Art. 36 non è un optional: il salario dignitoso non è un lusso, è un diritto

Il problema

La legge non è uguale per tutti: adeguiamo salari, pensioni e sussidi al costo reale della vita

In Italia lo stipendio minimo “legale” (quello fissato dai CCNL) vale ovunque, ma il costo della vita no.
Con 1 050 € netti in contesti urbani di basso costo 

La legge non è uguale per tutti: adeguo salari, pensioni e sussidi al costo reale della vita

In Italia lo stipendio minimo “legale” (quello fissato dai CCNL) è lo stesso ovunque, ma il costo della vita no.
Con 1 050 € netti in contesti a basso costo si sopravvive; in quelli ad alto costo non si arriva al 15 del mese.

Esempio reale – persona sola, full-time

Affitto stanza singola
• Alto costo: 550–700 €
• Basso costo: 150–250 €
Spesa alimentare
• Alto costo: 250–300 €
• Basso costo: 150–180 €
Trasporti o carburante
• Alto costo (abbonamento): 40–60 €
• Basso costo (auto): 40 €
Assicurazione auto
• Alto costo: 700–1 000 €/anno
• Basso costo: 280–400 €/anno
Le assicurazioni si adeguano al territorio, i CCNL NO. Ogni mese in cui stipendio, pensione o sussidio non bastano si viola l’art. 36 Cost.: è un principio anticostituzionale tollerato da tutti.I Premier possono fare caporalato regalando milioni di posti di lavoro ma a salario anticostituzionale perchè hanno immunità parlamentare e non si macchiano in prima persona, prendono solo meriti... 

La proposta:
Indice Territoriale di Dignità Salariale
Calcolato da ISTAT e Ministero del Lavoro sul costo reale della vita in ogni contesto urbano.
Adeguamento automatico
CCNL, pensioni e sussidi si aggiornano ogni anno al valore dell’indice.
Nullità e integrazione d’ufficio
Chi percepisce un trattamento inferiore al minimo dignitoso ottiene integrazione automatica da INPS (pensioni e sussidi) o dal datore di lavoro (stipendi), entro il mese successivo, grazie ai controlli dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro che vigila sui reparti Risorse Umane per garantire buste paga adeguate all’art. 36.
Esenzione totale dai mezzi pubblici locali e regionali
Residenti e pendolari che ne fanno richiesta al Comune di zona o di residenza – perché la tassa è già pagata con le addizionali IRPEF trattenute in busta paga – ottengono una tessera gratuita valida su tutta la rete locale e regionale del luogo di lavoro o del Comune di residenza.
Massima trasparenza
Dati e report pubblici ogni anno su Gazzetta Ufficiale e portale online dedicato.
 
È un dovere firmare e condividere questa petizione: fermiamo la “fabbrica di poveri” e facciamo rispettare davvero l’art. 36!

🔗 Scarica la proposta di legge (PDF)

Unisciti alla petizione e fai valere i tuoi diritti.

- DITE NO AL CAPORALATO LEGALIZZATO! -

https://drive.google.com/file/d/13wPyy5avqEh8r__b-IiFsrKLrblyMhA9/view?usp=sharing

Leggi la proposta di legge cliccando link in alto 👆🏽

avatar of the starter
Paolo ImposimatoPromotore della petizione

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Il problema

La legge non è uguale per tutti: adeguiamo salari, pensioni e sussidi al costo reale della vita

In Italia lo stipendio minimo “legale” (quello fissato dai CCNL) vale ovunque, ma il costo della vita no.
Con 1 050 € netti in contesti urbani di basso costo 

La legge non è uguale per tutti: adeguo salari, pensioni e sussidi al costo reale della vita

In Italia lo stipendio minimo “legale” (quello fissato dai CCNL) è lo stesso ovunque, ma il costo della vita no.
Con 1 050 € netti in contesti a basso costo si sopravvive; in quelli ad alto costo non si arriva al 15 del mese.

Esempio reale – persona sola, full-time

Affitto stanza singola
• Alto costo: 550–700 €
• Basso costo: 150–250 €
Spesa alimentare
• Alto costo: 250–300 €
• Basso costo: 150–180 €
Trasporti o carburante
• Alto costo (abbonamento): 40–60 €
• Basso costo (auto): 40 €
Assicurazione auto
• Alto costo: 700–1 000 €/anno
• Basso costo: 280–400 €/anno
Le assicurazioni si adeguano al territorio, i CCNL NO. Ogni mese in cui stipendio, pensione o sussidio non bastano si viola l’art. 36 Cost.: è un principio anticostituzionale tollerato da tutti.I Premier possono fare caporalato regalando milioni di posti di lavoro ma a salario anticostituzionale perchè hanno immunità parlamentare e non si macchiano in prima persona, prendono solo meriti... 

La proposta:
Indice Territoriale di Dignità Salariale
Calcolato da ISTAT e Ministero del Lavoro sul costo reale della vita in ogni contesto urbano.
Adeguamento automatico
CCNL, pensioni e sussidi si aggiornano ogni anno al valore dell’indice.
Nullità e integrazione d’ufficio
Chi percepisce un trattamento inferiore al minimo dignitoso ottiene integrazione automatica da INPS (pensioni e sussidi) o dal datore di lavoro (stipendi), entro il mese successivo, grazie ai controlli dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro che vigila sui reparti Risorse Umane per garantire buste paga adeguate all’art. 36.
Esenzione totale dai mezzi pubblici locali e regionali
Residenti e pendolari che ne fanno richiesta al Comune di zona o di residenza – perché la tassa è già pagata con le addizionali IRPEF trattenute in busta paga – ottengono una tessera gratuita valida su tutta la rete locale e regionale del luogo di lavoro o del Comune di residenza.
Massima trasparenza
Dati e report pubblici ogni anno su Gazzetta Ufficiale e portale online dedicato.
 
È un dovere firmare e condividere questa petizione: fermiamo la “fabbrica di poveri” e facciamo rispettare davvero l’art. 36!

🔗 Scarica la proposta di legge (PDF)

Unisciti alla petizione e fai valere i tuoi diritti.

- DITE NO AL CAPORALATO LEGALIZZATO! -

https://drive.google.com/file/d/13wPyy5avqEh8r__b-IiFsrKLrblyMhA9/view?usp=sharing

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