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I sottoscritti cittadini venuti a conoscenza della proposta di finanza di progetto, in questo momento al vaglio della VIA nazionale, da parte dell'ATI costituita dalle Società "Impresa Pizzarotti & C. S.p.A. (capogruppo) - Ing. E. Mantovani S.p.A. - C.I.S. Compagnia Investimenti Sviluppo S.p.A. - Cordioli S.p.A. (imprese mandanti), approvata dalla Giunta Regionale con Deliberazione n. 2399 del 04.08.2009, avente ad oggetto l'iniziativa "Itinerario della Valsugana Valbrenta - Bassano Ovest. Superstrada a pedaggio", da attuarsi in regime di finanza di progetto, che attraverserà i territori comunali di Castelfranco Veneto, Castello di Godego, Loria, Rossano Veneto, Cassola, Romano d’Ezzelino, Pove del Grappa, Solagna, e San Nazario per raggiungere il terminale Nord di Pian dei Zocchi (Cismon del Grappa).

CONSIDERATO CHE
Tale progetto traforerà per oltre 12 Km il Monte Grappa, area di massima tutela per la sua valenza naturalistica e storica-monumentale ("Altare sacro alla Patria")e per questo soggetta a vincolo paesaggistico ai sensi D.Lgs 42/2004 - Piano di Area del Massiccio del Grappa, a vincolo idrogeologico forestale (R.D. 3267/1923 - L.R. 52/78) e alla SIC/ZPS IT 3230022 "Massiccio del Grappa" della Rete Natura 2000 tutelata dall’Unione Europea (direttiva comunitaria 92/43/CEE e D.P.R. 357/1997).

Tale progetto manca di un'analisi geomorfologica approfondita, considerazione emersa dagli scriventi a seguito di uno studio dettagliato sull’importanza naturalistica e sulle criticità geologiche del Massiccio del Monte Grappa (in allegato), che evidenzia come i progettisti abbiano preferito la semplificazione ricorrendo ai soli dati bibliografici, anziché approfondire lo studio e puntare a dati precisi che evidenzino la reale situazione geomorfologica del sito interessato dall'opera infrastrutturale. Attività questa che, già in fase preliminare, consentirebbe di prevedere con largo  anticipo la fattibilità e/o i possibili  inconvenienti che potrebbero profilarsi in corso d'opera, evitando o per lo meno arginando non solo eventuali situazioni a rischio ambientale, ma anche e soprattutto le folli lievitazioni "insostenibili" dei costi.

CONSIDERATO
 altresì che questa opera comporterà:

1.    un aumento di traffico (previsionale) pari a 40.000 auto al giorno il cui inquinamento provocherà  l’emissione di quantità abnormi di gas di scarico con innalzamento dei livelli di soglia;
2.    un aumento esponenziale dell'inquinamento atmosferico, a causa dell'incremento delle polveri sottili PM10 in prossimità del Traforo del Grappa. L'incremento delle PM10 avrà ripercussioni negative dirette sui siti che costituiscono la Rete Natura 2000 e, in generale, sull’intero territorio. La differenza di temperatura tra l'interno della galleria (dove fa più caldo) e l'esterno (dove fa più freddo) genererà una “sovrappressione” all’imbocco del traforo capace di provocare movimenti dei fumi e dei gas di combustione verso l’esterno, secondo un effetto “camino”. Le correnti ascensionali tipiche e caratteristiche della zona (famosa in tutta Europa) provocheranno un innalzamento in quota delle polveri sottili espuls che ricadranno sul territorio di prossimità e oltre;
3.    un danno al turismo ecosostenibile che, da poco meno di 30 anni, si è ben sviluppato sul Monte Grappa (basti pensare al volo libero - parapendio e deltaplano): un turismo ecosostenibile che ha saputo sfruttare la presenza delle correnti ascensionali in grado di far permanere in volo per un tempo superiore rispetto alle correnti di altre località, trasformando in breve la zona in meta obbligatoria degli appassionati del volo libero da tutta Europa;
4.    l'innalzamento dei fattori di rischio idrogeologico e sismico;
5.    il possibile inquinamento dell’acquifero sotterraneo della Alta Pianura del Brenta, e il non rispetto dei principi espressi dalla Direttiva 2000/60/CE;
6.    la devastazione ambientale di un'area definita di raro pregio paesaggistico dovuto alla presenza di una ricca varietà di flora e di fauna, tutelata dalla Direttiva 92/43/CEE;
7.    la rottura degli equilibri naturali e paesaggistici dettati dal fenomeno carsico che investe l'area del Grappa;
8.    dei danni irreversibili all'acquifero freatico, a causa della realizzazione di un'infrastruttura progettata per buona parte del percorso in trincea profonda di 7-8 mt di profondità, che in alcuni punti raggiungerà quota di profondità oltre i 20 mt, e con un traforo di oltre 12 Km. Nel territorio investito dall'opera, l’acquifero freatico è caratterizzato da un alto grado di vulnerabilità, tale per cui ogni attività inquinante che si verifica in superficie e in particolar modo nella zona di alimentazione delle falde, può provocare la contaminazioni delle acque sotterranee;
9.    un danno economico con profonde ricadute pubbliche (privatizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite) e collettive (consumo di suolo, dissesto idrogeologico, desertificazione dei centri storici, speculazione) secondo la logica perversa dell'investimento architettato attraverso l'istituto del Project Financing. Un sistema di investimento privato/pubblico che doveva offrire una soluzione al deficit statali ma che oggi si è mostrato per quello che è un pericoloso bacino di "Debito Pubblico Occulto". Le banche non hanno più creduto nel sistema del PF, visto il suo elevato tasso di mortalità (solo un 25% va in porto - errata stima, errati studi di fattibilità, sistema giuridico non conforme, ecc), ma si è preferito farlo sopravvivere assoggettandolo nuovamente alle casse dello Stato (fondi pubblici), per integrare i mancati introiti, e ottenendo altresì un extra attraverso la concessione degli sconti fiscali.  

CHIEDONO

1.    al Presidente della Repubblica, al Presidente della Regione Veneto e alla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo di bloccare questo dissennato progetto, che comporterà la deturpazione dell’ambiente e del Monte Grappa e un pesante danno a una delle aree che per noi cittadini è patrimonio storico e monumentale ed ecosostenibile;

2.    alla Commissione di verificare se tale progetto rispetti la direttiva habitat 92/43/CEE

3.    alla Commissione di verificare se tale progetto rispetti la direttiva acque 2000/60/CE

(sfoglia la petizione)

Letter to
NO TRAFORO GRAPPA Associazione Liberi Cittadini per il Grappa
NO TRAFORO DEL MONTE GRAPPA e NO NUOVA VALSUGANA