

Banca Sanpaolo, salvate le filiali nei paesi
Il problema
Intesa Sanpaolo ha annunciato la chiusura della sua filiale a Nole (TO), ultima banca in paese e che serve circa 6.000 correntisti anche di paesi vicini. Si tratta di un ennesimo taglio ai servizi di un territorio, che ha effetti ancora più pesanti quando a essere colpite sono le filiali di piccoli-medi comuni, che rappresentano anche presidi sociali ed economici per le comunità.
Ovunque, in Piemonte e non solo, assistiamo gli effetti di una politica industriale di Intesa Sanpaolo che punta a trasformare una banca una volta di territorio in una esclusivamente commerciale e finanziaria, trasferendo tutto il servizio sul web o per telefono. Si tratta però di scelte che:
- dimenticano completamente le esigenze dei cittadini, soprattutto quelli che per le più svariate necessità hanno bisogno di un rapporto personale;
- annullano il potenziale dei rapporti umani per costruire fiducia nei clienti/correntisti;
- non considerano per nulla le scomodità enormi che esistono in molti casi per recarsi in filiali distanti anche parecchi chilometri.
Riteniamo che le ragioni economiche e di evoluzione tecnologica usate come motivazione di questi tagli siano deboli e non possano comunque giustificare l'abbandono dei territori, né la totale cancellazione del servizio in comuni o intere zone, come è accaduto e sta accadendo, tanto più in aree dove il gruppo Intesa Sanpaolo è sempre stato considerato "la" banca del territorio.
Vogliamo perciò far arrivare ai vertici di Intesa Sanpaolo la nostra protesta verso una politica industriale che dimentica le comunità e le loro esigenze e distrugge relazioni e fiducia costruita nel corso dei decenni.
Proponiamo invece che Intesa Sanpaolo torni a pensare alle filiali locali, anche nei piccoli-medi centri, come presidi nelle comunità, per costruire un servizio bancario di vicinanza e capace di fornire servizio a tanti cittadini e sostenere lo sviluppo di tanti comuni.
PETIZIONE CHIUSA
Il problema
Intesa Sanpaolo ha annunciato la chiusura della sua filiale a Nole (TO), ultima banca in paese e che serve circa 6.000 correntisti anche di paesi vicini. Si tratta di un ennesimo taglio ai servizi di un territorio, che ha effetti ancora più pesanti quando a essere colpite sono le filiali di piccoli-medi comuni, che rappresentano anche presidi sociali ed economici per le comunità.
Ovunque, in Piemonte e non solo, assistiamo gli effetti di una politica industriale di Intesa Sanpaolo che punta a trasformare una banca una volta di territorio in una esclusivamente commerciale e finanziaria, trasferendo tutto il servizio sul web o per telefono. Si tratta però di scelte che:
- dimenticano completamente le esigenze dei cittadini, soprattutto quelli che per le più svariate necessità hanno bisogno di un rapporto personale;
- annullano il potenziale dei rapporti umani per costruire fiducia nei clienti/correntisti;
- non considerano per nulla le scomodità enormi che esistono in molti casi per recarsi in filiali distanti anche parecchi chilometri.
Riteniamo che le ragioni economiche e di evoluzione tecnologica usate come motivazione di questi tagli siano deboli e non possano comunque giustificare l'abbandono dei territori, né la totale cancellazione del servizio in comuni o intere zone, come è accaduto e sta accadendo, tanto più in aree dove il gruppo Intesa Sanpaolo è sempre stato considerato "la" banca del territorio.
Vogliamo perciò far arrivare ai vertici di Intesa Sanpaolo la nostra protesta verso una politica industriale che dimentica le comunità e le loro esigenze e distrugge relazioni e fiducia costruita nel corso dei decenni.
Proponiamo invece che Intesa Sanpaolo torni a pensare alle filiali locali, anche nei piccoli-medi centri, come presidi nelle comunità, per costruire un servizio bancario di vicinanza e capace di fornire servizio a tanti cittadini e sostenere lo sviluppo di tanti comuni.
I decisori
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Petizione creata in data 15 aprile 2021