Asili di Bolzano - Firma la petizione di ORA! I genitori non sono un bancomat

Firmatari recenti
Luisa Bartucca e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Immagina di alzarti la mattina, preparare i tuoi figli, portarli a scuola, andare al lavoro. Fai tutto quello che ti viene chiesto: lavori, paghi le tasse, contribuisci. E poi un giorno ricevi una lettera che ti dice che il servizio che rende possibile tutto questo — il tempo prolungato all’asilo — da settembre costerà il 57% in più. Non il 5%. Non il 10%. Il 57%.

Da 102 euro al mese a 160. Per ogni bambino. Ogni mese. Quasi 600 euro in più all’anno che escono dal tuo stipendio — netti, dopo le tasse — per un servizio che già pagavi, che non è migliorato, che non è cambiato. Solo più caro.

Questo accade a Bolzano nell’anno in cui gli affitti hanno raggiunto livelli record, in cui fare la spesa costa il 20% in più rispetto a tre anni fa, in cui le bollette non hanno ancora smesso di pesare. In cui le famiglie stanno già facendo i conti ogni fine mese.

———

La Giunta Provinciale ha cambiato le regole. Ha eliminato la vecchia quota fissa mensile e introdotto una tariffa “a gettone”: 4 euro per ogni pomeriggio. Sulla carta sembra flessibile. Nella realtà non lo è per nessuno: chi lavora a tempo pieno non può scegliere quanti pomeriggi usare l’asilo. Ne ha bisogno tutti e cinque. Ogni settimana. Senza eccezioni.

Il risultato è che questa “flessibilità” colpisce esattamente chi non può permettersi di essere flessibile: i genitori lavoratori, le famiglie monoreddito, le madri che già faticano a tenere insieme lavoro e famiglia. Chi ha i nonni disponibili o può permettersi una babysitter non sente nulla. Chi invece dipende dall’asilo per andare in ufficio ogni giorno viene stangato.

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La cosa che fa più arrabbiare? La Provincia può permettersi di non fare questo aumento. Il bilancio provinciale 2026 ammonta a 8,8 miliardi di euro. Secondo le nostre stime, coprire la differenza per tutte le famiglie della provincia costerebbe circa 6 milioni all’anno. Meno dello 0,07% del bilancio. Sette centesimi ogni cento euro di spesa pubblica. Questo è quello che la Provincia ha deciso di non spendere per le famiglie che lavorano.

Non è un problema di soldi. È un problema di scelte. E il partito ORA! ritiene questa scelta sbagliata — e ha deciso di dirtelo chiaramente.

———

C’è anche qualcosa di profondamente contraddittorio in tutto questo. La stessa Provincia che da anni promuove campagne sulla natalità, che dice di voler sostenere le famiglie, che si vanta di essere un modello di welfare europeo — sta aumentando del 57% il costo del servizio senza cui molte madri non possono lavorare.

Il messaggio reale che arriva alle famiglie è uno solo: “Fate i figli, ma poi sono fatti vostri.”

CON QUESTA PETIZIONE CHIEDIAMO ALLA PROVINCIA DI:

✔  Ritirare immediatamente l’aumento e mantenere le rette attuali per il 2026/27
✔  Coprire la differenza tariffaria con risorse provinciali, senza scaricarla sui genitori
✔  Se non fosse possibile nell’immediato, diluire l’aumento in almeno tre anni


Se anche tu pensi che chi lavora e manda i figli all’asilo non debba pagare il prezzo di una scelta politica ingiusta, sostieni la campagna di ORA!: firma questa petizione e condividila. Ogni firma è un segnale che la Provincia non può ignorare.

Condividila con i genitori del tuo asilo. Con le mamme e i papà del gruppo WhatsApp. Con chi conosci che ha figli in età prescolare. Questo è esattamente il tipo di decisione che si cambia quando abbastanza persone alzano la voce insieme.

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Simone MagnoliniPromotore della petizione
Vittoria
Questa petizione ha creato un cambiamento con 622 sostenitori!
Firmatari recenti
Luisa Bartucca e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Immagina di alzarti la mattina, preparare i tuoi figli, portarli a scuola, andare al lavoro. Fai tutto quello che ti viene chiesto: lavori, paghi le tasse, contribuisci. E poi un giorno ricevi una lettera che ti dice che il servizio che rende possibile tutto questo — il tempo prolungato all’asilo — da settembre costerà il 57% in più. Non il 5%. Non il 10%. Il 57%.

Da 102 euro al mese a 160. Per ogni bambino. Ogni mese. Quasi 600 euro in più all’anno che escono dal tuo stipendio — netti, dopo le tasse — per un servizio che già pagavi, che non è migliorato, che non è cambiato. Solo più caro.

Questo accade a Bolzano nell’anno in cui gli affitti hanno raggiunto livelli record, in cui fare la spesa costa il 20% in più rispetto a tre anni fa, in cui le bollette non hanno ancora smesso di pesare. In cui le famiglie stanno già facendo i conti ogni fine mese.

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La Giunta Provinciale ha cambiato le regole. Ha eliminato la vecchia quota fissa mensile e introdotto una tariffa “a gettone”: 4 euro per ogni pomeriggio. Sulla carta sembra flessibile. Nella realtà non lo è per nessuno: chi lavora a tempo pieno non può scegliere quanti pomeriggi usare l’asilo. Ne ha bisogno tutti e cinque. Ogni settimana. Senza eccezioni.

Il risultato è che questa “flessibilità” colpisce esattamente chi non può permettersi di essere flessibile: i genitori lavoratori, le famiglie monoreddito, le madri che già faticano a tenere insieme lavoro e famiglia. Chi ha i nonni disponibili o può permettersi una babysitter non sente nulla. Chi invece dipende dall’asilo per andare in ufficio ogni giorno viene stangato.

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La cosa che fa più arrabbiare? La Provincia può permettersi di non fare questo aumento. Il bilancio provinciale 2026 ammonta a 8,8 miliardi di euro. Secondo le nostre stime, coprire la differenza per tutte le famiglie della provincia costerebbe circa 6 milioni all’anno. Meno dello 0,07% del bilancio. Sette centesimi ogni cento euro di spesa pubblica. Questo è quello che la Provincia ha deciso di non spendere per le famiglie che lavorano.

Non è un problema di soldi. È un problema di scelte. E il partito ORA! ritiene questa scelta sbagliata — e ha deciso di dirtelo chiaramente.

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C’è anche qualcosa di profondamente contraddittorio in tutto questo. La stessa Provincia che da anni promuove campagne sulla natalità, che dice di voler sostenere le famiglie, che si vanta di essere un modello di welfare europeo — sta aumentando del 57% il costo del servizio senza cui molte madri non possono lavorare.

Il messaggio reale che arriva alle famiglie è uno solo: “Fate i figli, ma poi sono fatti vostri.”

CON QUESTA PETIZIONE CHIEDIAMO ALLA PROVINCIA DI:

✔  Ritirare immediatamente l’aumento e mantenere le rette attuali per il 2026/27
✔  Coprire la differenza tariffaria con risorse provinciali, senza scaricarla sui genitori
✔  Se non fosse possibile nell’immediato, diluire l’aumento in almeno tre anni


Se anche tu pensi che chi lavora e manda i figli all’asilo non debba pagare il prezzo di una scelta politica ingiusta, sostieni la campagna di ORA!: firma questa petizione e condividila. Ogni firma è un segnale che la Provincia non può ignorare.

Condividila con i genitori del tuo asilo. Con le mamme e i papà del gruppo WhatsApp. Con chi conosci che ha figli in età prescolare. Questo è esattamente il tipo di decisione che si cambia quando abbastanza persone alzano la voce insieme.

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Simone MagnoliniPromotore della petizione

I decisori

Arno Kompatscher
Presidente Provincia Autonoma di Bolzano e del Trentino Alto-Adige

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