Autoricostruzione nel cratere per il sisma 2016 in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

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L'obiettivo è quello di inviare un ​DOCUMENTO UFFICIALE AL COMMISSARIO STRAORDINARIO DEL GOVERNO PER LA RICOSTRUZIONE, PIERO FARABOLLINI E AL SOTTOSEGRETARIO VITO CRIMI, con la RICHIESTA DI INSERIMENTO DEI CANTIERI UBICATI NELLE ZONE TERREMOTATE DEL 2016, E CONDOTTI SECONDO LA MODALITÀ DELL'AUTOCOSTRUZIONE FAMILIARE, TRA QUELLI AMMESSI A CONTRIBUTO AI SENSI DEL D.L. 10.17.2016 n.189.

 L’AUTOCOSTRUZIONE FAMILIARE significa prima di tutto riappropriazione  e  condivisione  del  “saper  fare”, significa creazione di forti legami sociali sul territorio, significa sviluppare le relazioni sociali (professionali  e  familiari) e favorire  la  cooperazione e infine  restituire  all’uomo  il  riconoscimento  di  “costruttore”. Lo scopo ultimo quindi non è tanto la costruzione della casa quanto la ricostruzione di comunità perché di fatto l’autocostruzione lotta contro l’individualismo, pratica solidarietà popolare e mutualismo.

L'autocostruzione NON E' VIETATA dal nostro ordinamento. Non esiste norma o regolamento che impedisca alle persone di costruirsi la casa: il diritto ad avere una casa è sancito dalla Carta dei Diritti dell’Uomo e dalla Costituzione Italiana e rappresenta un diritto inalienabile, riconosciuto da tutti.

L’autocostruzione E' AMMESSA dal nostro ordinamento come forma di conduzione dei cantieri, e poiché nel D.L. 17.10.2016 n.189 che disciplina “… gli interventi per la riparazione, la ricostruzione, l'assistenza alla popolazione e la ripresa economica nei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016…” non si fa menzione ad alcuna forma di autocostruzione ma si parte dal presupposto che tutto il processo edilizio debba essere condotto solo e soltanto da imprese professionali, è evidente che occorra rimediare alla dimenticanza che contrasta con gli ordinamenti di cui sopra e chiediamo che venga riconosciuto il diritto all’accesso ai contributi nell’ambito della zona del cratere anche a quei cittadini che intendono utilizzare la modalità dell’autocostruzione familiare per auto-ri-costruire le proprie case.

Perchè non utilizzare le energie del volontariato anche nella fase di ricostruzione? Perchè non utilizzare i volontari nei cantieri di Ri-costruzione? Perché non ammettere che il principio di sussidiarietà sancito dall'art.118 della Costituzione Italiana valga anche per la zona del cratere?

La presenza dei volontari nelle zone del sisma, nella fase dell’emergenza, non ha rappresentato soltanto un grande aiuto da un punto di vista pratico e concreto, ma ha certamente fatto sentire le persone più colpite dal terremoto meno sole, parte di una comunità più ampia, che travalica i confini dei loro territori e della loro regione, disposta a stargli vicino e a dare una mano.

Perché impedire che questa più ampia comunità rappresenti di nuovo uno stimolo e un aiuto per gli abitanti del cratere anche nella fase della Ri-costruzione?

Gran parte della popolazione colpita dal sisma del 2016 vive in aree rurali e montane. Sono persone abituate a far da sé e a cimentarsi nelle attività più varie con naturalezza; storicamente gran parte del loro patrimonio abitativo è stato auto-costruito nei secoli.  Molti di loro hanno perso anche il lavoro e quindi si trovano in situazioni di inattività. Sono mesi, anni, che aspettano una casa e molti di loro ci hanno detto chiaramente:” se avessi avuto i soldi me la sarei già ricostruita da me…”; senza contare che questa attesa e questa inattività provoca sconforto e progressivo distacco dalle istituzioni che si dovrebbero occupare di loro. Permettere a queste persone di auto-ricostruirsi la casa, secondo forme legali e riconosciute dalla Stato che quindi è disposto a contribuire ai loro cantieri, significherebbe da un lato assecondare le loro naturali  inclinazioni e competenze e dall’altro re-instaurare un rapporto di fiducia tra cittadino e Stato.

La possibilità di accesso all’AUTOCOSTRUZIONE FAMILIARE rappresenterebbe una inversione di tendenza che vedrebbe le comunità riunirsi di nuovo intorno alla ri-costruzione delle proprie case.

I cittadini del cratere che vorranno ri-costruire secondo i criteri dell'AUTOCOSTRUZIONE FAMILIARE sono cittadini che chiedono di poter fare da sé, e che si impegnano a mettere, a titolo gratuito, la forza lavoro propria e di tutti coloro che gli daranno una mano a fronte di un finanziamento dello stato che ripagherà i materiali, gli oneri tecnici, gli eventuali noli etc etc. Per lo Stato questo comporterebbe risparmio in termini monetari, a vantaggio della creazione di un “FONDO AUREO” per il territorio abitato dagli auto-ri-costruttori, destinato a finanziare progetti di ricostruzione di beni comuni (scuole, servizi vari etc.) magari realizzati dai cittadini stessi sempre con la modalità dell’AUTOCOSTRUZIONE FAMILIARE.

Si innescherebbe così un circolo virtuoso in cui i cittadini auto-ricostruiscono insieme alla comunità la propria casa o il proprio luogo di lavoro e con i soldi risparmiati finanziano la ricostruzione o manutenzione di beni comuni della comunità di appartenenza e in un certo modo rendono alla comunità locale parte di quello che hanno ricevuto. E’ bene sottolineare che, in questo modo, si stimola l’inizio di un processo decisionale di controllo orizzontale sulla destinazione dei soldi pubblici che vedrebbe i cittadini, in quanto direttamente interessati, ad utilizzare in modo efficace e trasparente i soldi ricevuti dallo stato. I vantaggi economici però non vanno visti  solo in termini prettamente monetari ma anche e soprattutto sociali. La ricostituzione e il rafforzamento delle comunità, che riteniamo sia una delle conseguenze più importanti dell’AUTOCOSTRUZIONE FAMILIARE, può rappresentare il vero motore di rinnovamento e di sviluppo: permettere alle comunità di riconoscersi come tali, significa permettergli di ritrovare in modo autonomo la propria via al proprio sviluppo, uno sviluppo che non sia calato dall’alto ma che sia frutto delle loro esigenze ed inclinazioni.

Permettere l’AUTOCOSTRUZIONE FAMILIARE, significherebbe da parte dello Stato o di chi ne fa le veci, porsi in una situazione di ascolto e di assecondamento  delle esigenze e dei bisogni reali dei suoi cittadini e questa, come cittadini, crediamo sia la funzione più alta che uno Stato possa assolvere.

Per rafforzare tale richiesta abbiamo bisogno delle adesioni di comitati, reti, collettivi o singoli cittadini, che facciano sentire la loro voce e che ci sostengano in questo percorso. VI INVITIAMO A SOTTOSCRIVERE QUESTA PETIZIONE POPOLARE i cui risultati verranno allegati alla lettera completa https://docs.wixstatic.com/ugd/f097dd_2365800c87cf4cf49814e83d1e177a2c.pdf e serviranno a rafforzare le nostre richieste.

Chi vorrà rimanere aggiornato/a su altre attività o sviluppi correllati in merito, può farlo attraverso il sito https://autoricostruzione.wixsite.com/nelcratere , per info invece scriveteci qui: autoricostruzionenelcratere@gmail.com

                                                           GRAZIE!