Aumentiamo il fondo contro il caro-affitti per aiutare gli studenti


Aumentiamo il fondo contro il caro-affitti per aiutare gli studenti
Il problema
La protesta monta ormai da giorni fuori dalle Università. Partita con Ilaria Lamera, la studentessa bergamasca che ha posizionato una tenda davanti al Politecnico di Milano, l’onda degli studenti contro il caro affitti sta travolgendo tutta Italia. Le tende, simbolo di una campagna contro le stanze economicamente insostenibili per ormai troppi studenti, sono spuntate di fronte a molti Atenei. Qualcosa ha iniziato a muoversi in direzione favorevole agli studenti fuori sede, ma ancora non basta.
True-News.it, testata da sempre attenta alle istanze delle nuove generazioni, come dimostrato con le campagne a favore dei bambini ucraini o dei ricercatori italiani, promuove una petizione contro il caro-affitti. Due le proposte che sembrano più rilevanti: l’incremento del fondo affitti e le agevolazioni fiscali per i genitori degli studenti.
L’ultimo Consiglio dei ministri ha autorizzato un emendamento per l’acquisizione di nuovi posti letto presso alloggi o residenze per studenti delle istituzioni della formazione superiore. L’emendamento arriva dopo una “interlocuzione con la Commissione europea che ha consentito di escludere la natura di aiuti di Stato” di questi interventi. Sicuramente una misura positiva, un cambio di passo ma che non basterà a coprire le esigenze dei numerosi studenti universitari fuori-sede, soprattutto di coloro che scelgono di studiare nelle grandi città come Milano o Roma. Realtà dove singole stanze, in appartamenti condivisi, possono sfiorare anche i 900 euro. Cifre folli che minacciano il diritto allo studio e all’affermazione personale.
A guidare la protesta c’è l’Udu, l’Unione degli Studenti Universitari che, in un documento, ha elencato quindici proposte contro il caro-affitti. Tra queste, anche l’incremento del fondo affitti per studenti fuorisede dagli attuali 4 milioni ad almeno 50 milioni di euro. Scrivono i rappresentanti: “Nel 2020, lo Stato è intervenuto con il DL Rilancio, creando un fondo annuale a favore degli studenti fuorisede pari a 20 milioni di euro; con la Legge di Bilancio 2021, il fondo è stato ridotto a 15 milioni di euro, per poi scomparire con la Legge di Bilancio 2022. Quest’anno il fondo è stato ricostituito, stanziando però una cifra ridicola: soltanto 4 milioni di euro. Un importo che, evidentemente, non è in grado di rispondere alle esigenze degli studenti fuorisede di tutta Italia. Chiediamo di incrementare le risorse ad almeno 50 milioni di euro, in modo da far funzionare uno strumento estremamente flessibile, capace ad esempio di sostenere lo studente che per va-rie ragioni perdono o comunque non possono accedere alla borsa di studio, pur dovendo sostenere canoni di affitto elevati”.
Anche il Moige, Movimento Italiano Genitori, ha alzato la voce e avanzato proposte: “Il costo degli studi dei nostri ragazzi, che, ricordiamolo, sono il futuro del paese, grava interamente sui genitori: dalla tassa universitaria, ai libri, all’affitto. – commenta Antonio Affinita, Direttore Generale del MOIGE, Movimento Italiano Genitori – Le famiglie non possono detrarre le spese, e le case studentesche, nelle città in cui sono presenti, sono assolutamente insufficienti. A volte, però, le cose sono risolvibili in modi più semplici di quel che pensiamo. In questo caso, basterebbero dei crediti di imposta per i genitori, agevolazioni per chi affitta in modo regolare e a prezzi calmierati gli appartamenti agli studenti. È assolutamente necessario ed urgente avviare un confronto aperto tra le associazioni dei genitori, le associazioni di categoria, gli atenei ed il Governo”.
È arrivato il momento di sostenere il diritto allo studio degli studenti fuori sede. Chiediamo al Ministero dell’Istruzione di aumentare il fondo affitti per gli studenti e le agevolazioni fiscali per i genitori dei fuori sede.

Il problema
La protesta monta ormai da giorni fuori dalle Università. Partita con Ilaria Lamera, la studentessa bergamasca che ha posizionato una tenda davanti al Politecnico di Milano, l’onda degli studenti contro il caro affitti sta travolgendo tutta Italia. Le tende, simbolo di una campagna contro le stanze economicamente insostenibili per ormai troppi studenti, sono spuntate di fronte a molti Atenei. Qualcosa ha iniziato a muoversi in direzione favorevole agli studenti fuori sede, ma ancora non basta.
True-News.it, testata da sempre attenta alle istanze delle nuove generazioni, come dimostrato con le campagne a favore dei bambini ucraini o dei ricercatori italiani, promuove una petizione contro il caro-affitti. Due le proposte che sembrano più rilevanti: l’incremento del fondo affitti e le agevolazioni fiscali per i genitori degli studenti.
L’ultimo Consiglio dei ministri ha autorizzato un emendamento per l’acquisizione di nuovi posti letto presso alloggi o residenze per studenti delle istituzioni della formazione superiore. L’emendamento arriva dopo una “interlocuzione con la Commissione europea che ha consentito di escludere la natura di aiuti di Stato” di questi interventi. Sicuramente una misura positiva, un cambio di passo ma che non basterà a coprire le esigenze dei numerosi studenti universitari fuori-sede, soprattutto di coloro che scelgono di studiare nelle grandi città come Milano o Roma. Realtà dove singole stanze, in appartamenti condivisi, possono sfiorare anche i 900 euro. Cifre folli che minacciano il diritto allo studio e all’affermazione personale.
A guidare la protesta c’è l’Udu, l’Unione degli Studenti Universitari che, in un documento, ha elencato quindici proposte contro il caro-affitti. Tra queste, anche l’incremento del fondo affitti per studenti fuorisede dagli attuali 4 milioni ad almeno 50 milioni di euro. Scrivono i rappresentanti: “Nel 2020, lo Stato è intervenuto con il DL Rilancio, creando un fondo annuale a favore degli studenti fuorisede pari a 20 milioni di euro; con la Legge di Bilancio 2021, il fondo è stato ridotto a 15 milioni di euro, per poi scomparire con la Legge di Bilancio 2022. Quest’anno il fondo è stato ricostituito, stanziando però una cifra ridicola: soltanto 4 milioni di euro. Un importo che, evidentemente, non è in grado di rispondere alle esigenze degli studenti fuorisede di tutta Italia. Chiediamo di incrementare le risorse ad almeno 50 milioni di euro, in modo da far funzionare uno strumento estremamente flessibile, capace ad esempio di sostenere lo studente che per va-rie ragioni perdono o comunque non possono accedere alla borsa di studio, pur dovendo sostenere canoni di affitto elevati”.
Anche il Moige, Movimento Italiano Genitori, ha alzato la voce e avanzato proposte: “Il costo degli studi dei nostri ragazzi, che, ricordiamolo, sono il futuro del paese, grava interamente sui genitori: dalla tassa universitaria, ai libri, all’affitto. – commenta Antonio Affinita, Direttore Generale del MOIGE, Movimento Italiano Genitori – Le famiglie non possono detrarre le spese, e le case studentesche, nelle città in cui sono presenti, sono assolutamente insufficienti. A volte, però, le cose sono risolvibili in modi più semplici di quel che pensiamo. In questo caso, basterebbero dei crediti di imposta per i genitori, agevolazioni per chi affitta in modo regolare e a prezzi calmierati gli appartamenti agli studenti. È assolutamente necessario ed urgente avviare un confronto aperto tra le associazioni dei genitori, le associazioni di categoria, gli atenei ed il Governo”.
È arrivato il momento di sostenere il diritto allo studio degli studenti fuori sede. Chiediamo al Ministero dell’Istruzione di aumentare il fondo affitti per gli studenti e le agevolazioni fiscali per i genitori dei fuori sede.

PETIZIONE CHIUSA
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I decisori

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Petizione creata in data 12 maggio 2023