Badanti e collaboratori domestici - Diamo voce per diritti umani ai lavoratori

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La presente petizione vuole dare voce a tutti quelli che esercitando attività di lavoro domestico che di 
norma riguarda colf, badanti, baby sitter, maggiordomi e così via, che hanno dovuto sopportare la totale 
negazione dei propri diritti. A ciò ha contribuito la mancanza di rigidità nei controlli da parte delle Istituzioni 
preposte ed il conseguente approfittamento da parte dei datori di lavoro. 
Il lavoro domestico prevede delle regole ben specifiche che vanno rispettate.
Siamo un esercito muto, poco compreso, con pochi diritti perlopiù negati, che si dedica alla cura dei deboli 
anziani e delle persone non autosufficienti, pertanto abbiamo un ruolo fondamentale all’interno della 
società a cui dovrebbe corrispondere un trattamento retributivo adeguato ed una maggiore considerazione politica.
Molto spesso assimilati a carri armati – tuttofare sottopagati,  a servizio dell'intera famiglia in totale 
contrapposizione al contratto nazionale previsto per i lavoratori domestici che, comunque, a nostro parere, 
risultata iniquo.

La legge dei lavoratori domestici è stata concepita nel lontano 1958 ed è stata modificata nel sempre lontano 1972. Poche modifiche e aggiornamenti che non riflettono più la realtà in questo ambito lavorativo.

La situazione economica regionale e dei famigliari dei nostri assistiti incide seriamente sul trattamento economico dei lavoratori domestici.

Ci sono molti casi dove un lavoratore domestico assunto come badante, al minimo livello di inquadramento, deve svolgere la maggior parte delle faccende domestiche per l'intera famiglia. Una sola persona che deve assistere anziano che fa la colf, la babysitter, pure il giardiniere. Le paghe calcolate sono sempre al minimo o forfait, in certi casi sono risultate paghe di due euro a l'ora per moltissime ore al giorno.

Una altissima percentuale dei lavoratori deve assistere anziani con patologie psichiatriche terribili , tipo demenza senile, alzheimer e parkinson, patologie che incidono parecchio sullo stato psicofisico di quelli che si dedicano alle loro cure. Le patologie ortopediche e da strappi muscolari dovute a sovrappeso da spostare quotidianamente sono  un altro problema che manca di comprensione questa categoria di lavoratori. 

Per le badanti non esiste supporto psicologico e spesso crollano. Non hanno effettivamente il tempo per  andare a curarsi perché nessuno le sostituisce. Le paghe misere le determinano spesso di lavorare anche i giorni di ferie. Un contratto di lavoro garantisce l'assistenza sanitaria ospedaliera ma molto  meno i giorni di mutua che sono condizionati secondo l'anzianità maturata e non possono superare quindici giorni di calendario in un anno solare. Possiamo definire questa regola come incostituzionale perché le malattie non guariscono in tempi predetti e limitati al anno solare e proprio in uno stato di precaria salute un essere umano non può essere ignorato e abbandonato.

 I controlli non esistono, le denunce vengono spesso ignorate e le possibilità di agire in giudizio per far valere i nostri diritti avvengono meno a causa dei pochi soldi della retribuzione che percepiamo, già di per sé poca per poter vivere, per mantenere figli e famiglia, spesso lontanissimi, figuriamoci per poter sostenere un processo giudiziale.

Vorremmo lottare anche contro il lavoro nero, ma la totale assenza di controlli ci impone di accettarlo a 
condizioni servili per poter sopravvivere. L’evasione fiscale parte soprattutto dai datori di lavoro, che 
dichiarano 25 ore settimanali  e invece si lavora 54 ore a settimana.

Sarà una petizione in continuo aggiornamento per dar voce a tutte le sfaccettature e frustrazioni che 
accadono in questo ambito lavorativo, tanto ricercato ma poco rispettato e tutelato. Daremo voce nei 
commenti a chiunque abbia subito illegalità. 
Chiediamo i nostri diritti di esseri umani perché il lavoro domestico costituisce la nuova forma di schiavitù. Abbiamo bisogno di riposo per poter essere in grado di curare i nostri assistiti e prenderci cura della nostra 
famiglia. Corriamo quotidianamente seri rischi per il contagio di malattie durante le nostre attività lavorative ma non 
possiamo permetterci di ammalarci per più di un massimo di quindici giorni in un anno,  per non parlare della legge sulla sicurezza nel posto di lavoro, mai 
applicata al nostro settore.
Tante/i di noi soffrono di ansia e depressione,  dovuta allo stress e alla mancanza di adeguata cura di noi 
stesse/i, problemi ortopedici dovuti ai pesi eccessivi che molte volte siamo chiamate/i a sollevare.
Tante/i di noi ci sentiamo abbandonati ad una vecchia legge che ci sottopone ad essere considerati lavoratori di seconda mano. 
Vogliamo poter lavorare, ma non gratuitamente, non sottopagati o in condizioni servili.
Vorremmo solo vivere dignitosamente nel rispetto della legalità e dei diritti costituzionalmente garantiti.



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