Appello per Treviso: salviamo le architetture e il paesaggio urbano del Novecento

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Ci facciamo interpreti della frustrazione e dell'impotenza dei cittadini che, negli ultimi anni, assistono alla trasformazione capillare del paesaggio urbano, soprattutto al di fuori del centro storico. L’aumento esponenziale degli interventi di riqualificazione edilizia si traduce, il più delle volte, nella distruzione del verde esistente e in grandissimi aumenti dei volumi edificati, spesso in deroga a parametri edilizi quali distanze e altezze. Volumi inutili vista la costante diminuzione del numero dei residenti. Il tutto grazie alla inusitata spinta a costruire fornita dalla sommatoria degli incentivi del Piano Casa regionale e del Piano degli Interventi comunale.

Intorno a questa problematica si sta sviluppando un ampio dibattito circa l’adeguatezza della normativa dei beni architettonici identitari del tessuto urbano: i più esposti sono gli edifici del ‘900 per i quali raramente esiste il vincolo della Soprintendenza ma che caratterizzano il volto della città, sia all’interno della cinta muraria che nei quartieri esterni.

A scopo di preservarne l'integrità la Regione ha stilato, nel Piano Territoriale Regionale di Coordinamento, un primo elenco di edifici del ‘900 degni di tutela, recepito con uno analogo all’interno del Piano degli Interventi comunale.

Chiediamo all’Amministrazione Comunale:

  • che venga completato il censimento di tutti gli edifici del ‘900 da proteggere, estendendolo anche a quelli minori, ma identitari dell’evoluzione del tessuto urbano;
  • che vengano applicati senza deroghe i regimi vincolistici esistenti alle architetture di pregio, difendendole anche da accostamenti stranianti;
  • che vengano effettuati i necessari interventi sul piano urbanistico per rafforzare e rendere cogenti tali vincoli, anche inserendo le necessarie indicazioni nella variante al Piano degli Interventi in fase di elaborazione;
  • che venga reso operativo, con precise linee guida, il Prontuario per la Qualità Architettonica presente all’interno del Piano degli Interventi;
  • che si intevenga efficacemente sulla normativa generale, per ridurre le premialità di cubatura previste dal Piano degli Interventi, viste quelle già elevate concesse dal Piano Casa Regionale.

Nell’immediato sollecitiamo l'Amministrazione:

  • a rivedere il progetto, approvato nell’agosto del 2020, che prevede la totale demolizione del fabbricato “ex Zoppelli” in via Panciera, perché inserito negli elenchi sopracitati di edifici da tutelare, imponendo il mantenimento dell’importante facciata razionalista del 1938;
  • a rivedere la concessione del permesso a costruire del complesso di 5 piani per 29 unità abitative, incombente e fuori scala in rapporto alla schiera dello storico quartiere Eden-Appiani del 1907, uno dei primi esempi, e tra i più riusciti, di villaggio operaio, che rappresenta la trasformazione modernista della città all’inizio del XX secolo e merita di essere adeguatamente valorizzato (vedi la foto in apertura)

Paolo del Giudice - artista

Eugenio Manzato - storico dell'arte, già direttore dei Musei Civici di Treviso