Artico, chiedi a Eni di lasciarlo in pace

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Il problema

Pochi giorni fa la norvegese Statoil e altre grandi compagnie petrolifere hanno deciso di abbandonare l’Artico perché troppo rischioso e troppo costoso da trivellare.

Lo scioglimento dei ghiacci causato dal riscaldamento globale sta rendendo accessibili molte rotte artiche finora impraticabili dove sarebbero conservate enormi quantità di gas e petrolio, tra le fonti di energia che causano i cambiamenti climatici. Il crollo del prezzo del petrolio, però, ha rallentato la voglia di molte compagnie di mettersi alla prova in un habitat incontaminato e difficile da esplorare.

Un’area, l’Artico, che molte organizzazioni ambientaliste, come Greenpeace, vorrebbero trasformare in un santuario internazionale della biodiversità dove non sia possibile trivellare e pescare in modo distruttivo. Anche il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha proposto di aumentare la protezione dell’Alaska e dei suoi abitanti: caribù, orsi polari, buoi muschiati, lupi grigi. Un luogo dove non sia più possibile costruire strade e condurre trivellazioni petrolifere.

Nessuna notizia in tal senso è arrivata dall’Eni, la compagnia petrolifera italiana.

Chiedi anche tu a Eni di seguire l’esempio e abbandonare tutti i progetti e le licenze di esplorazione e trivellazione acquisite e di sostenere la proposta internazionale di trasformare l’Artico in una riserva naturale.

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I decisori

Claudio Descalzi
Claudio Descalzi
Amministratore Delegato ENI
Emma Marcegaglia
Emma Marcegaglia
Presidente ENI

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