Basta obiezione di coscienza nelle strutture pubbliche!

Basta obiezione di coscienza nelle strutture pubbliche!

Il problema

A 43 anni dall’entrata in vigore della legge 194 ancora oggi esistono gravi criticità all’interno delle strutture pubbliche che devono garantirne il rispetto e consentire alle donne di esercitare il proprio diritto di scelta.

Allo stato attuale il 69% dei ginecologi è obiettore di coscienza, il 46,3% degli anestesisti è obiettore di coscienza, il 42,2% del personale non medico è obiettore di coscienza.

Una donna che intenda esercitare il suo diritto ad abortire è spesso costretta ad una odissea infinita tra un polo sanitario e l’altro, tra una città e l’altra o tra una regione e l’altra in un’altalena fisica ed emotiva che la mortifica e la espone a rischi indescrivibili.

La legge 194 è legge dello stato e come tale non può essere disattesa: Chi obietta ha il diritto di farlo ma fuori dal settore pubblico.

Chiediamo la stessa solerzia con cui è stato fatto il decreto che impone il vaccino al personale sanitario, ovvero chiunque voglia lavorare nelle strutture pubbliche o accedere a concorsi pubblici non può obiettare: pena la sospensione dal lavoro (e dello stipendio) o il demansionamento.

Venga garantita la libertà delle donne di scegliere quando e come disporre del proprio corpo e della propria vita.

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Coordinamento Lesbiche RomanePromotore della petizione
Questa petizione aveva 419 sostenitori

Il problema

A 43 anni dall’entrata in vigore della legge 194 ancora oggi esistono gravi criticità all’interno delle strutture pubbliche che devono garantirne il rispetto e consentire alle donne di esercitare il proprio diritto di scelta.

Allo stato attuale il 69% dei ginecologi è obiettore di coscienza, il 46,3% degli anestesisti è obiettore di coscienza, il 42,2% del personale non medico è obiettore di coscienza.

Una donna che intenda esercitare il suo diritto ad abortire è spesso costretta ad una odissea infinita tra un polo sanitario e l’altro, tra una città e l’altra o tra una regione e l’altra in un’altalena fisica ed emotiva che la mortifica e la espone a rischi indescrivibili.

La legge 194 è legge dello stato e come tale non può essere disattesa: Chi obietta ha il diritto di farlo ma fuori dal settore pubblico.

Chiediamo la stessa solerzia con cui è stato fatto il decreto che impone il vaccino al personale sanitario, ovvero chiunque voglia lavorare nelle strutture pubbliche o accedere a concorsi pubblici non può obiettare: pena la sospensione dal lavoro (e dello stipendio) o il demansionamento.

Venga garantita la libertà delle donne di scegliere quando e come disporre del proprio corpo e della propria vita.

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I decisori

deputate
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ministero pari opportunita
ministero pari opportunita
senatrici
senatrici

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