#APRIAMOGLIOCCHI: il Governo garantisca i diritti dei disabili

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L’attuale manovra di Governo in ambito disabilità ha creato danni e disparità illudendo i cittadini con provvedimenti poco chiari e comunicazioni ingannevoli. Nell’impegno a contrastare la povertà e l’esclusione sociale sono state dimenticate le persone con disabilità e le loro famiglie: non è stato infatti previsto, in alcuna forma e in alcun modo, l’aumento dei trattamenti assistenziali per minorazioni civili (ipotesi ripetutamente avanzata dal Governo).

Per questo la Onlus #Vorreiprendereiltreno ha deciso di focalizzarsi sul tema “Reddito e Pensione di cittadinanza”, i cui requisiti per l’accesso risultano sfavorevoli laddove sia presente una persona con disabilità in famiglia (peraltro con contributi economici non aumentati, contrariamente a quanto promesso). A fronte di certe ingiuste e discriminanti decisioni, con questa petizione vogliamo avanzare cinque proposte per il Governo. Emendamenti semplici e precisi affinché il decreto legge già in vigore venga sanato al meglio.

Vi chiediamo, al fine di migliorare il testo ma soprattutto la vita dei disabili e delle loro famiglie, di leggere il nostro documento e di firmarlo per dare massima visibilità a ciò che dovrebbe essere un diritto e, invece, ancora oggi ha un prezzo troppo caro: #APRIAMOGLIOCCHI.

• PROPOSTA 1: “Emendamento su pensione di cittadinanza”

Testo risultante all’Articolo 1, comma 2:
“2. Per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni il Rdc assume la denominazione di Pensione di cittadinanza quale misura di contrasto alla povertà delle persone anziane. I requisiti per l’accesso e le regole di definizione del beneficio economico sono le medesime del Rdc, salvo dove diversamente specificato.”
Si chiede di aggiungere in fondo: 
“Tale misura è concessa anche nelle fattispecie in cui il componente o i componenti di età pari o superiore ai 67 anni convivano con una persona con disabilità grave o non autosufficienza come definite dall’allegato 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 159 del 2013.”
Motivazione:
Estendere la pensione di cittadinanza anche ai nuclei dove l’over 67enne vive con   una persona con disabilità grave maggiorenne (si pensi al caso di un genitore o coniuge anziano che vive con un disabile): l’intento è quello di allargare ad ulteriori casi di disagio e isolamento, senza stravolgere l’obiettivo della misura (contrastare la povertà delle persone anziane).

• PROPOSTA 2: “Emendamento su parametri della scala di equivalenza”

Testo risultante all’Articolo 2, comma 4:
“4. Il parametro della scala di equivalenza, di cui al comma 1, lettera b), numero 4), è pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare ed è incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente di età maggiore di anni 18 e di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1.”
Si chiede di aggiungere in fondo:
“Il totale dei parametri è in ogni caso elevato di 0,4 per ogni componente con disabilità grave o non autosufficienza e di 0,2 per ogni componente con disabilità media come definite dall’allegato 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 159 del 2013 e fino ad un massimo di 2,5.”
Motivazione:
Ponderare le scale di equivalenza per considerare maggiormente la persone con disabilità nel nucleo familiare, prevedendo parametri aggiuntivi: è importante sia per il calcolo delle soglie di accesso che per l’ammontare del reddito di cittadinanza eventualmente erogato. Evitando che tale intervento non incida sui nuclei numerosi (più di 4 persone) per i nuclei con disabilità viene elevato il tetto massimo ad un più ragionevole totale di 2,5.

• PROPOSTA 3: “Emendamento su soglia patrimonio mobiliare”

Testo risultante all’Articolo 2, comma 1, lettera b), punto 3:
“3) un valore del patrimonio mobiliare, come definito a fini ISEE, non superiore a una soglia di euro 6.000, accresciuta di euro 2.000 per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di euro 10.000, incrementato di ulteriori euro 1.000 per ogni figlio successivo al secondo; i predetti massimali sono ulteriormente incrementati di euro 5.000 per ogni componente con disabilità, come definita a fini ISEE.”
Modificare il testo, sostituendo:
“di euro 5.000 per ogni componente con disabilità, come definita a fini ISEE,” con la frase “di euro 7.500 per ogni componente con disabilità media ed euro 10.000 per ogni componente con disabilità grave o non autosufficienza, come definite dall’allegato 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 159 del 2013,”
Motivazione:
In base alla gravità della disabilità, innalzare la soglia e i limiti del patrimonio mobiliare (risparmi) fino ad euro 7.500 per ogni componente con disabilità media ed euro 10.000 per ogni componente con disabilità grave o non autosufficienza.

• PROPOSTA 4: “Emendamento su soglia della componente reddituale”

Testo risultante all’Articolo 2, comma 6:

"6. Ai soli fini del Rdc, il reddito familiare, di cui al comma 1, lettera b) numero 4), è determinato ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 159 del 2013, al netto dei trattamenti assistenziali eventualmente inclusi nell’ISEE. Ai fini del presente decreto, non si include tra i trattamenti assistenziali l'assegno di cui all'articolo 1, comma 125, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. I trattamenti assistenziali in corso di godimento di cui al primo periodo sono comunicati dagli enti erogatori entro quindici giorni dal riconoscimento al Sistema informativo unitario dei servizi sociali (SIUSS), di cui all'articolo 24 del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, secondo le modalità ivi previste.”
Eliminare quindi il seguente periodo:
“ed inclusivo del valore annuo dei trattamenti assistenziali in corso di godimento da parte dei componenti il nucleo familiare, fatta eccezione per le prestazioni non sottoposte alla prova dei mezzi. Nel valore dei trattamenti assistenziali non rilevano le erogazioni riferite al pagamento di arretrati, le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi e le esenzioni e agevolazioni per il pagamento di tributi, le erogazioni a fronte di rendicontazione di spese sostenute, ovvero le erogazioni in forma di buoni servizio o altri titoli che svolgono la funzione di sostituzione di servizi.”
Motivazioni:
Riguardo le soglie di accesso alle misure, si richiede che dal calcolo del reddito familiare siano escluse le pensioni assistenziali di invalidità, cecità e sordità civile (peraltro già escluse dall’ISEE), non solo perché non equo ma anche per evitare probabili contenziosi nei quali lo Stato soccomberebbe.

• PROPOSTA 5: “Emendamento su agevolazioni alle imprese”

Testo risultante all’Articolo 8, comma 5:
“Le agevolazioni di cui al presente articolo non spettano ai datori di lavoro che, nel triennio precedente alla richiesta, siano stati destinatari di provvedimenti sanzionatori ancorché non definitivi concernenti le violazioni di natura previdenziale ed in materia di tutela delle condizioni di lavoro che costituiscono cause ostative al rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) ai sensi dell'articolo 1, comma 1176, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.”
Si chiede di aggiungere in fondo:
“Le medesime agevolazioni non spettano ai datori di lavoro che non siano in regola con gli obblighi di assunzione previsti dall’articolo 3 della legge 12 marzo 1999, n. 68, fatta salva l’ipotesi di assunzione di beneficiario di reddito di cittadinanza iscritto alle liste di cui alla medesima legge, e sono da considerarsi aggiuntive agli incentivi alle assunzioni previsti dall’articolo 13 della legge 12 marzo 1999, n. 68.”
Motivazione:
Il decreto prevede incentivi ai datori di lavoro che assumono persone beneficiarie di reddito di cittadinanza. L’emendamento, a costo zero per l’erario, prevede che gli incentivi del reddito di cittadinanza possano essere erogati solo a condizione che le aziende siano in regola con le assunzioni obbligatorie previste dalla legge 68/1999 (collocamento mirato). L’altra precisazione consente la cumulabilità degli incentivi previsti da questo decreto legge con quelli disciplinati dalla legge 68/1999, rendendo così più vantaggiosa l’assunzione in un contesto del mercato del lavoro in cui la disoccupazione delle persone con disabilità rappresenta un fenomeno drammatico ed emblematico dell’esclusione sociale.

Ad ogni vostra firma questa petizione verrà indirizzata a tutti gli esponenti del Governo affinché prendano seriamente in considerazione il tema disabilità, non per questioni propagandistiche ma perché giusto e necessario.
Alle associazioni e ai cittadini chiediamo di firmare e diffondere!
#APRIAMOGLIOCCHI

Iacopo Melio
Presidente “#Vorreiprendereiltreno Onlus”
www.vorreiprendereiltreno.it

+ SOTTOSCRITTORI (in ordine alfabetico) +

  • Persone pubbliche:

- Giulio Cavalli
- Giuseppe Civati
- Marco Furfaro
- Francesco Laforgia
- Cecilia Strada
- Saverio Tommasi

  • Le Associazioni:

- ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici)
- Aquateam Nuoto Cuoio
- A.P.S. (Autismo Pisa e Valdera)
- Associazione Trisomia 21 Onlus
- Carrozzine Determinate Abruzzo
- Cibo amico
- Comitato Crema zero barriere
Comitato Nazionale Eco di un Orizzonte
- Cooperativa Zerobarriere
- Dobredog (Accademia di Formazione e Cultura Cinofila)
- FARE (Food and Agriculture Requirements)
- Futura (Futura in rete)
- Giovani del futuro
- Great Italian Food Trade
- Indomiti - Il giardino del Baobab
- In-Superabili
- La ronda della solidarietà
- Le Curandaie 
- LeZZanZare
- L'isola che non isola
- Lucidafollia
- Ludissea 42 ETS 
- Monelli Ribelli
- Oltre il guscio
- Spiaggia SuperAbile
- UILDM
- Vico Equense senza barriere


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