Autostrade per l'Italia SpA: subentro statale e nuovo progetto di gestione e sicurezza

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Ogni giorno paghiamo cifre esorbitanti per pedaggi ricevendo un servizio pessimo. 
Pensiamo in primis agli ingorghi che riguardano SEMPRE gli stessi snodi e per cui non si fa nulla, perché a chi gestisce le autostrade non importa quale sia il nostro tempo di percorrenza ma, semplicemente, che se ne fruisca mancando di un'alternativa.
Ora si muore perchè, nonostante incassi miliardari, ponti e viadotti crollano.
E' ORA DI DIRE BASTA.

Aggiungiamo che per le imprese la nostra rete autostradale è una pietra tombale :
in Svizzera si pagano 50€ all'anno, da noi un'impresa spende migliaia di euro per ogni mezzo all'anno.
tempi di percorrenza lunghi significano più spese e meno possibilità di vendere i propri beni.

  1. Vogliamo una gestione trasparente della rete autostradale
  2. Vogliamo un cambio del quadro societario di Autostrade per l'Italia S.p.A., attraverso gli strumenti in primis dell'annullamento governativo della concessione ancor prima della revoca.
  3. Vogliamo la vignetta come in Svizzera, per cui si PREMIA il cittadino italiano, con un abbonamento fisso.
  4. Vogliamo la vignetta come in Svizzera perchè questa garantisce un introito fisso, molto meno eludibile, da cui si può decidere cosa spendere e come, mettendo come prioritari:
    ammodernamento e ristrutturazione tratti pericolosi
    miglioramento dei tratti che puntualmente sono sedi di ingorgo
  5. Vogliamo la vignetta perchè questa significherebbe :
    NO CASELLI, risparmiando automaticamente code e costi 
    NO SPESE INUTILI derivanti dalla gestione privata, quali super stipendi di manager e spese pubblicitarie di dubbia efficacia.


Come procedere? La revoca sappiamo come possa comportare ingenti penali.
In prima istanza ci sono gli estremi per un annullamento governativo o decadenza ovvero : per gravi inadempienze, il concessionario ha causato morti e l'indisponibilità di un collegamento fondamentale dell'asse viario italiano.
Annullamento governativo e decadenza sono a prescindere due importanti leve da mettere sul piatto nella trattativa con la proprietà attuale.
L'obiettivo è di trovare un accordo, a mio avviso, che consenta un'exit strategy funzionale per ambo le parti.

Gli obiettivi (vignetta, controllo diretto su sicurezza e nuovi investimenti) non si conciliano con una società ancora in mano ad Atlantia (azionista unico di Autostrade per l'Italia S.p.A., in capo alla famiglia Benetton)
La soluzione può essere un periodo di transizione, in cui Autostrade per l'italia Spa veda l'inserimento di un cda a nomina statale e l'ingresso dello stato medesimo con quote crescenti sino alla maggioranza.
Questa soluzione permetterebbe di :
1) preservare Autostrade per l'italia Spa, affinchè non si mettano a rischio i quasi 6000 dipendenti
2) garantire una continuità nel controllo della rete autostradale, cosa impossibile dedicandovi una struttura ex novo
3) permettere un rapido cambio di rotta nella gestione delle priorità progettuali, quali sicurezza, investimenti e nuove tratte

Con un ibrido di questo tipo l'accordo per il progressivo disimpegno di Atlantia potrebbe essere molto più sostenibile anche in termini economici, specie considerando che lo stato ingloberebbe un asset che genera utili (1 miliardo nel 2017). L'applicazione della "vignetta" sull'esempio svizzero diverrebbe un impegno di medio termine, ovvero dopo i primi 2/3 anni.
Infatti, con questo orizzonte temporale, si potrebbero valutare gli impatti delle nuove politiche di gestione e sicurezza sui conti, andando perciò a dimensionare correttamente il costo della vignetta affinchè sia sostenibile.
Non dimentichiamo che, qualora anche Autostrade per l'italia Spa smettesse di generare utili a fronte dell'applicazione della vignetta, si sarebbe creato un importante boost per la nostra economia, in termini di competitività, il che garantirebbe maggior benessere e maggior gettito fiscale.



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