

PER LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI ALLE SCELTE CHE RIGUARDANO LA GESTIONE DEL TERRITORIO
Il problema
La Comunità Europea con contratto di sovvenzione N°608678 ha finanziato, nell’ambito del settimo programma quadro (FP7/2007-2013), il progetto denominato CommOnEnergy che ha come scopo la progettazione per la riconversione dei centri commerciali, al fine di renderli sostenibili dal punto di vista ambientale e concepiti in modo da rendere tangibili questi risultati a un pubblico più ampio possibile, promuovendo all’interno della società dei comportamenti di consumo più sostenibili, lo slogan del progetto è “Passare dall’idea di consumatore a quella di cittadino”.
Nell’ambito di questo programma sono stati individuati tre progetti pilota di studio in Europa: Valladolid, Trondheim e Genova. Il caso genovese prende in esame la riconversione delle aree ex-Officine Guglielmetti, aree pubbliche dismesse nel 2010, vendute al dal gruppo Talea S.p.A., immobiliare di Coop Liguria.
Nonostante questa premessa il progetto presentato dal gruppo INRES depositato in Comune nell’aprile 2014, si presenta come un edificato scollegato dal contesto urbano storicamente consolidato con la previsione di innalzare grandi volumi davanti al borgo storico di Ponte Carrega, alla chiesa di S.Michele di Montesignano e alla Valle del Rio Mermi. Questo progetto mortificherà ciò che rimane del paesaggio della Val Bisagno in un punto in cui è ancora in gran parte leggibile. Nella copertura dell’edificio sono previsti enormi parcheggi a vista che saranno visibili dalla passeggiata naturalistica dell’acquedotto storico e dal parco dei forti di Genova.
Con questo appello si chiede ai proponenti, anche in considerazione della loro adesione al progetto europeo di sostenibilità ambientale, di avviare tutte le azioni necessarie per un effettivo miglioramento del progetto, di intraprendere un percorso di partecipazione sulle scelte progettuali per fare in modo che il nuovo edificato sia elemento di occasione per tutta la Val Bisagno e non un ulteriore elemento di degrado.
Alle istituzioni politiche, visti i precedenti come, per esempio, il nuovo edificato nelle aree ex-Italcementi, chiediamo di collocare al centro dei loro programmi l’approvazione di una legge regionale sulla partecipazione dei cittadini alle scelte che riguardano la gestione del territorio. Questa legge risulta più che mai necessaria per evitare ulteriori conflitti con i cittadini e gravi errori sulle scelte progettuali e urbanistiche che riguardano il nostro territorio.
Sottoscrivi e condividi l’appello.
Amici di Ponte Carrega
associazione di promozione sociale
http://www.amicidipontecarrega.it

Il problema
La Comunità Europea con contratto di sovvenzione N°608678 ha finanziato, nell’ambito del settimo programma quadro (FP7/2007-2013), il progetto denominato CommOnEnergy che ha come scopo la progettazione per la riconversione dei centri commerciali, al fine di renderli sostenibili dal punto di vista ambientale e concepiti in modo da rendere tangibili questi risultati a un pubblico più ampio possibile, promuovendo all’interno della società dei comportamenti di consumo più sostenibili, lo slogan del progetto è “Passare dall’idea di consumatore a quella di cittadino”.
Nell’ambito di questo programma sono stati individuati tre progetti pilota di studio in Europa: Valladolid, Trondheim e Genova. Il caso genovese prende in esame la riconversione delle aree ex-Officine Guglielmetti, aree pubbliche dismesse nel 2010, vendute al dal gruppo Talea S.p.A., immobiliare di Coop Liguria.
Nonostante questa premessa il progetto presentato dal gruppo INRES depositato in Comune nell’aprile 2014, si presenta come un edificato scollegato dal contesto urbano storicamente consolidato con la previsione di innalzare grandi volumi davanti al borgo storico di Ponte Carrega, alla chiesa di S.Michele di Montesignano e alla Valle del Rio Mermi. Questo progetto mortificherà ciò che rimane del paesaggio della Val Bisagno in un punto in cui è ancora in gran parte leggibile. Nella copertura dell’edificio sono previsti enormi parcheggi a vista che saranno visibili dalla passeggiata naturalistica dell’acquedotto storico e dal parco dei forti di Genova.
Con questo appello si chiede ai proponenti, anche in considerazione della loro adesione al progetto europeo di sostenibilità ambientale, di avviare tutte le azioni necessarie per un effettivo miglioramento del progetto, di intraprendere un percorso di partecipazione sulle scelte progettuali per fare in modo che il nuovo edificato sia elemento di occasione per tutta la Val Bisagno e non un ulteriore elemento di degrado.
Alle istituzioni politiche, visti i precedenti come, per esempio, il nuovo edificato nelle aree ex-Italcementi, chiediamo di collocare al centro dei loro programmi l’approvazione di una legge regionale sulla partecipazione dei cittadini alle scelte che riguardano la gestione del territorio. Questa legge risulta più che mai necessaria per evitare ulteriori conflitti con i cittadini e gravi errori sulle scelte progettuali e urbanistiche che riguardano il nostro territorio.
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Amici di Ponte Carrega
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Petizione creata in data 23 maggio 2015