective cultural space by pretending to belong to the human musical tradition.

This produces a cultural drift because:

1) It dilutes and falsifies the historical memory of music created by humans.

2) It takes away visibility and economic value from real artists and composers.

3) It pollutes the collective imagination with an “artificial” heritage that carries no human experience,

authentic emotion or real historical context.

4) It risks making human artistic creation progressively irrelevant, replacing it with algorithmic simulacra.

Concrete Example of the Ongoing Drift:

The Eddie Dalton Case.

An emblematic case of this serious distortion is represented by Eddie Dalton, an “artist” who does not exist in reality.

It is an entity completely generated by artificial intelligence: voice, music, image and identity were artificially created.

Nevertheless, thanks to Spotify’s algorithm, this fictitious profile has reached over 1 million monthly listeners, with tracks exceeding millions of streams.

Spotify does not apply any clear and visible labeling (“AI Generated” or similar) on the profile, thus allowing listeners to believe they are dealing with an authentic human artist.

This behavior is deceptive towards the public and represents unfair competition against thousands of independent flesh-and-blood artists, who with authentic music, real talent and years of dedication struggle enormously to gain visibility on the same platform.

This is not an isolated case (there are already far too many profiles of this kind on audio streaming platforms), but the symptom of a dangerous socio-cultural drift:

We are progressively replacing human artistic creation — made of sensitivity, emotion and lived experience with synthetic products generated in series, devoid of soul.

A music without heart is pushed by the algorithm, while true human expression is marginalized.

This process not only economically damages real artists, but culturally impoverishes the entire society, accustoming new generations to an artificial, homogenized and depthless art, because it is soulless.

Concrete Proposals We Ask of Institutions

In light of the Voss Resolution of 10 March 2026, we ask that the European Commission, in the review of the DSM Copyright Directive scheduled for 2026, translate the recommendations into binding rules that go further:

1. Explicit exclusion from copyright and royalties for works created through AI.

2. Mandatory and transparent labeling of all AI-generated content on streaming platforms (Spotify, Apple Music, Amazon Music, etc.), with exclusion from algorithmic playlists and the main royalty pool.

3. Mandatory detection of synthetic content and strengthened anti-spam filters, inspired by existing tools (e.g. Deezer’s, accurate to 98%).

4. Priority and preferential visibility for works created by human beings, to preserve art, cultural diversity and the economic sustainability of artists.

5. Firmly limit the algorithmic visibility of purely synthetic material that imitates human cultural heritage.

6. Establish funds for the training and promotion of authentic talents.

7. Effective opt-out mechanisms and collective licensing for training, as requested by the Voss report, but also extended to the output phase to prevent the replacement of human labor.

APPEAL

We call on SIAE (and all European copyright societies) , Nuovo IMAIE, the Ministry of Culture, the European Commission, ECSA, GESAC and all category associations to support and strengthen these requests, transforming the political signal of the Resolution of 10 March 2026 into concrete actions to protect human creativity.

Culture is not just entertainment: it is identity, memory and generational transmission of human values.

Allowing it to be progressively replaced by industrially generated AI products without any ethical and cultural regulation represents a serious risk of anthropological impoverishment.

Music created with soul cannot be replaced by algorithms, because true culture needs human beings who create, not machines that simulate.

We defend what human nature has given us:

The divine gift of authentic talent in art.

 

Signature

Antonino Marino, Artist

Palermo, Sicily, Italy,

4 June 2026

 

(We invite all artists, musicians and composers to sign and spread this manifesto with the hashtags #HumanMusicVsAI and #ProtectHumanCreativity)

avatar of the starter
Antonino MarinoPromotore della petizioneSono Tony "Finch" Marino, canto da più di 30 anni Adoro la musica black dagli anni 40 ai 70 Da 18 anni sono il frontman della band swing JUMPIN'UP La musica è vita, emozione da condividere con il pubblico. Questo è il mio compito durante questa esistenza.

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Firmatari recenti
Ilaria Cavallotto e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Bando per la Tutela della Creatività Umana nella Musica

Contro l’assegnazione di copyright, royalties e visibilità a opere generate prevalentemente da Intelligenza Artificiale

Noi, artisti, musicisti, compositori e interpreti, custodi del patrimonio culturale umano, lanciamo questo bando come atto di dissenso pacifico e determinato.

La musica è espressione dell’anima umana: nasce da talento innato, sensibilità, anni di studio, emozione e fatica personale. 

Non è un output statistico generato da algoritmi addestrati su milioni di opere altrui. 

Da millenni l’umanità crea armonie, melodie, testi e arrangiamenti che riflettono l’esperienza vissuta. 

Premiare con diritti d’autore e royalties chi si limita a digitare prompt o a fare editing superficiale su contenuti generati da IA significa snaturare il diritto d’autore e danneggiare gravemente i veri creatori. Oltre che a privare gli esseri umani della possibilità di scoprire la naturale espressione artistica derivante dai sentimenti umani esternati attraverso la musica.

Riferimenti alla Risoluzione del Parlamento Europeo del 10 marzo 2026 (2025/2058(INI) – Rapporto Voss)

Il Parlamento Europeo, con larga maggioranza, ha adottato il rapporto “Diritto d’autore e intelligenza artificiale generativa – opportunità e sfide” (relatore Axel Voss, Commissione Affari Giuridici – JURI).

Questo documento:

-Ribadisce con forza che il diritto d’autore dell’Unione Europea resta ancorato al principio dell’human authorship (paternità umana). 

Secondo la giurisprudenza consolidata della Corte di Giustizia UE, un’“opera” richiede un contributo intellettuale originale dell’autore umano. 

Le opere pienamente generate da IA, senza un contributo umano creativo significativo, non sono protette da copyright e devono rimanere nel pubblico dominio.

-Riconosce esplicitamente il rischio che i contenuti generati da IA sostituiscano direttamente le opere umane sul mercato, con effetti devastanti sulla sostenibilità economica e culturale dei creatori.

-Chiede trasparenza obbligatoria sull’uso di opere protette per l’addestramento dei modelli, meccanismi efficaci di opt-out, e un mercato delle licenze che garantisca remunerazione equa ai titolari di diritti quando le loro opere vengono usate per training.

-Sottolinea la necessità di un level playing field e di proteggere l’integrità del sistema giuridico europeo, evitando che l’innovazione tecnologica avvenga a scapito dei creatori umani.

Queste indicazioni rappresentano un segnale politico importante nella direzione della tutela degli artisti. 

Tuttavia, non bastano ancora.

La risoluzione resta non vincolante e non affronta in modo sufficientemente incisivo il problema degli output prevalentemente sintetici che inondano le piattaforme di streaming, generano stream e sottraggono quote dal royalty pool condiviso.

Argomentazioni centrali

Un prompt testuale, anche raffinato, o semplici modifiche post-generazione non costituiscono “creatività significativa”. 

Non possono equipararsi al lavoro di un compositore che parte da zero con mente, strumento e sensibilità.

Assegnare diritti d’autore o royalties piene a chi usa IA per produrre in massa contenuti “credibili” ma privi di anima premia il non-artista a danno del vero talento umano, in un settore già fragile.

L’IA genera contenuti sintetici e diluisce la visibilità e gli introiti degli artisti reali, favorendo schemi di reddito passivo che sminuiscono lo studio e la dedizione, ed il prosecuio dell'espressione artistica umana.

Argomenti Etici e Culturali.

Snaturamento del Diritto d'Autore: 

Il diritto d'autore, come definito dalla Convenzione di Berna e dalla legislazione europea (Direttiva 2001/29/CE), è legato alla paternità umana di un'opera originale.

Un prompt digitato non costituisce "creatività significativa": è un'istruzione a una macchina addestrata su milioni di opere altrui, spesso senza consenso.

L'US Copyright Office (report del 29 gennaio 2025) e l'AI Act UE (in vigore dal 2026) richiedono authorship umana sostanziale, ma le interpretazioni lassiste permettono ibridi IA-umani che premiano input minimi. 

Questo è eticamente inaccettabile: premia il "direttore" di un algoritmo, non il creatore autentico, erodendo il terreno fertile per talenti naturali.

Danno Economico agli Artisti:

In un settore già fragile, dove il 90% dei musicisti guadagna meno di 1.000 euro annui da streaming, l'IA genera "slop" (contenuti di bassa qualità) che inonda piattaforme come Spotify (34% delle upload su Deezer nel 2025). 

Questo sottrae royalties dal pool condiviso, favorendo schemi fraudolenti (es. bot per gonfiare stream, come il caso Michael Smith del 2025). Artisti reali, dotati di "dono naturale" vedono ridotta la visibilità e gli introiti, mentre non-artisti lucrano su prompt.

Deriva Socio-Culturale: 

L'IA priva la musica di anima e cuore, riducendola a derivati mediocri.

Casi come Xania Monet, un "artista" che di fatto non esiste,  e che non è possibile vedere ed ascoltare dal vivo (Generata dall'AI, con 3 milioni di dollari in diritti venduti) illudono i giovani con la visione di un "reddito passivo facile", scoraggiando studio e passione. 

Senza intervento, raggiungiamo un punto di non ritorno: una mediocre cultura omogeneizzata, dove l'umano è sostituito da macchine. 

Vi e da prendere d'esempio Bandcamp che ha bandito l'IA fully-generated dal 2026.

Tutte le altre piattaforme devono seguire.

Questi contenuti invadono lo spazio culturale collettivo fingendo di appartenere alla tradizione musicale umana. 

Ciò produce una deriva culturale perché:

1) Diluisce e falsifica la memoria storica della musica creata dall’uomo.

2) Sottrae visibilità e valore economico ai veri artisti e compositori.

3) Inquina l’immaginario collettivo con un patrimonio “artificiale” che non porta alcuna esperienza umana, emozione autentica o contesto storico reale.

4) Rischia di rendere progressivamente irrilevante la creazione artistica umana, sostituendola con simulacri algoritmici.

Esempio concreto della deriva in atto: 

Il caso Eddie Dalton.

Un caso emblematico di questa grave distorsione è rappresentato da Eddie Dalton, un “artista” che non esiste nella realtà. 

Si tratta di un’entità completamente generata da intelligenza artificiale: voce, musica, immagine e identità sono state create artificialmente.

Nonostante ciò, grazie all’algoritmo di Spotify, questo profilo fittizio ha raggiunto oltre 1 milione di ascoltatori mensili, con tracce che superano i milioni di stream.

Spotify non applica alcuna etichettatura chiara e visibile (“AI Generated” o simile) sul profilo, lasciando così che gli ascoltatori credano di trovarsi di fronte a un artista umano autentico.

Questo comportamento è ingannevole verso il pubblico e rappresenta una competizione sleale nei confronti di migliaia di artisti indipendenti in carne e ossa, che con musica autentica, talento reale e anni di dedizione faticano enormemente a ottenere visibilità sulla stessa piattaforma.

Questo non è un caso isolato, (di profili del genere sulle piattaforme di audio streaming ne esistono già troppi), ma il sintomo di una deriva socio-culturale pericolosa: 

Si sta sostituendo progressivamente la creazione artistica umana, fatta di sensibilità, emozione e esperienza vissuta, con prodotti sintetici generati in serie, privi di anima.

Una musica senza cuore viene spinta dall’algoritmo, mentre la vera espressione umana viene emarginata.

Questo processo non solo danneggia economicamente gli artisti reali, ma impoverisce culturalmente l’intera società, abituando le nuove generazioni a un’arte artificiale, omologata e senza profondità, poiché senz'anima.

Proposte concrete che chiediamo alle istituzioni

Alla luce della Risoluzione Voss del 10 marzo 2026, chiediamo che la Commissione Europea, nel riesame della Direttiva Copyright DSM previsto per il 2026, traduca le raccomandazioni in norme vincolanti che vadano oltre:

1- Esclusione esplicita dal copyright e dalle royalties per opere generate da AI.

2- Obbligo di etichettatura obbligatoria e trasparente di tutti i contenuti AI-generated sulle piattaforme di streaming (Spotify, Apple Music, Amazon music, ecc.), con esclusione dalle playlist algoritmiche e nel royalty pool principale.

3- Detection obbligatoria di contenuti sintetici e filtri anti-spam rafforzati, ispirati ai tool già esistenti (es. quelli di Deezer, accurati al 98%).

4- Priorità e visibilità preferenziale per le opere create da esseri umani, per preservare l'arte, la diversità culturale e la sostenibilità economica degli artisti.

5- Limitare fermamente la visibilità algoritmica di materiale puramente sintetico che imita il patrimonio culturale umano.

6- Istituire inoltre fondi per formazione e promozione di talenti autentici.

7- Meccanismi efficaci di opt-out e licensing collettivo per il training, come richiesto dal rapporto Voss, ma estesi anche alla fase di output per evitare la sostituzione del lavoro umano.

APPELLO 

Chiediamo a SIAE (e tutte le società europee di tutela del diritto d'autore), Nuovo IMAIE, Ministero della Cultura, Commissione Europea, ECSA, GESAC e a tutte le associazioni di categoria di sostenere e rafforzare queste richieste, trasformando il segnale politico della Risoluzione del 10 marzo 2026 in azioni concrete a tutela della creatività umana.

La cultura non è solo intrattenimento: è identità, memoria e trasmissione generazionale di valori umani.

Lasciare che venga progressivamente sostituita da prodotti industriali generati da IA senza alcuna regolamentazione etica e culturale rappresenta un grave rischio di impoverimento antropologico.

La musica creata con anima non può essere sostituita da algoritmi, poiché la vera cultura ha bisogno di esseri umani che creano, non di macchine che simulano.

Difendiamo ciò che la natura umana ci ha donato:

il dono divino del talento autentico nell'arte.

 

Firma

Antonino Marino, Artista

Palermo, Sicilia, Italia,

4 Giugno 2026

 

(Invitiamo tutti gli artisti, musicisti e compositori a firmare e diffondere questo bando con gli hashtag #BandoMusicaUmanaVsAI e #TutelaCreativitaUmana)

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ENGLISH VERSION

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Manifesto For The Protection Of Human Creativity in Music.

Against the Assignment of Copyright, Royalties, and Visibility to Works Generated by Artificial Intelligence.

We, artists, musicians, composers and performers, guardians of the human cultural heritage, launch this manifesto as an act of peaceful and determined dissent.

Music is the expression of the human soul: it is born from innate talent, sensitivity, years of study, emotion and personal effort.

It is not a statistical output generated by algorithms trained on millions of other people’s works.

For millennia, humanity has created harmonies, melodies, lyrics and arrangements that reflect lived experience.

Granting copyright and royalties to those who merely type prompts or make superficial edits to AI-generated content means distorting the very concept of copyright and seriously damaging genuine creators.

It also deprives human beings of the possibility of discovering the natural artistic expression arising from human feelings externalized through music.

References to the European Parliament Resolution of 10 March 2026 (2025/2058(INI) – Voss Report)

The European Parliament, with a large majority, adopted the report “Copyright and generative artificial intelligence – opportunities and challenges” (rapporteur Axel Voss, Committee on Legal Affairs – JURI).

This document:

• Strongly reaffirms that European Union copyright law remains anchored in the principle of human authorship.

According to the consolidated case law of the Court of Justice of the EU, a “work” requires an original intellectual contribution from the human author.

Works fully generated by AI, without significant human creative contribution, are not protected by copyright and must remain in the public domain.

• Explicitly recognizes the risk that AI-generated content may directly replace human works on the market, with devastating effects on the economic and cultural sustainability of creators.

• Calls for mandatory transparency on the use of protected works for training AI models, effective opt-out mechanisms, and a functioning licensing market that guarantees fair remuneration to rights holders when their works are used for training.

• Underlines the need for a level playing field and the protection of the integrity of the European legal system, preventing technological innovation from occurring at the expense of human creators.

These indications represent an important political signal in the direction of protecting artists.

However, they are not yet sufficient.

The resolution remains non-binding and does not address with sufficient incisiveness the problem of predominantly synthetic outputs that flood streaming platforms, generate streams and subtract shares from the shared royalty pool.

Central Arguments

A textual prompt, even a refined one, or simple post-generation modifications do not constitute “significant creativity”.

They cannot be equated with the work of a composer who starts from scratch with mind, instrument and sensitivity.

Assigning copyright or full royalties to those who use AI to mass-produce “credible” but soulless content rewards the non-artist to the detriment of true human talent, in an already fragile sector.

AI generates synthetic content and dilutes the visibility and income of real artists, favoring passive income schemes that diminish study, dedication, and the continuation of human artistic expression.

Ethical and Cultural Arguments

Distortion of Copyright:

Copyright, as defined by the Berne Convention and European legislation (Directive 2001/29/EC), is linked to the human authorship of an original work.

A typed prompt does not constitute “significant creativity”: it is an instruction given to a machine trained on millions of other works, often without consent.

The US Copyright Office (report of 29 January 2025) and the EU AI Act (in force since 2026) require substantial human authorship, but lax interpretations allow IA-human hybrids that reward minimal input.

This is ethically unacceptable: it rewards the “director” of an algorithm, not the authentic creator, eroding the fertile ground for natural talents.

Economic Damage to Artists:

In an already fragile sector, where 90% of musicians earn less than 1,000 euros per year from streaming, AI generates “slop” (low-quality content) that floods platforms like Spotify (34% of uploads on Deezer in 2025).

This subtracts royalties from the shared pool, favoring fraudulent schemes (e.g. bots to inflate streams, as in the Michael Smith case of 2025).

Real artists, endowed with a “natural gift”, see their visibility and income reduced, while non-artists profit from prompts.

Socio-Cultural Drift:

AI deprives music of soul and heart, reducing it to mediocre derivatives.

Cases like Xania Monet (AI-generated, sold rights for 3 million dollars) an "artist" who doesn't actually exist, who can't be seen or heard live, mislead young people with the vision of “easy passive income”, discouraging study and passion.

Without intervention, we reach a point of no return: a homogenized mediocre culture, where the human is replaced by machines.

Bandcamp, which has banned fully-generated AI since 2026, should be taken as an example.

All other platforms must follow.

These contents invade the collective cultural space by pretending to belong to the human musical tradition.

This produces a cultural drift because:

1) It dilutes and falsifies the historical memory of music created by humans.

2) It takes away visibility and economic value from real artists and composers.

3) It pollutes the collective imagination with an “artificial” heritage that carries no human experience,

authentic emotion or real historical context.

4) It risks making human artistic creation progressively irrelevant, replacing it with algorithmic simulacra.

Concrete Example of the Ongoing Drift:

The Eddie Dalton Case.

An emblematic case of this serious distortion is represented by Eddie Dalton, an “artist” who does not exist in reality.

It is an entity completely generated by artificial intelligence: voice, music, image and identity were artificially created.

Nevertheless, thanks to Spotify’s algorithm, this fictitious profile has reached over 1 million monthly listeners, with tracks exceeding millions of streams.

Spotify does not apply any clear and visible labeling (“AI Generated” or similar) on the profile, thus allowing listeners to believe they are dealing with an authentic human artist.

This behavior is deceptive towards the public and represents unfair competition against thousands of independent flesh-and-blood artists, who with authentic music, real talent and years of dedication struggle enormously to gain visibility on the same platform.

This is not an isolated case (there are already far too many profiles of this kind on audio streaming platforms), but the symptom of a dangerous socio-cultural drift:

We are progressively replacing human artistic creation — made of sensitivity, emotion and lived experience with synthetic products generated in series, devoid of soul.

A music without heart is pushed by the algorithm, while true human expression is marginalized.

This process not only economically damages real artists, but culturally impoverishes the entire society, accustoming new generations to an artificial, homogenized and depthless art, because it is soulless.

Concrete Proposals We Ask of Institutions

In light of the Voss Resolution of 10 March 2026, we ask that the European Commission, in the review of the DSM Copyright Directive scheduled for 2026, translate the recommendations into binding rules that go further:

1. Explicit exclusion from copyright and royalties for works created through AI.

2. Mandatory and transparent labeling of all AI-generated content on streaming platforms (Spotify, Apple Music, Amazon Music, etc.), with exclusion from algorithmic playlists and the main royalty pool.

3. Mandatory detection of synthetic content and strengthened anti-spam filters, inspired by existing tools (e.g. Deezer’s, accurate to 98%).

4. Priority and preferential visibility for works created by human beings, to preserve art, cultural diversity and the economic sustainability of artists.

5. Firmly limit the algorithmic visibility of purely synthetic material that imitates human cultural heritage.

6. Establish funds for the training and promotion of authentic talents.

7. Effective opt-out mechanisms and collective licensing for training, as requested by the Voss report, but also extended to the output phase to prevent the replacement of human labor.

APPEAL

We call on SIAE (and all European copyright societies) , Nuovo IMAIE, the Ministry of Culture, the European Commission, ECSA, GESAC and all category associations to support and strengthen these requests, transforming the political signal of the Resolution of 10 March 2026 into concrete actions to protect human creativity.

Culture is not just entertainment: it is identity, memory and generational transmission of human values.

Allowing it to be progressively replaced by industrially generated AI products without any ethical and cultural regulation represents a serious risk of anthropological impoverishment.

Music created with soul cannot be replaced by algorithms, because true culture needs human beings who create, not machines that simulate.

We defend what human nature has given us:

The divine gift of authentic talent in art.

 

Signature

Antonino Marino, Artist

Palermo, Sicily, Italy,

4 June 2026

 

(We invite all artists, musicians and composers to sign and spread this manifesto with the hashtags #HumanMusicVsAI and #ProtectHumanCreativity)

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Antonino MarinoPromotore della petizioneSono Tony "Finch" Marino, canto da più di 30 anni Adoro la musica black dagli anni 40 ai 70 Da 18 anni sono il frontman della band swing JUMPIN'UP La musica è vita, emozione da condividere con il pubblico. Questo è il mio compito durante questa esistenza.

I decisori

Axel Voss
Axel Voss
Member of the European Parliament (Rapporteur of the Voss Report on AI & Copyright)

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Petizione creata in data 4 giugno 2026