ARCIVESCOVO, SALVI CHIARAVALLE DA UN NUOVO STADIO!

Il problema

APPELLO ALL’ARCIVESCOVO DI MILANO PER LA DIFESA DELL’AREA DI CHIARAVALLE DALLA COSTRUZIONE DI UN NUOVO STADIO 

 

Caro arcivescovo Delpini, 

 


ci rivolgiamo a Lei chiedendo il suo autorevole intervento per sventare il progetto di deturpamento ambientale e spirituale del Borgo di Chiaravalle.

 


Come sa, l’AC Milan ha acquistato l’area limitrofa San Francesco, così chiamata dal nome della cascina che vi è collocata e che in origine era parte del vasto sistema di cascine che facevano capo all’abbazia cistercense di Chiaravalle. Su quest’area l’AC Milan intende costruire un nuovo stadio di calcio, con capienza di 70.000 persone, un vasto complesso di edifici commerciali ed estesi parcheggi.

 


Lei certo sa meglio di noi che la zona di Chiaravalle, al cui centro sta l’antica abbazia cistercense, possiede un inestimabile valore, insieme naturale, storico-monumentale e soprattutto spirituale. Il suo ambiente naturale e quello antropico-architettonico, infatti, a partire dal XII secolo, è stato disegnato e modellato dal lavoro dei monaci cistercensi e delle famiglie contadine ad essi associati, in funzione della conduzione di una vita monacale basata sul distanziamento dal mondo materiale e sul raccoglimento e il potenziamento spirituale, nonché sulla liturgia e sull’apostolato cristiano.

 


Ancora oggi, il Monastero di Santa Maria di Chiaravalle ospita monaci cistercensi che danno continuità a una plurisecolare tradizione religiosa a beneficio non solo di se stessi ma anche e soprattutto di quelle numerose persone che partecipano all’attività liturgica da essi condotta o semplicemente visitano l’Abbazia e l’ambiente antropico e naturale da essa modellato, cercandovi quel sollievo e quell’arricchimento spirituale, quella quiete meditativa, quella dimensione interiore e, volendo, trascendente, che nella caotica e alienante vita urbana di tutti i giorni, schiacciata sull’esteriorità e l’immanenza materiale, è difficile se non impossibile trovare.

 


Il Monastero di Santa Maria e l’Abbazia di Chiaravalle, insomma, sono un’oasi di spiritualità nel deserto del sempre più sfrenato e pervasivo consumismo che cerca di renderci robot spersonalizzati alla mercè del mercato. Ora quest’oasi rischia di essere soffocata da un progetto che è la più netta espressione della mentalità consumistica, vale a dire la negazione del simbolo spirituale che l’area di Chiaravalle incarna.

 


Per questo, ci rivolgiamo a lei, in quanto prima autorità spirituale dell’Arcidiocesi di Milano, per chiederle di far sentire la sua autorevole voce in difesa del valore dell’area di Chiaravalle e di sventare così il pericolo che tale valore venga annientato e che il deserto spirituale del consumismo celebri il suo mortifero trionfo sulle sue ceneri.

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Saverio Mauro TassiPromotore della petizione

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Il problema

APPELLO ALL’ARCIVESCOVO DI MILANO PER LA DIFESA DELL’AREA DI CHIARAVALLE DALLA COSTRUZIONE DI UN NUOVO STADIO 

 

Caro arcivescovo Delpini, 

 


ci rivolgiamo a Lei chiedendo il suo autorevole intervento per sventare il progetto di deturpamento ambientale e spirituale del Borgo di Chiaravalle.

 


Come sa, l’AC Milan ha acquistato l’area limitrofa San Francesco, così chiamata dal nome della cascina che vi è collocata e che in origine era parte del vasto sistema di cascine che facevano capo all’abbazia cistercense di Chiaravalle. Su quest’area l’AC Milan intende costruire un nuovo stadio di calcio, con capienza di 70.000 persone, un vasto complesso di edifici commerciali ed estesi parcheggi.

 


Lei certo sa meglio di noi che la zona di Chiaravalle, al cui centro sta l’antica abbazia cistercense, possiede un inestimabile valore, insieme naturale, storico-monumentale e soprattutto spirituale. Il suo ambiente naturale e quello antropico-architettonico, infatti, a partire dal XII secolo, è stato disegnato e modellato dal lavoro dei monaci cistercensi e delle famiglie contadine ad essi associati, in funzione della conduzione di una vita monacale basata sul distanziamento dal mondo materiale e sul raccoglimento e il potenziamento spirituale, nonché sulla liturgia e sull’apostolato cristiano.

 


Ancora oggi, il Monastero di Santa Maria di Chiaravalle ospita monaci cistercensi che danno continuità a una plurisecolare tradizione religiosa a beneficio non solo di se stessi ma anche e soprattutto di quelle numerose persone che partecipano all’attività liturgica da essi condotta o semplicemente visitano l’Abbazia e l’ambiente antropico e naturale da essa modellato, cercandovi quel sollievo e quell’arricchimento spirituale, quella quiete meditativa, quella dimensione interiore e, volendo, trascendente, che nella caotica e alienante vita urbana di tutti i giorni, schiacciata sull’esteriorità e l’immanenza materiale, è difficile se non impossibile trovare.

 


Il Monastero di Santa Maria e l’Abbazia di Chiaravalle, insomma, sono un’oasi di spiritualità nel deserto del sempre più sfrenato e pervasivo consumismo che cerca di renderci robot spersonalizzati alla mercè del mercato. Ora quest’oasi rischia di essere soffocata da un progetto che è la più netta espressione della mentalità consumistica, vale a dire la negazione del simbolo spirituale che l’area di Chiaravalle incarna.

 


Per questo, ci rivolgiamo a lei, in quanto prima autorità spirituale dell’Arcidiocesi di Milano, per chiederle di far sentire la sua autorevole voce in difesa del valore dell’area di Chiaravalle e di sventare così il pericolo che tale valore venga annientato e che il deserto spirituale del consumismo celebri il suo mortifero trionfo sulle sue ceneri.

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Saverio Mauro TassiPromotore della petizione

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Petizione creata in data 29 febbraio 2024